giovedì, 8 dicembre 2016
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Opinioni e commenti
 

Biennale di Venezia. Antonio Latella nominato direttore settore Teatro
Pubblicato il 29-08-2016


antonio latellaLa Biennale di Venezia, presieduta da Paolo Baratta, comunica l’avvenuta nomina di Antonio Latella alla direzione del Settore Teatro per il quadriennio 2017-2020.

“Latella ha conquistato una posizione di grande rilievo nel teatro internazionale e potrà progettare festival di grande interesse, ma ha anche sviluppato una personale vocazione alla scoperta e alla formazione di nuovi talenti, tema quest’ultimo al quale la Biennale dedica particolare attenzione e impegno” – ha dichiarato il Presidente Baratta.

Affermatosi appena trentenne sulla scena europea, il regista Antonio Latella è autore di riscritture sceniche che allargano l’orizzonte del testo, spaziando dal teatro alla letteratura al cinema. Oltre a mettere in scena opere di Pasolini, Fassbinder, Genet, fra i suoi autori d’elezione, Latella ha affrontato il rapporto con la tradizione rivoluzionando classici del teatro ormai codificati, da Natale in casa Cupiello di Eduardo ad Arlecchino servitore di due padroni ispirato a Goldoni. Ha realizzato spesso vere e proprie maratone con spettacoli che possono durare fino a 15 ore. Alla Biennale di Venezia Antonio Latella è invitato più volte: nel 2004, nell’ambito del 36. Festival Internazionale del Teatro, con Bestia da stile di Pasolini, presentato in prima assoluta; nel 2007, al 39. Festival Internazionale del Teatro, con Pericle da William Shakespeare, interpretato dagli allievi dell’École des Maîtres diretta da Franco Quadri; nel 2014 è fra i Maestri di Biennale College – Teatro e nel 2015 al 43. Festival Internazionale del Teatro con la trilogia A. H., Caro George, MA.

“Prendendo forza dall’eredità lasciata dal grande lavoro fatto in questi anni da Àlex Rigola, – dichiara il neo direttore Antonio Latella – penso ad una Biennale Teatro che possa focalizzare la propria attenzione sulla ricerca del talento, ovvero su ciò che può porre le basi per il futuro prossimo del nostro teatro. Registi, drammaturghi, attori che non hanno forse grande risonanza nel panorama teatrale di oggi, ma che già stanno lavorando per creare nuovi linguaggi della scena. Talenti capaci di coniugare tradizione e innovazione, impegnati in un continuo scambio con affermati Maestri del palcoscenico, per provare a definire, o almeno a farci intuire, il teatro di domani”.

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