venerdì, 2 dicembre 2016
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Opinioni e commenti
 

Sanders, l’ultimo sforzo
Pubblicato il 26-07-2016


La convention del Partito Democratico americano di Philadelphia doveva rivelarsi quella della ritrovata unità del partito, con Bernie Sanders e Hillary Clinton finalmente riappacificati e pronti a lottare insieme per battere Donald Trump. Ma, nonostante tutto, qualcosa non è andata come doveva.

Durante il discorso di Sanders, infatti, molti suoi supporter hanno protestato a gran voce e lanciato fischi nei confronti della candidata Presidente. Il motivo? Lo scandalo delle mail pubblicate da Wikileaks e dietro il quale pare nascondersi Putin.

Azioni vere o presunte a parte, la minaccia del magnate repubblicano è troppo forte per lasciarsi andare alle divisioni proprio ora. E questo Sanders lo ha capito bene, tentando più volte di smorzare i toni dei suoi simpatizzanti.

Salito sul palco alle 22.50 e dopo una standing ovation di tre minuti, ha ringraziato tutti coloro che hanno sostenuto la sua stupefacente campagna, che lo aveva portato ad un passo dalla vittoria raggiungendo uno storico risultato, soprattutto per chi, negli Stati Uniti, osa dichiararsi “socialista”.

Ha fatto poi il punto sulla situazione. Su una elezione che, mai come stavolta “non riguarda, e non è mai stata su Hillary Clinton o Donald Trump o Bernie Sanders o uno qualsiasi degli altri candidati che hanno cercato la presidenza. Questa elezione riguarda – e deve riguardare – i bisogni del popolo americano e il tipo di futuro che creeremo per i nostri figli e nipoti”.

Illustrando Trump come un miliardario che tenta solo di agevolare gli altri miliardari, ignorando gli avvertimenti che arrivano dal mondo scientifico (in particolare quelli climatici) e con l’intenzione di abolire l’Affordable Care Act togliendo assistenza sanitaria a 20 milioni di persone, Bernie Sanders ha infine chiuso dichiarando che “non è un segreto che io e Hillary Clinton siamo in disaccordo su una serie di questioni”, ma “lei sarà un presidente eccezionale e sono orgoglioso di essere con lei questa sera”.

Fortunatamente è poi salita in cattedra Michelle Obama che, con il suo solito savoir-faire ha superato le polemiche facendo leva sulla necessità di sconfiggere il nemico comune, colui che crede che “i problemi abbiano solo una faccia nera o una faccia bianca” e che “possano essere riassunti in 140 caratteri”.

Giuseppe Guarino

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