mercoledì, 7 dicembre 2016
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Opinioni e commenti
 

Riforma costituzionale
il dibattito entra nel vivo
Pubblicato il 20-07-2016


Il dibattito sulla riforma costituzionale inizia a scaldarsi ed i sostenitori del SI e quelli del NO si mobilitano e si contrappongono sempre più vivacemente in vista del referendum che dovrebbe tenersi il prossimo autunno. A maggior ragione perché gli ultimi sondaggi indicano un certo equilibrio tra i due fronti, anche se la percentuale degli indecisi è ancora prevalente. Quindi i giochi sono tuttora molto aperti, vieppiù considerando che questo tipo di referendum non necessita di un quorum, cioè di un numero minimo di votanti.

Enrico De Nicola firma la CostituzioneIn questo contesto, i sostenitori del NO si ritroveranno il prossimo 25 luglio alle 17 presso la Biblioteca della Camera dei Deputati . L’occasione è la presentazione del libro “NO allo sfregio della Costituzione” della  Licosia Edizioni.

Il volume raccoglie le riflessioni a sostegno del fronte del “NO” al referendum costituzionale di Nunziante Mastrolia, Arnaldo Miglino, Felice Besostri, Alfiero Grandi, Paolo Cirino Pomicino, Rino Formica, Danino Toninelli, Luigi Compagna, Giuseppe Gargani, Domenico Gallo, Domenico Argondizzo, Giampiero Buonomo, Ennio Di Nolfo e Franco Mari.

Si tratta di una raccolta di scritti che ha l’obiettivo di confutare le ragioni che il governo Renzi adduce a sostegno della corposissima riforma costituzionale. Nello specifico si mostra come la questione della riduzione dei costi della politica è pericolosissima se applicata a quegli istituti che caratterizzano una moderna democrazia. Se riduzione dei costi deve esserci – si chiedono gli autori – perché andare a menomare proprio gli istituti attraverso i quali si esprime la volontà popolare come il Parlamento, ed il Senato nello specifico. La riduzione dei costi è un tema molto delicato, che se portato alle estreme conseguenze potrebbe avere effetti distruttivi: una sola Camera costa molto meno di due, ed un Parlamento chiuso costa ancora di meno.

Ancora più inconsistente è il tema di una riforma costituzionale da attuarsi per poter avere un maggiore sviluppo economico. L’Italia ha conosciuto una fase di straordinario sviluppo economico con la costituzione del ’48 vigente. Il che significa che quel testo costituzionale e quegli istituti non sono di impedimento alla crescita economica.

Quanto poi all’altro cavallo di battaglia dei novelli padri costituenti, vale a dire quello dell’accelerazione dell’iter legislativo, basti dire che il buon Parlamento non è quello che fa tante leggi, ma quello che fa buone leggi che durano nel tempo. Ed ancora questo Paese soffre per una eccessiva proliferazione legislativa, tanto è vero che da anni è in vita un Ministero per la Semplificazione legislativa, ora guidato dall’on. Marianna Madia. Delle due l’una: o è necessario sfoltire la selva delle leggi o plasmare le istituzioni in modo che possano produrre sempre più leggi.

Tutto ciò, rende tali riforme un pericoloso guazzabuglio al quale è necessario opporsi. E ad opporsi scendono in campo anche importanti menti politiche della Prima Repubblica, come a rimproverare una nuova classe politica, eccessivamente boriosa e poco consapevole di quanto le liberal-democrazie siano un meccanismo complesso, delicato e fragile.

Barone Rosso


Copertina libro No allo sfregio della CostituzioneAutori Vari
No allo sfregio della Costituzione
Pp 246 – Euro 18,00
LICOSIA EDIZIONI

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