sabato, 10 dicembre 2016
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Opinioni e commenti
 

Scrive Antonio Ciuna:
L’errore della Brexit
Il Ponte sullo Stretto
Pubblicato il 04-07-2016


Prima ancora che la Gran Bretagna decidesse di uscire dalla Comunità Europea, si aveva la sensazione  che si sarebbero verificati importanti avvenimenti che avrebbero influito sulla futura politica mondiale.
I popoli della Terra ed i rispettivi governi,al fine di evitare nei prossimi anni,potenziali e quanto mai pericolose conflittualità fra le Nazioni e combattere con maggiore efficacia il terrorismo islamico ,devono decidersi di attenuare per quanto possibile i propri egoismi nazionali ed affrontare politicamente i grandi problemi che travagliano l’Umanità e nel realizzarli potrà far nascere nei Paesi più poveri la speranza di un migliore avvenire.
Le risorse della Terra non sono infinite e non tutti i popoli ne beneficiano. Ciò provoca un grave squilibrio nell’alimentazione umana : popoli con problemi di sovralimentazione e popoli privi di cibo,ma ciò che più preoccupa è che quest’ultimi sono molto più numerosi dei primi e, per le loro condizioni di vita, per carenza di istruzione, privi di ogni benessere, sono portati ad essere sempre più numerosi. Qualora non si affronterà per tempo tale problema, potrebbero verificarsi avvenimenti più violenti e irreversibili.
 Il verificarsi quasi contemporaneamente della crisi economica mondiale e delle migrazioni bibliche di popoli affamati e profughi dai Paesi con conflitti interni, hanno creato enormi problemi economici e politici che le Nazioni Unite non riescono a risolvere. E’ fuori da ogni dubbio che tali grandi problemi si risolvono solo se tutte le Nazioni affronteranno insieme tali fenomeni. Purtroppo si sta verificando il contrario. Con l’uscita dalla Gran Bretagna dalla Comunità Europea a seguito il risultato del Referendum che ha sancito con la vittoria del “SI ” ( BREXIT ), tale infelice svolta politica, ha comportato che alcune forze politiche nazionali ritengono che l’Italia deve seguire l’esempio inglese. E’ bene precisare che attuando tale politica il nostro Paese rimarrebbe comunque in crisi economica  con l’aggravante che subirà gravi danni finanziari per la sfiducia che si genererà fra gli operatori finanziari in campo internazionale, non si alleggerirà il Debito Pubblico e le emissioni dei nuovi BOT saranno gravati da tassi di interessi più elevati che inevitabilmente faranno salire detto Debito. Inoltre l’Italia avrà maggiore difficoltà a gestire da sola il flusso incessante dei migranti.
 Il ricorso al Referendum, quale importante istituto giuridico di grande democrazia che chiama il Popolo a decidere se approvare o meno  alcune particolari leggi,è una azione politica di estrema importanza, ma molto delicata.Quindi ritengo che sia un dovere delle Istituzioni dei Mass Media dare al popolo tutte le informazioni e le spiegazioni possibili perché possa decidere con coscienza e responsabilità .Sono convinto che l’unica strada che l’Italia deve seguire è quella di rimanere nella Comunità Europea ed il governo deve attuare le riforme che sono state approvate dal Parlamento.
 E’ di oggi la notizia, pubblicata su un giornale online locale, della sconcertante decisione presa dall’Autorità Portuale di Messina, che dispone che i viaggiatori dei pochi treni che ancora attraversano lo Stretto, durante la traversata non possono rimanere sulle vetture e quindi devono scendere sulla tolda. Tale disposizione è grave per i disagi che si creeranno ai viaggiatori ed è foriera di potenziali infortuni in quanto per gli spazi limitati che si creano dopo l’imbarco tra le vetture e le strutture della nave non consentono l’utilizzo di tutti gli accessi al convoglio e quindi si determineranno ingorghi nei pochi sportelli accessibili delle vetture,senza contare che per il forte dislivello che si crea dopo l’imbarco tra la pedana della vettura e il ponte della nave,le instabili pedane poste dall’equipaggio, non facilitano il deflusso dei molti viaggiatori. E’ da considerare anche le grandi difficoltà che avranno le persone inabili e gli anziani. Inoltre si creerà  il problema della sicurezza dei propri bagagli che rimarranno incustoditi sulle vetture. In oltre 100 anni di servizio delle Navi Traghetto non si sono mai verificati limitazioni di tal genere per i viaggiatori che attraversano lo Stretto.  E’ evidente che la suddetta ulteriore limitazione contrarrà ulteriormente il traffico dei viaggiatori e a questo punto si pone la domanda alle istituzioni:  la politica del trasporti tende ad isolare ancora di più la Sicilia dal resto dell’Italia ?
 E’ ormai noto a tutti che la crisi dei trasporti sullo stretto è irreversibile e l’unica alternativa per poter far risorgere le due città metropolitane sullo stretto e le rispettive regioni nonché il Meridione è la ferma determinazione politica di realizzare la GRANDE INFRASTRUTTURA DEL PONTE SULLO STRETTO.
Cordiali saluti,
 Antonio Ciuna

 

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