giovedì, 8 dicembre 2016
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Opinioni e commenti
 

Referendum. Appello per lo spacchettamento
Pubblicato il 13-07-2016


votoL’appello “trasversale” per lo spacchettamento del referendum è al rush finale. Il Comitato per la libertà di Voto, promotore della richiesta di ‘spacchettamento’ del quesito referendario, non ha raggiunto la raccolta di firme necessarie per portare la richiesta in Cassazione: resta tuttavia la possibilità di raccogliere le firme dei parlamentari che hanno tempo ancora fino a domani alle 19 per farlo. Per far passare la proposta serve la sottoscrizione di 126 deputati o di 65 senatori, ma al momento le firme raccolte sono ancora una quarantina a Montecitorio e poche altre al Senato. Per questo i parlamentari che hanno presentato e sottoscritto la proposta di spacchettamento dei quesiti referendari e il Comitato per la Libertà di Voto lanciano un appello per una “mobilitazione straordinaria”. “Questa è una battaglia per garantire lo stato di diritto e la certezza della conoscenza” afferma il gruppo, trasversale, di parlamentari che ha avviato la raccolta firme in Parlamento: sono i deputati di SC Adriana Galgano e Pier Paolo Vargiu, Mara Mucci e Aris Prodani del Misto, Paola Binetti di AP e, al Senato, Luis Orellana del gruppo Autonomie.

“Obiettivamente siamo distanti dalla raccolta richiesta, serve la mobilitazione di tutti, di quelli che hanno votato Si e di quelli che hanno votato No” afferma il segretario dei Radicali italiani, Riccardo Magi, promotore del Comitato per la Libertà di Voto assieme a Fulco Lanchester, ordinario di diritto costituzionale a La Sapienza. “Manca di coerenza chi dice di voler evitare un plebiscito e poi non firma lo spacchettamento” afferma Magi che parla di una “schizofrenia che riguarda soprattutto il Pd”. Ma nel mirino dei sostenitori dello spacchettamento c’è anche e soprattutto l’opposizione: “Nessun parlamentare del M5S né di Sinistra Italiana ha firmato: come mai questi colleghi che erano favorevoli allo spacchettamento ora non firmano più?” chiede la ex M5S Mara Mucci. “Le risposte sul rifiuto dell’opposizione di firmare per lo spacchettamento ondeggiano tra il comico e il patetico”commenta Adriana Galgano che intanto lancia un appello alla Presidente della Camera a destinare un luogo vicino all’Aula per la raccolta delle firme. “I 5 Stelle che non votano sono impegnati per il fallimento del referendum al fine di mandare a casa Renzi. Trovo invece incomprensibile la posizione di persone dell’area di centro: stiamo facendo un grande servizio anche al governo a mettere in votazione la riforma per parti”. E si rivolge “ai tanti parlamentari di cultura referendaria come me” anche Pier Paolo Vargiu. “Ci dobbiamo mettere nei panni dei cittadini spaesati di fronte alla vastità delle modifiche” spiega invece l’ex M5s Luis Orellana che si sta facendo promotore della raccolta al Senato.

Infine, assicura Fulvio Lanchester, “lo spacchettamento non ha nessuno scopo dilatorio: la Cassazione prenderà la sua decisione e se riterrà” di andare alla Corte Costituzionale, la Consulta “deciderà in tempi brevi”. E i dubbi sull’ammissibilità li ha già fugati “la stessa ministra quando ha ammesso che la richiesta è costituzionalmente corretta. Il senso della nostra azione – ricorda infine – è quello di garantire veramente l’esercizio della libertà di voto”.

Intanto sull’Italicum è intervenuto il capogruppo di Forza Italia al Senato Paolo Romani che ha escluso ogni tipo di baratto con i renziani: ”Smentisco nel modo più assoluto” l’ipotesi di un avvio delle trattative con il Pd per cambiare l’Italicum dopo la pausa estiva. ”La posizione è quella che abbiamo sempre detto: di eventuali modifiche alla legge elettorale ne  parleremo solo dopo l’esito del quesito referendario anche perché ovviamente, dovesse vincere il no come ci auguriamo, bisognerà parlare di una legge elettorale anche per il Senato”.

Redazione Avanti!

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