venerdì, 9 dicembre 2016
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Opinioni e commenti
 

Scrive Virgilio Conti:
I continui disservizi della Marsica
Pubblicato il 20-07-2016


Il disservizio diventa quotidiana sofferenza. Mi capita spesso di leggere articoli riguardanti guasti, interruzioni e disservizi di fornitura d’acqua nell’area della Marsica. Più di rado apprendo che qualche altra cittadina dell’Abruzzo o del resto d’Italia resta per gravi motivi di guasto o dissesto idrogeologico completamente a secco per alcuni giorni.
Molto più raro è il caso di località i cui cittadini debbono lamentare “sofferenze croniche”, lunghe mesi o anni. E quello di cui desidero parlare oggi è proprio uno di questi casi ed è una testimonianza diretta e personale; nella zona in cui abito i residenti si ritrovano infatti a vivere sulla propria pelle un disservizio idrico che dura da due anni: certo è che non si può più definire disservizio ma una vera e propria quotidiana sofferenza.

Comune di Oricola (AQ), località La Dacia, presso la zona industriale e commerciale di Carsoli: in questa località la fornitura d’acqua igienico-potabile è in carico all’azienda CAM (Consorzio Acquedottistico Marsicano) ma da circa un paio d’anni detto servizio non corrisponde più al normale flusso giornaliero, 24 ore su 24, come inizialmente assicurato, come previsto dal contratto stipulato e come garantito dalla relativa Carta del servizio idrico integrato edita da CAM.

Un razionamento di poche ore d’acqua al giorno. I residenti in quest’area ricevono l’acqua 6 ore su 24, precisamente da circa le 09:30 del mattino a circa le 15:15 del pomeriggio e restano poi con i rubinetti a secco fino al giorno successivo. Si badi bene però che la fruizione effettiva, ovvero a pieno flusso e con possibilità di utilizzo docce e caldaie oltre il piano terra, è di fatto ulteriormente ridotta di qualche ora a causa della bassa pressione idrica che caratterizza le prime ore di erogazione. In buona sostanza, una fornitura di acqua corrente regolare si può “godere” soltanto da poco dopo mezzogiorno e per non più di tre ore al giorno!

Insomma mancanza o scarsità d’acqua corrente durante gran parte della giornata e per l’intero arco notturno con gravissimi disagi di ordine logistico-organizzativo e igienico-sanitario, entrambi facili da immaginare, e finanche di natura economica in quanto è pressoché indispensabile possedere impianti con serbatoi di accumulo acqua, mantenere autoclavi e pompe in funzione per più di venti ore al giorno il cui uso continuato limita pure la potenza massima domestica della fornitura elettrica; è impossibile avvantaggiarsi di contratti elettrici a sconto notturno; è necessario acquistare acque imbottigliate, piatti e stoviglie a perdere, ecc.

Per di più le giornaliere interruzioni/riprese del flusso idrico causano formazioni di depositi limacciosi che deteriorano la qualità dell’acqua e impongono continue operazioni di pulizia di filtri, impianti e serbatoi.

Nessuna soluzione all’orizzonte. Certo, sono note le criticità idriche, reali, presunte o volute, della Marsiba e del nostro Paese però un razionamento così drastico da lasciare all’asciutto più di 18 ore al giorno, da un biennio e senza alcuna soluzione prospettata né dal Comune né dal gestore ha dell’incredibile. Il “disservizio” è stato segnalato alle varie istituzioni; la risposta del CAM fa riferimento ad un allaccio al comune di Carsoli piuttosto che a quello di Oricola per “causa di forza maggiore legata alla disponibilità idrica della zona”. Nella risposta viene poi citato il punto “7.3 Tempi di preavviso e durata delle interruzioni” (sic! – relativo ai temporanei disservizi – nda) della carta dei servizi CAM piuttosto che il più applicabile al caso di specie e cioè il punto “7.1 Continuità” ove si legge: ”Il servizio (di fornitura d’acqua CAM – nda) dovrà essere effettuato con continuità 24 ore su 24 e in ogni giorno dell’anno, salvo i casi di forza maggiore e durante gli interventi di riparazione o di manutenzione programmata come sotto disciplinati.”

La scarsità d’acqua del territorio addotta anch’essa come ragione e giustificazione del severo e perdurante razionamento in essere, appare in contrasto con la realtà e la vocazione industriale del posto: come spiegare ai cittadini che sul medesimo terreno geologico coesistono abbondanza d’acqua per uso industriale e mancanza d’acqua per uso domestico? Lo sconforto sta nelle domande ancora senza risposta.

Virgilio Conti

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