giovedì, 8 dicembre 2016
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Opinioni e commenti
 

Scrive Giovanni Alvaro:
Se vince il ‘NO’ non finisce
la legislatura
Pubblicato il 06-07-2016


Bisogna far sapere al giovine Renzi che se preverrà il NO al referendum costituzionale, e lui sarà costretto a lasciare (come dichiara) la carica di premier, non si provocherà “la fine della legislatura”. Dato che non conosce la Costituzione che ha voluto riformare (sic!) sappia che lui non è il Capo dello Stato (unico costituzionalmente abilitato, sentite le Camere, a sciogliere il Parlamento e a indire le nuove elezioni).
La sua boutade, lanciata alla Direzione del PD dopo la scoppola collezionata dal partito, di cui è Segretario, nelle recenti amministrative, perdendo soprattutto Roma e Torino, ha il sapore del tradizionale ricatto, che ha usato a piene mani, con l’apposizione del voto di fiducia per far passare qualunque cosa come essenziale.
Ma ammesso e non concesso che Mattarella dovesse seguire le volontà di Renzi è chiaro che costui non ricorda che per eleggere la nuova Camera è prevista la legge elettorale ’Italicum’, mentre per il Senato si utilizzerebbe la vecchia legge elettorale senza alcun premio di maggioranza.
Il ‘NO’ al quesito referendario di ottobre, infine, liquiderebbe la cancellazione dei contrappesi che i Padri Costituenti, usciti dal regime fascista.
La sortita di Renzi, comunque, se da una parte è una grave mancanza di riguardo nei confronti dell’attuale Capo dello Stato, dall’altra è anche l’ammissione che gli mancano gli argomenti per sostenere la propria campagna elettorale ed è costretto a non rispettare l’invito dei suoi consiglieri, a non usare la personalizzazione del referendum che rischia di diventare, per lui, un pericolosissimo boomerang.

Giovanni Alvaro

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