domenica, 11 dicembre 2016
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Opinioni e commenti
 

Verdi apre Caracalla.
Luca Salsi protagonista
del Nabucco
Pubblicato il 12-07-2016


Nabucco, Terme di Caracalla

Nabucco, Terme di Caracalla

Nabucco, capolavoro di Giuseppe Verdi, ha aperto il 9 luglio, in uno scenario storicamente irripetibile, la stagione lirica alle Terme di Caracalla, sede estiva dell’Opera di Roma.
Sotto la bacchetta dell’americano John Fiore (e il 9 agosto di Carlo Donadio) Luca Salsi è protagonista assoluto del capolavoro verdiano.

«Anche quest’anno la Fondazione del Teatro dell’Opera di Roma – ha dichiarato il Sovrintendente Carlo Fuortes – ha puntato molto sul rilancio della stagione di Caracalla. La proposta di venticinque serate è un impegno notevole per il Teatro, così come lo è la scelta di produrre un nuovo allestimento del Nabucco verdiano che apre la stagione lirica estiva. Abbiamo proseguito nella linea di dare fiducia a giovani registi italiani e il nome di Federico Grazzini ci sembra dare tutte le garanzie di una lettura innovativa, ma insieme fedele, allo spirito del capolavoro».
«Le rovine delle Terme sono state il punto di partenza per immaginare lo spazio scenico – spiega Federico Grazzini, al suo primo impegno con la Fondazione capitolina – le abbiamo trattate come un simbolo di terrore e devastazione, ma anche magnificenza dell’animo umano. Nabucco è a capo di un esercito che distrugge, invade e profana lo spazio sacro degli Ebrei, un luogo ambiguo fatto di macerie, arcaico e contemporaneo allo stesso tempo, che si pone in continuità con le Terme. Caracalla diventa il teatro di un conflitto universale, quello tra oppressi e oppressori».
Composto su libretto di Temistocle Solera, Nabucco fece il suo debutto il 9 marzo 1842 al Teatro alla Scala di Milano alla presenza di Gaetano Donizetti.

Csilla Boross e Luca Salsi

Csilla Boross e Luca Salsi

È stata spesso letta come l’opera più risorgimentale di Verdi, poiché gli spettatori italiani dell’epoca potevano riconoscere la loro condizione politica in quella degli ebrei soggetti al dominio babilonese.
Questa interpretazione fu, in effetti, il risultato di una lettura storiografica retroattiva che volle, alla luce degli avvenimenti storici occorsi, sottolineare l’attività artistica del compositore in senso risorgimentale. L’evocazione fu incentrata soprattutto sul famosissimo coro Va’, pensiero, sull’ali dorate, intonato dal popolo ebreo. Il resto è costruito sulle figure drammatiche del re di Babilonia Nabucodonosor II e della sua presunta figlia Abigaille.
In origine il nome dato da Verdi era Nabucodonosor ma, per la lunghezza dello stesso sulla locandina, venne diviso in due righe: Nabucco, e a capo, Donosor. La gente però faceva caso solo alla prima riga. Da qui la diffusione del nome dell’opera fino ad oggi: per i primi due anni il titolo fu sempre Nabucodonosor. Per trovare la prima attestazione storica dell’ipocorismo del titolo in Nabucco si dovrà attendere l’allestimento dato a Corfù nel 1844.
Salsi (baritono) torna nel ruolo del titolo, nel quale si alterna con Sebastian Catana (30 luglio e 2, 5, 9 agosto). Già apprezzate dal pubblico romano proprio in quest’opera anche Csilla Boross, che interpreta Abigaille in alternanza con Raffaella Angeletti (30 luglio e 5 agosto), e Simge Büyükedes, che sarà Anna.

Ancora nel cast Alisa Kolosova (Fenena), Antonio Corianò (Ismaele), Vitalij Kowaljow (Zaccaria), Alessio Cacciamani (Il Gran Sacerdote di Belo), Pietro Picone (Abdallo). Sul palcoscenico delle Terme anche il Coro del Teatro dell’Opera diretto dal maestro Roberto Gabbiani.

Firma le scene di questo nuovo allestimento Andrea Belli, i costumi sono di Valeria Donata Bettella, movimenti coreografici Marta Iagatti, luci di Alessandro Carletti e video di Luca Scarzella.

Dopo la prima di sabato 9, Nabucco è replicato a luglio lunedì 11, sabato 23 e sabato 30; ad agosto martedì 2, venerdì 5 e martedì 9. Tutti gli spettacoli iniziano alle ore 21.00.

Guerrino Mattei

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