martedì, 6 dicembre 2016
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Opinioni e commenti
 

Renzi e il Psi
Pubblicato il 02-07-2016


Chi in questo momento, come il nostro piccolo partito, chiede che il governo cambi politica economica e che il presidente-segretario cambi l’Italicum, è a favore del governo perchè questo è nell’interesse di Renzi. Solo un cieco o uno stolto può pensare che continuando così si salvi la baracca. La direzione del Psi ha lanciato dunque la sua offensiva per rafforzare e non per indebolire questo quadro politico. Il cosiddetto cerchio magico, in generale questo vale per tutti i cerchi magici, è utile solo nelle fasi di bonaccia perché può amplificare il verbo del capo, lo può informare delle congiure e avvertirlo dei comportamenti degli alleati, ma svolge una funzione negativa nei momenti di difficoltà, perchè non riesce a cambiare atteggiamento, recita a memoria frasi che nella condizione diversa perdono qualsiasi significato, mette in guardia il leader da chi propone nuove e costruttive soluzioni, continua a lisciargli il pelo quando sarebbe giusto tirargli la giacca.

Renzi ascolti i critici e rigetti gli adulatori. Se vuol salvarsi la pelle e non aprire la porta ai barbari (ma dai, mica lo sono, hai visto la Raggi dal papa e l’Appendino che era alla Juventus e sembra la figlia di Agnelli?) allora ascolti. Prima di tutto rinvii il referendum che così è perso, a dopo l’approvazione della legge di stabilità, che deve prendere alcune decisioni importanti su pensioni minime, altro che ottanta euro, su piano casa, magari anche su patrimoniale sulle grandi ricchezze e su un piano opere pubbliche anche fuori dal vincolo del tre per cento, poi valuti l’ipotesi di quei matti di radicali che di referendum se ne intendono. Pensi a spacchettare il referendum confermativo, offrendo la possibilità di votare a favore della riforma del titolo V anche a chi non approva quella del Senato, a chi vuole il referendum propositivo e l’abolizione del Cnel, spersonalizzando così e anche sdrammatizzando una consultazione che potrebbe costargli la vita.

Ma soprattutto si esponga in prima persona a favore del cambiamento dell’Italicum, pessima legge per molteplici ragioni, e non solo perché ritagliata su misura per la vittoria dei Cinque stelle. Lo faccia perchè più facile sarebbe l’adesione di una parte del suo partito, e dei partiti suoi alleati, alla campagna referendaria. Resta misterioso perché tali partiti quella legge abbiano votato. Ma in politica si può, si deve, anche cambiare idea. Come diceva Churchill: “Solo lo stolto non cambia posizione”. Anche se di Churchill non ne vedo in giro, di stolti sì. Resta il fatto che questa tegragona coerenza renziana, tuttora palesata dai suoi adepti, è la peggiore manifestazione di sostegno. Vanno tutti nel burrone con coerenza, trasformando Renzi in una sorta di Brancaleone. La vita politica italiana è piena di leader autentici che hanno cambiato opinione. Pensiamo a Nenni, ma anche a Berlinguer, pensiamo a Occhetto, ma anche a Prodi. Solo Renzi dovrebbe non cambiare. L’aria non si ferma a pugni. Anzi i pugni tornano indietro. E andare al tappeto da soli è il massimo. Di coerenza.

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Commenti all'articolo
  1. Caro Direttore, sull’ Italicum sono d’accordo, del resto sarebbe difficile non esserlo e non si capisce perche’ Renzi non si renda conto dell’assurdita’ di questa legge elettorale. Sul rinvio del referendum, credo sia troppo tardi, il presidente del consiglio si e’ esposto molto, anche troppo, e al punto in cui siamo un rinvio sarebbe controproducente e indurrebbe anche coloro i quali sono per il Si a dubitare della bonta’ delle riforme.
    Cordiali saluti, Mario.

  2. Caro direttore, i miei sinceri complimenti e grazie per farmi sentire ancora utile alla causa nobile del Socialismo Riformista.
    La tua analisi riporta in evidenza i miei concetti che coerentemente esprimo nei miei interventi, ultimo quello sul Fondo “il mio amico Delrio”.
    Tutto questo mi fa piacere, ma nel contempo, provoca in me sconforto e rabbia, pensando che la nostra accorata supplica verso il Presidente del Consiglio, probabilmente non avrà alcun riscontro.
    Se così fosse, dobbiamo prepararci al peggio e vorrà dire, che è quello che gli italiani si meritano.
    Un Caro Saluto e Buon Lavoro.

  3. che Renzi non dispiaccia a molti ex craxiani lo sappiamo..de gustibus.
    Ma qui si tratta della Costituzione: pensa se le forzature e i canguri di Renzi li avesse fatti Berlusconi..
    Certo l’Italicum è una bruttura aggravante incardinata nel progetto di democrazia verticistica del royal baby ma per eliminarla basta che al referendum (in ottobre?) anche il PSI e Avanti votino NO.
    P.S. in questi mesi ai nostri banchetti per il NO abbiamo incontrato centinaia di migliaia di persone (popolo) che hanno firmato contro le de-forme di Renzi & Verdini. Tra questi molti ex elettori socialisti e molti ex elettori PD..
    P.P.S. giustamente Del Bue hai ricordato spesso che ci sono varie alternative all’Italicum. Anche io da almeno 20 anni sostengo il doppio turno alla francese (anche senza semipresidenzialismo). Però siccome sappiamo che il CDX non ci sente, rilanciamo almeno il Mattarellum. Si potrebbe fare anche alla svelta se vincerà il NO.

  4. Resipiscenza sarebbe un termine forse eccessivo se riferito al Direttore che scrive e, soprattutto, a Nencini se condividesse. Il PSI finora è stato su posizioni di acquiescenza alle scelte, agli umori, alle smargiassate, alle furbate di Renzi. Se così non fosse stato, probabilmente non si sarebbero registrate divisioni insanabili e motivate. Riconoscere anche questi errori, da parte di Nencini e della Direzione, potrebbe essere la chiave per la riapertura del dialogo. Soprattutto con chi non ha abbandonato il Partito.

  5. Sono molto d’accordo con quanto scritto da Mauro, vorrei solo dissentire su un punto: non credo che Renzi si dimetterebbe davve
    ro, se vincesse il no, o almeno, lo farebbe solo in seguito a mooolte pressioni. In questo paese, dove i più forti sono anche i più incoerenti, Renzi non cambia sull’Italicum (almeno, per ora), ma cambierebbe quando si trattasse di lui stesso e della sua posizione, restando, con argomentazioni prevedibili. Cerchiamo di fargli cambiare opinione, non diamoci per vinti

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