lunedì, 5 dicembre 2016
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Opinioni e commenti
 

Tecnologia, sorpresa: l’Italia cresce tra i Paesi più avanzati
Pubblicato il 06-07-2016


Lavoro al computerÈ un’Italia in crescita, quella che si colloca al 45° posto nella classifica dei Paesi più avanzati, a livello di influenza economica, che deriva dagli investimenti effettuati nell’ICT, le tecnologie della comunicazione ed informazione.

Questo il risultato del Global Information Technology Report 2016, l’ultimo rapporto presentato dal World Economic Forum, che valuta i fattori, le politiche e le istituzioni che consentono ad un Paese di sfruttare appieno le tecnologie dell’informazione e della comunicazione, per aumentare la competitività e il benessere, e per dare vita alla propria digitalizzazione socio-economica.

In testa alla classifica dei paesi tecnologicamente più avanzati, vi è Singapore, seguito dalla Finlandia, dalla Svezia, dalla Norvegia e dagli Usa. Presenti tra i primi 10, anche i Paesi Bassi, la Svizzera, il Regno Unito, il Lussemburgo e il Giappone.

Da tale rapporto si può notare che l’Italia è cresciuta molto, guadagnando, rispetto al 2015, ben 10 posizioni nella classifica. Nonostante ciò, alcuni annosi problemi continuano a permanere, ed al momento è difficile pensare ad una risoluzione nell’immediato. Si parla ad esempio delle grandi difficoltà ad accedere alla broadband, la banda larga fissa, considerata un significativo fattore di crescita economica e occupazionale di un Paese, perché capace di ridurre il cosiddetto divario digitale tra chi effettivamente ha accesso alle tecnologie informatiche e chi ne viene escluso, in parte o del tutto. Inoltre, una velocità di connessione minima, è fondamentale in un mondo dove oramai quasi ogni cosa viene fatta tramite il web.
Se l’Italia riuscirà a cogliere al volo l’occasione della riorganizzazione del settore privato, e dell’Agenda Digitale nazionale 2015, potrà uscire fuori da questa situazione negativa riguardante la banda larga, colmando pian piano il gap esistente con altri Paesi.
Infine, sempre secondo l’analisi del World Economic Forum, negli ultimi anni, sono stati approvati da parte del governo italiano, alcune soluzioni che hanno permesso di rendere più fruibile e più agevole la fornitura di servizi on-line per i cittadini, semplificando così il lavoro alle start-up.

Alessandro Nardelli

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