giovedì, 8 dicembre 2016
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Opinioni e commenti
 

Roma, la Sindaca si libera del ‘direttorio’
Pubblicato il 14-07-2016


Virginia RaggiRoberta Lombardi, Paola Taverna, Massimo Castaldo e Gianluca Perilli, si sono dimessi dallo staff pentastellato del Campidoglio, lasciando la piena responsabilità politica della conduzione del Comune alla neoletta Sindaca, Virginia Raggi.

Crisi di crescita o crisi di potere, si tratta comunque di un terremoto in piena regola nel Movimento 5 stelle di Roma dove dopo la vittoria travolgente di Virginia Raggi è nato un contrasto politico, che si è fatto presto insanabile, con il ‘direttorio’ che avrebbe dovuto fungere da ‘controllore’ della Sindaca. Il primo round se l’è aggiudicato la Raggi, che dalla sua parte può vantare i quasi settecentomila voti ottenuti dai romani a fronte di qualche decina di ‘like’ dei membri più blasonati del direttorio. Un peso notevole, cui si è aggiuntoanche quello del fondatore del Movimento, Beppe Grillo, che è venuto personalmente a trovare la Sindaca e con lei ha passato un paio d’ore nell’ufficio davanti alla statua di Marc’Aurelio. Non si conosce ovviamente la sostanza di quanto si sono detti, ma la visita ha avuto a tutti gli effetti il peso della conferma di un’investitura.

Le dimissioni irrevocabili di Roberta Lombardi, della senatrice Paola Taverna, dall’europarlamentare Massimo Castaldo e dal consigliere Gianluca Perilli, hanno anche il senso di un passo indietro e la fine di un tentativo di tutoraggio nella gestione della Capitale, gestione che per la sua difficoltà rappresenta una scommessa cruciale per il futuro del M5s.
A scatenare il divorzio tra la Raggi e i membri del direttorio che tra i 5Stelle viene rappresentato come una separazione consensuale, vengono citati elementi diversi come la nomina dell’ex alemanniano Raffaele Marra a vicecapo di gabinetto, cui era contraria la senatrice Taverna, e poi la mancata nomina di Daniela Morgante, ex assessore della Giunta Marino, sostenuta da Roberta Lombardi, a titolare del Bilancio o a Capo di gabinetto.

“Mi spiace deludere coloro i quali in questo momento stanno parlando di liti, gelo o siluramenti rispetto al lavoro che tutti stiamo facendo su Roma. Non è così” si legge in un comunicato sulla pagina Facebook della Lombardi dove si definisce il tutto come “polemiche che interessano solo ai giornalisti”. La deputata spiega la sua decisione di abbandonare l’organismo di supervisione sul lavoro del sindaco di Roma perché “in questi giorni il lavoro per Italia 5 Stelle entra sempre più nel vivo. Stiamo preparando tutto affinché la terza edizione in programma a Palermo il 24 e 25 settembre vada al meglio”. “Purtroppo per questo il mio supporto nello staff romano sarà differente: continuerò a dare una mano a Virginia, ma dall’esterno sui temi che ho sempre seguito”. “Credo – scrive ancora – che insieme abbiamo fatto tante cose molto importanti, per questo oggi Roma è a 5 stelle”. E, “in futuro riusciremo a farne altre altrettanto importanti, ma intanto sono certa che Paola, Gianluca e Fabio Massimo (gli altri ‘portavoce’ componenti dello ‘staff’ capitolino) riusciranno a sostenere il nostro sindaco giorno per giorno”.

A questo punto, comunque, ‘saltato’ il direttorio, resta alla Raggi solo il confronto diretto con la ‘rete’ e con Luigi di Maio, che appare sempre più come il leader politico in pectore di un Movimento dove, comunque, in mancanza di regole chiare come quelle che ci sono nei partiti tradizionali, è sempre molto difficile comprendere i diversi ruoli col rischio che il tutto assomigli più al modello medievale dei contadi e delle baronie che non a un moderno ed efficiente sistema democratico nell’era digitale.

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