martedì, 6 dicembre 2016
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Opinioni e commenti
 

Siena. Su Floramiata serve l’intervento della Regione
Pubblicato il 27-07-2016


“Il recente esito dell’asta per la vendita di Floramiata – si legge in un comunicato della Federazione Provinciale del Psi di Siena – ha gettato nel panico centinaia di famiglie. I segnali che hanno preceduto il 15 luglio non erano stati incoraggianti. Le presunte cordate italiane ed esotiche non si sono mai materializzate. Più che una gara è sembrata una preda in fin di vita in cui vi corrono, e volano, intorno avvoltoi e iene, in attesa di cibo più fresco su cui avventarsi. Abbiamo letto di improbabili capitalisti con meno improbabili capitali accorsi intorno al capezzale con la probabile speranza di lucrare pochi spiccioli, e forse in cambio ad una non partecipazione all’asta.

“Non possiamo nemmeno tacere sulla –  che definirla notarile sembrerebbe indicare un terremoto di 9° grado. Noi crediamo che sia venuto il momento di mostrare le capacità amministrative della Regione svolgendo un ruolo molto più attivo, sia nella ricerca di investitori che nella gestione del futuro.  Pensare di affidare la sorte di centinaia di famiglie a piccoli avventurieri, che pendono dall’erogazione di aiuti pubblici, non è una posizione sostenibile per una delle più importanti regioni italiane. La promessa del governatore di aiuti a fondo perduto, può attirare dei piccoli speculatori, ma non sembra sufficiente a mettere in sicurezza il futuro dei lavoratori e delle loro famiglie. In mancanza di investitori capaci, e con i capitali, portatori di un piano industriale innovativo e concreto, riteniamo che sia doveroso per le amministrazioni pubbliche pensare ad un intervento diverso dalla semplice elemosina elettorale promessa”.

“In questo quadro – si legge ancora – noi pensiamo che le istituzioni debbono favorire la costituzione di una Spa aperta a tutti i lavoratori e dirigenti, i quali potrebbero mettere il loro capitale rinunciando a parte dei loro salari, come sta succedendo ora con il nuovo accordo. Mentre la regione, o chi per lei, dovrebbe garantire finanziamenti e linee di credito per la gestione aziendale”.

“Ovviamente le forze politiche e sindacali dovrebbero fare un passo indietro, evitando di utilizzare la società come cimitero degli elefanti. Successivamente, in caso di riuscita dell’operazione, si potrebbe sperimentare anche una riduzione di orario, possiamo pensare a 24 ore settimanali, finalizzato all’inserimento generazionale nel mondo del lavoro, con i genitori che si riducono l’orario e lo stipendio, per favorire l’ingresso dei propri figli, anch’esso a orario ridotto. Il tutto dovrebbe essere, in parte, compensato dalla partecipazione agli utili della società”.

“Anche perché – conclude la nota – riteniamo che sia preferibile che le risorse pubbliche vengano utilizzate a fini più sociali, rispetto a regalie private a soggetti discutibili. Noi siamo disponibili ad impegnarci per raggiungere questi traguardi e come forza politica senese siamo pronti a sostenerla e supportarla ovunque, se, ovviamente, ci venisse chiesto dalle istituzioni”.

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