domenica, 11 dicembre 2016
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Opinioni e commenti
 

Scrive Luigi Mainolfi:
 Lo Stato che non esiste                                                                                   
Pubblicato il 13-07-2016


Per evitare incomprensioni, chiarisco che il mio ideale di società è quello, che, in modo armonioso e in una prospettiva di sviluppo,  contemperi le esigenze di tutti i cittadini, senza differenze di lignaggio, di religione e di sesso. Sono per uno Stato, che segua la persona “dalla culla alla bara” (laburismo inglese), ma nessuno deve abusare  della magnanimità  dello Stato e tutti devono sapere che vengono prima i doveri e poi i diritti. Inoltre, le varie Istituzioni locali  o di servizio devono comportarsi come cellule dello stesso corpo, senza diventare veicoli di infezioni e di degenerazioni. Obiettivo difficile da raggiungere, ma  deve essere sempre perseguito.

Purtroppo, osservando la realtà attuale, possiamo affermare che in Italia lo Stato non esiste e non si intravede, nonostante i suggerimenti  di sociologi, economisti e politologi, una strada da intraprendere per ricostruirlo. Sembra ci sia stato il diluvio della rassegnazione. Perché siamo arrivati a questo punto? La sorgente del male è lontana nel tempo. Per economia di discorso, parto  da tangentopoli, che segnò la fine di un percorso, che, bene o male, aveva dimostrato l’esistenza di una visione unitaria sia geografica che di popolo. Tangentopoli fu il risultato della leggerezza con cui DC e PSI  avevano gestito il potere, ma non fu solo quello. Ci fu anche l‘azione tempestiva dei poteri forti internazionali, che aspettavano l’occasione per riprendersi ciò che era stato loro tolto, con le lotte politiche del dopo fascismo. Il moralismo berlingueriano, fece esplodere il populismo, del quale se ne avvantaggiarono Di Pietro e i poteri, per i  quali agiva e a cui doveva dar conto.

Infatti il PCI, da aspirante direttore d’orchestra, diventò “portarancascia”, fino ad essere rottamato, con il suo consenso. Veniamo ai fatti che dimostrano la non esistenza dello Stato: 1) Gli Enti locali, Regioni, Province e Comuni, prendono decisioni in continuo contrasto con gli interessi dello Stato. Abbiamo anche Regioni a Statuto Speciale, che sembrano degli Stati nello Stato. 2) La Magistratura pagata dallo Stato decide la vita dello Stato. Un Magistrato conta più di un eletto. Da un potere dello Stato è diventato padrone dello Stato. 3) I Sindacati decidono le piante organiche degli Enti e il tipo di Contratto di Lavoro, per il suo interesse, non quello delle famiglie italiane, quindi non per lo Stato. 4) Le Società Partecipate (Trasposto, Rifiuti, Acqua, Servizi) se ne infischiano degli interessi generali e rappresentano  il regno del clientelismo esasperato e della spesa incontrollata. 5) Mentre i dipendenti dello Stato percepiscono 13 mensilità, i dipendenti delle Partecipate percepiscono 14 mensilità. 6) Esiste lo Stato, se i dipendenti del Senato hanno potuto dar  vita a 19 sigle sindacali?  6) Sul territorio nazionale esistono Mafia, Camorra, ‘Ndrangheta, Sacra Corona unita, chiamate Anti- Stato. Quante persone rispondono più a questo Anti-Stato che allo Stato? 7) E’ Stato, quello che non fa eleggere i rappresentanti del popolo? 8) E’ Stato, quello , che costringe i suoi giovani ad emigrare?  9) E’ Stato, quello, che, di fronte alla necessità di razionalizzare il fenomeno degli immigrati, non sa scegliere tra gli interessi del Vaticano con le sue rappresentanze sul territorio e quelli dei cittadini, che incominciano ad avere paura? 10) E’ Stato, quello, che consente nelle Università Pubbliche la formazione delle Baronie, che se ne fregano di chi governa? 11) E’ Stato, quello, che si ferma di fronte alle Corporazioni e ai poteri forti?  12) E’ Stato, quello che prende ordine dalle Banche, dalla Finanza e dalle Assicurazioni? 13) E’ Stato, quello che non si accorge che un vasto terreno fertile sta diventando “terra dei fuochi” ? 14) E’ Stato , quello in cui si appalta un lavoro per una somma X  e, poi, consente, in corso d’opera,  di farla diventare 1.000 volte X? 15) E’ Stato, quello, che svende le sue eccellenze e conserva le proprietà, che danno perdite? Come può, un cittadino, amare uno Stato, che non esiste?

Luigi Mainolfi
Avellino

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