domenica, 4 dicembre 2016
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Opinioni e commenti
 

Atp di Kitzbühel e Umago: coppia vincente
è Lorenzi-Fognini
Pubblicato il 25-07-2016


lorenzi fogniniSono circa 165.000 gli euro conquistati complessivamente, 164.900 per la precisione, da Paolo Lorenzi e Fabio Fognini. Non siamo alla Coppa Davis, ma agli Atp 250 di Kitzbühel ed Umago. Subito dopo lo scontro contro l’Argentina che li ha visti protagonisti insieme in doppio, i due tennisti azzurri sono scesi in campo rispettivamente in Austria e in Croazia. Prima é Paolo Lorenzi a conquistare, a quasi 35 anni, la sua prima finale e il montepremi corrispettivo di 82.450 del torneo austriaco. Vince facilmente la finale contro un Basilashvili molto falloso e irregolare. Non riesce a gestire e dominare il gioco aggressivo e d’attacco di Lorenzi, che si impone per 6/3 6/4. Porta a casa una vittoria importantissima e molto significativa. Il titolo ha un valore immenso, non solo dal punto di vista economico, ma per tante altre ragioni. Innanzitutto perché sale alla posizione numero 41 del mondo, poi perché è stato in grado di reagire alla delusione della Coppa Davis, con un’immediatezza sorprendente, in cui molte lamentele e accuse nei suoi confronti erano state sollevate; poi perché a 34 anni inoltrati dimostra di poter ancora giocare con entusiasmo e passione e di non essere un tennista ‘finito’ (come del resto lo stesso Roger Federer insegna); infine perché è riuscito a realizzare il suo sogno di conquistare un torneo, seppur tardi, dando prova di non aver mai mollato e di non averci sempre creduto. E in questo ricorda le iniziali NMM (non mollare mai) della catenina di Fognini.
A poche ore di distanza, é proprio Fabio Fognini a incassare la stessa cifra in Croazia. Irrefrenabile e inarrestabile, nulla può in finale lo slovacco Andrej Martin. Il dritto del ligure fa male, la potenza e la velocità di palla dei suoi colpi troppo superiori. Se alle doti tecniche, infatti, si aggiungono la convinzione, la decisione e la determinazione che ha messe in campo Fognini, non stupisce il risultato facile con cui ha vinto: 6/4 6/1. Buon gioco a rete (che del resto abbiamo visto ben applicato anche da Lorenzi) e un ottimo tocco e sensibilità di palla al net e nell’eseguire smorzate di precisione millimetrica, hanno contraddistinto e caratterizzato il suo schema tattico. A fare la differenza, però, sono state soprattutto la tranquillità e la serenità con cui ha affrontato i match. Meno teso e nervoso che in Coppa Davis, ovviamente, é stato più lucido ed è riuscito più facilmente ad esprimersi al meglio. Pertanto anche la sua vittoria é pregna di significato. Innanzitutto perché anche lui, come Paolo, ha reagito all’amarezza della sconfitta contro l’Argentina. Tra l’altro nell’Atp di Umago ha dovuto affrontare un altro argentino: Renzo Olivo (di cui si è sbarazzato per 6/4 6/1).
Poi ha stupito la rapidità di recupero dalla stanchezza di Fabio, sia fisica ma in particolare mentale, da quei quarti giocati a Pesaro. Poi perché torna a vincere dopo due anni di assenza dal trionfo a Viña del Mar del 2014 su Leonardo Mayer per 6/2 6/4. É arrivato, così, per la seconda volta in finale ad Umago in Croazia, dopo quella del 2013 persa contro Tommy Robredo per 6/3 6/0. Stavolta, però, fa suo il titolo. Molte cose nella sua vita sono cambiate. É maturato e cresciuto tennisticamente, poi si è sposato. Ed è stata proprio Flavia Pennetta a dargli quell’equilibrio che lo ha reso un giocatore più completo. Non a caso la vittoria l’ha dedicata a lei e alla sua famiglia, arrivata per la semifinale e la finale (ma non la mamma rimasta a casa) con un viaggio di 700 chilometri. Il titolo di quest’anno ad Umago dimostra anche che, giocare con più calma, aumenta il rendimento. Certo non è facile quando non riesci ad esprimerti al meglio e non riesci a giocare come vorresti; ma la rabbia e il nervosismo non aiutano. Sempre presente sugli spalti, sua moglie (“fa strano chiamarla così” ha detto emozionato Fognini) è lì a ricordargli quello: a dare il massimo senza farsi troppi problemi o preoccupazioni. Anche questo è un insegnamento importante. Per questo a fine partita ha deciso di fare una scritta sulla terra rossa per Flavia incidendo la data del loro matrimonio, l’11 giugno. La componente emotiva, di certo, è parte fondamentale in una partita. D’altro canto, quando Fognini gioca d’istinto e a tutto braccio, è irrefrenabile. Istinto e ragione come sempre ci vogliono entrambe. Bello anche il suo discorso finale, in cui c’erano entrambi, e la sua corsa a festeggiare e baciare la Pennetta, che ha esultato di gioia immediatamente dopo il punto decisivo. L’ultima suggestione che ha regalato il torneo di Umago è la dedica al campo centrale a Goran Ivanisevic presente in tribuna.
Intanto sul cemento americano c’è stato il ritorno del francese Gaël Monfils che ha vinto il torneo di Washington, battendo il croato Ivo Karlovic per 5/7 7/6(8) 6/4.
E nel Wta di Stanford la Konta ha sconfitto al terzo turno Venus Williams per 7/5 5/7 6/2. Decisamente meglio Venus a rete, mentre più efficace il dritto della Konta con cui ha preso in contropiede la maggiore delle sorelle Williams. Johanna Konta (l’australiana naturalizzata britannica) conferma, così, la sua capacità di rimonta negli alti e bassi del match.

Barbara Conti

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