mercoledì, 22 novembre 2017
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Opinioni e commenti
 

Scrive Giovanni Alvaro:
Renzi e il Referendum
Pubblicato il 15-07-2016


Non c’è alcun dubbio che Matteo Renzi, in riferimento al referendum costituzionale del prossimo autunno, vorrebbe procedere con la propria testa ma è costretto a bloccarsi per l’intervento ormai quasi quotidiano dei suoi consiglieri che vorrebbero che si entrasse nel merito delle cosiddette ‘riforme’ e consigliano continuamente a non personalizzare l’appuntamento referendario che rischia di diventare una vera e propria Caporetto.

Più che cavalli di battaglia, però, sembrano ronzini stanchi che possono stimolare la pancia di una fetta di concittadini ma non motivano per nulla la scelta del SI inclusa la minaccia dell’abbandono della politica fatto da Renzi.

Lo stesso avviene per la tanto sbandierata riduzione delle poltrone alla politica che poteva essere realizzata riducendo del 50% i componenti della Camera e del Senato e mantenendo, anche se a ranghi ridotti, uno dei contrappesi inserito nella Costituzione da quei padri della Repubblica che volevano salvaguardare il Paese da ventate autoritarie di destra o di sinistra.

Infine anche la necessità di velocizzazione la produzione legislativa è, a mio avviso, una gran bufala. Il sistema bicamerale italiano non ha nulla da invidiare, su questo terreno, agli altri Paesi europei, avendo prodotto molte più leggi di quante ne abbiano prodotto gli altri. Se comunque il problema era veramente questo non c’era bisogno di porre mano alla Costituzione quando lo stesso obiettivo poteva essere raggiunto modificando i regolamenti parlamentari.

Giovanni Alvaro

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