martedì, 6 dicembre 2016
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Opinioni e commenti
 

Per i ribelli amnistia di Assad che riconquista Aleppo
Pubblicato il 28-07-2016


Bashar-Assad-20-2-16-5La parte orientale della città siriana, prima controllata dai ribelli anti-governativi, è ormai del tutto assediata dalle forze lealiste al presidente Bashar al Assad.

Nel frattempo il presidente siriano ha offerto l’amnistia e il perdono per tutti quei combattenti ribelli che si arrenderanno alle autorità siriane e deporranno le armi da qui a tre mesi.

Lo riferisce l’agenzia Sana controllata dal governo siriano che pubblica il decreto presidenziale relativo all’amnistia. Nel decreto n.15 del 2016, si afferma che l’amnistia è concessa a chiunque abbia imbracciato le armi e che si arrendi e consegni le armi nell’arco dei prossimi tre mesi dalla pubblicazione del decreto.
Stretti d’assedio da tempo, chiusi i loro corridoi di rifornimento dalla Turchia, ormai impegnata sul fronte interno i cosiddetti “ribelli” siriani e i loro alleati terroristi di Al Nusra (leggi al Qaeda), che da anni controllano la parte orientale di Aleppo, sono ormai alle corde.

Dietro all’iniziativa di Assad però sembra esserci non solo la fine dell’attrito continuo con Ankara ormai impegnata nelle epurazioni interne, ma anche e soprattutto l’alleanza russa. La ritrovata sintonia tra Erdogan e Putin, il cui incontro è previsto per il 9 agosto, gioca un ruolo decisivo nella guerra civile siriana.

Nel frattempo i russi hanno annunciato l’avvio di una campagna umanitaria con l’apertura di quattro diversi corridoi umanitari per i civili. Ad annunciarlo il ministro della Difesa russo Sergey Shoigu: “In base agli ordini del presidente russo Vladimir Putin si avvierà oggi un’operazione umanitaria congiunta con il governo siriano, di grandi proporzioni, per aiutare la popolazione civile della città di Aleppo”. Shoigu ha anche chiesto alle organizzazioni umanitarie internazionali presenti in Siria “di unirsi a questa operazione”.

Si tratterà di tre corridoi per i civili e uno per i militanti armati, quest’ultimo riguarda le unità dell’opposizione moderata alleata degli Stati Uniti, come l’Esercito siriano libero, cioè quelli che vogliono separarsi dai gruppi jihadisti senza abbandonare la lotta armata.

Proprio per trovare un’intesa due giorni fa c’è stato un trilaterale “di alto livello” sulla Siria tra i rappresentanti di Russia, Usa e Onu a Ginevra.

L’incontro a porte chiuse, e a rappresentare Mosca il vice ministro degli Esteri, Ghennadi Gatilov, mentre per le Nazioni Unite l’inviato speciale per la Siria, Staffan de Mistura.
Il ministero degli Esteri russo aveva anticipato che si sarebbero discussi gli accordi raggiunti durante i negoziati del 14 e 15 luglio a Mosca tra i capi delle diplomazie di Usa e Russia, John Kerry e Serghiei Lavrov.

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