venerdì, 9 dicembre 2016
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Opinioni e commenti
 

Ruby Ter. Sulle intercettazioni scontro Pd-M5s
Pubblicato il 20-07-2016


Berlusconi_ruby_terL’Aula del Senato ha respinto la relazione della Giunta per le immunità che chiedeva l’utilizzo delle intercettazioni telefoniche delle utenze di Silvio Berlusconi. Le intercettazioni, undici, riguardavano telefonate con due delle cosiddette “olgettine” e il relativo processo denominato Ruby Ter. La votazione si è tenuta a scrutinio segreto e i voti favorevoli sono stati 120, i contrari 130 e 8 gli astenuti. La giunta per le immunità parlamentari aveva chiesto il via libera all’autorizzazione e la votazione è diventata subito oggetto di scontro politico con accuse reciproche tra il Pd e i Cinquestelle le cui proteste hanno spinto il presidente del Senato Piero Grasso a sospendere la seduta.

Ma per il Pd è proprio il Movimento 5 Stelle ad aver fatto un ‘trucco da Prima repubblica’, d’intesa con il centro-destra, per salvare l’ex Cavaliere. Le telefonate tra Silvio Berlusconi e due delle ‘olgettine’ dopo il no del Senato all’autorizzazione all’ utilizzo che era stata richiesta dal gip su istanza della Procura di Milano, resteranno comunque agli atti del procedimento ma potranno essere utilizzate dai pm come prove a carico soltanto nei confronti delle ragazze e non dell’ex premier. Per il gip Stefania Donadeo, che lo scorso primo ottobre aveva accolto la richiesta del procuratore aggiunto Pietro Forno e dei pm Tiziana Siciliano e Luca Gaglio, quelle telefonate “appaiono rilevanti” nell’ambito dell’inchiesta con al centro il reato di corruzione in atti giudiziari, perché dimostrerebbero le “trattative” per elargire “alle due donne somme di denaro” e regalare loro “immobili” in cambio di una sorta di “lealtà processuale”. Il procedimento è in fase di udienza preliminare con la prossima udienza fissata per il 3 ottobre.

Il Partito democratico accusa i pentastellati di aver votato in favore di Berlusconi grazie al voto segreto. Lo ha detto Francesco Russo, segretario d’Aula a Palazzo Madama. “Nei giorni scorsi – ha affermato – qualcuno aveva ipotizzato che, nascondendosi dietro il voto segreto, i senatori 5 stelle stessero preparando un’imboscata per salvare Silvio Berlusconi e scaricare la responsabilità sul Partito Democratico”. “Spero davvero i colleghi grillini non abbiano in così breve tempo imparato i peggiori trucchi della Prima Repubblica- ha sottolineato l’esponente Pd – ma voglio notare che chi urla di più rischia di essere tra i principali indiziati”. “Ma soprattutto voglio sottolineare un dato inequivocabile. La somma dei voti espressi dal Partito Democratico (96) e dal Movimento 5 Stelle (24) è esattamente 120, il numero dei voti totali di chi si è espresso a favore della richiesta dei giudici di utilizzare le intercettazioni di Berlusconi”.
Ad essere certo che il gruppo del Pd ha votato compattamente a favore della decisione della giunta di concedere all’autorità giudiziaria l’uso delle intercettazioni è Luigi Zanda: “Sono molto meno certo che, nel voto segreto, ci sia stato lo stesso comportamento da parte di gruppi che pur avevano espresso, nel dibattito d’aula, la stessa posizione”.

Redazione Avanti!

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