mercoledì, 7 dicembre 2016
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Opinioni e commenti
 

#Cristianinmoschea, appello per Papa Francesco
Pubblicato il 23-08-2016


cristianiLe Co-mai e “Uniti per Unire” invitano Papa Francesco a rispondere all’appello “#Cristianinmoschea”: per la data significativa dell’11 settembre, un giorno prima della festività islamica dell’Eid (che, ricordando l’episodio, citato già nella Bibbia, di Abramo pronto a sacrificare a Dio suo figlio Isacco, celebra i valori della fede e della piena sottomissione a Dio, essenziali per l’Islam, N.d.R.), chiediamo alle moschee d’Italia di aprire le porte ai visitatori cristiani e laici, dalle 17 alle 20, per condividere con loro questa festività con un invito alla pace e alla conoscenza rivolto a tutte le religioni. Oltre 35 mila italiani stanno aderendo al nostro appello”.
Le parole di Foad Aodi, medico fisiatra, “Focal Point” per l’Integrazione in Italia per l’Alleanza delle Civiltà (UNAoC), organismo ONU, e Presidente delle Comunità del Mondo Arabo in Italia (Co-mai) e del Movimento Internazionale “Uniti per Unire”, volto al dialogo interreligioso e interculturale, introducono l’iniziativa “Cristiani in moschea”: lanciata a seguito del precedente appello “Musulmani in chiesa”, del 31 luglio. Evento che , alla fine d’un mese funestato in tutto il mondo dagli attacchi terroristici ( da Istanbul a Dacca, da Nizza alla Germania) ha visto la partecipazione di oltre 23 mila arabi e musulmani in Italia, recatisi in tante chiese italiane per pregare per le vittime del terrore insieme ai “fratelli cristiani”.
“Ora è il turno delle moschee”, dichiara Aodi. “Vogliamo abbattere il muro della paura con la forza del dialogo. Alcune provocazioni – prosegue – come il “Caso-burkini” in Francia (che ha avuto riflessi anche in Germania e in Italia, dal “no” di Alfano a imitare le scelte francesi al “sì”, invece, del leghista Matteo Salvini, N.d.R.) stanno lasciando il campo a una serie di proposte concrete, come l’istituzione d’ un albo per gli Imam e il censimento delle moschee. Seguendo questa linea, vogliamo condividere la festività dell’Eid con tutti quanti si uniranno al nostro appello. Perché – come abbiamo già dimostrato – la voce della conoscenza, della cultura, dell’istruzione “senza confini” e della “buona informazione” è più forte di quella dell’ignoranza e della strumentalizzazione; la voce del dialogo è più forte di quella della paura; la volontà di costruire un futuro di pace deve superare la volontà di chi costruisce muri di fobie e di pregiudizi, di chi dissemina terrore e morte in nome della religione”.

Fabrizio Federici

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