mercoledì, 7 dicembre 2016
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Opinioni e commenti
 

Fango (senza prove) su Ignazio Silone
Pubblicato il 31-08-2016


Ci sono accademici che pensano di essere i depositari della verità. Chi dissente dalle loro opinioni viene definito “uno storico della domenica”, “un dilettante”, un “azzeccagarbugli” ed anche peggio. Non parliamo poi dei giornalisti che dissentono delle tesi di certi storici, soprattutto quelli che “non frequentano gli archivi storici”. Ovviamente, Indro Montanelli, Enzo Biagi, Enzo Bettiza e Sergio Zavoli non meritano il rispetto del prof. Mauro Canali perché hanno sempre parlato bene di Silone, rifiutando le assurde accuse su Silone “spia dell’Ovra”. Ma dopo molti anni di ricerche (fatte insieme al suo amico Dario Biocca, anzi forse ex amico) non ha trovato il modo di farsi perdonare i suoi errori, le sua superficialità, le attribuzioni a Silone di informative alla polizia fascista di vere spie, come Quaglino. Questo personaggio non è mai stato, in realtà “analizzato” seriamente. Era troppo comodo, anzi non sembrava vero che ci fossero documenti, attribuiti erroneamente a Silone (e ci rifiutiamo di credere che la ditta Canali & Biocca lo abbia fatto in malafede), che provassero la colpevolezza dell’autore di “Fontamara”, la sua connivenza con i servizi del regime fascista. Del resto qualche contatto con un ispettore di polizia (Bellone) c’era stato per via del fratello (Romolo era stato arrestato per un attentato a Milano, risultato poi innocente, ma morì in carcere) e quindi il gioco, per Canali-Biocca, era fatto. Non c’erano prove o meglio c’erano quelle false di Quaglino attribuite a Silone. Le ripetute analisi calligrafiche di esperti lo hanno ampiamente smentito. Le “rivelazioni” degli autori accademici si sono rivelate con gli anni totalmente infondate perché, per fortuna, in questo paese vi sono ancora persone serie, studiosi rigorosi e non solo “storici della domenica” (che, peraltro, anche questi non vanno disprezzati se scoprono qualcosa di nuovo, non conformista e innovativo). Lo storico Tamburrano (per alcuni decenni presidente della Fondazione Nenni), con un gruppo di studiosi, ha compiuto un’analisi seria per confutare le tesi dei due accademici, scoprendo che erano intessute di ”sviste”, interpretazioni errate e vuoti macroscopici di consultazioni di testi e testimonianze d’archivio.
Un altro studioso, Alberto Vacca – definito “l’avvocaticchio”- ha approfondito la ricerca , consultando ben 400 fascicoli (400, prof. Canali, e lavorando tutti giorni, per oltre un anno, in quell’Archivio centrale dello Stato sempre invocato dai ricercatori accademici), fotografando tutto. Sapete perché è stato definito “l’avvocaticchio”? Semplicemente perché, oltre ad essere stato un docente di filosofia e storia nei licei sino alla pensione, per un certo periodo della sua vita ha fatto anche l’avvocato in Sardegna. Questo dato, invece di confermare la sua competenza anche nel diritto e quindi la sua capacità di interpretare i fascicoli giudiziari, è stata ritenuta negativa, non altezza del grande ricercatore e accademico Canali: l’uomo che ha sempre ragione e che non conosce l’umiltà, che non sa dire semplicemente “mi sono sbagliato, vi chiedo scusa”. Eppure uomini grandi, storici del livello di Benedetto Croce, Giovanni Gentile e, più recentemente, di Renzo De Felice, il “padre di tutti i revisionisti della storia contemporaneamente”, hanno avuto il coraggio di riconoscere di aver preso degli abbagli nel corso della loro lunga professione . Ma Canali (e Biocca) sono di un’altra “pasta”: si credono investiti di un’autorità superiore. Nel suo libro (“Le false accuse contro Silone”,Guerini e Associati), Vacca ricostruisce la genesi e la storia che discolpano in modo inconfutabile Silone da ogni accusa di connivenza col regime fascista. Lo avevamo fatto dieci anni fa in convegno all’Aquila, promosso dalla Fondazione Silone, a cui hanno partecipato storici autorevoli come Bruno Falcetto, Alceo Riosa, Giulio Ferroni, Sergio Soave, Mimmo Franzinelli, Giuseppe Tamburrano, Antonio Landolfi, Luigi Lombardi Satriani, Massimo Teodori e tanti altri. Di questo convegno (e con altri contributi di storici e di studiosi di Silone è nato un libro di 300 pagine, “Silone, la libertà – Un intellettuale scomodo contro tutti i totalitarismi”,Guerini editore, curato da me. Al convegno dell’Aquila erano stati invitati Canali e Biocca. Entrambi si erano impegnati a partecipare. Il primo però ha declinato l’invito asserendo che aveva un impegno col suo dentista; il secondo era negli Usa, ma assicurava il rientro in tempo utile: nessuno è venuto. Ora rinnoviamo l’invito: a breve promuoveremo un confronto pubblico su Silone. Chiediamo ai due “accusatori” di partecipare. Troveranno il coraggio i due professori o ricorreranno a nuovi pretesti? Rai Storia, che denunciamo pubblicamente, ha le sue responsabilità nel continuare a calunniare uno degli scrittori più conosciuti e amati del Novecento. Ma sapete chi è il consulente di quel programma? Il prof.Mauro Canali.

E noi contribuenti dobbiamo contribuire a finanziare, col nostro abbonamento forzoso alla Rai, le calunnie diffuse nei confronti di Ignazio Silone, un uomo che Albert Camus ha definito “meritevole del premio Nobel, perché Silone, cristiano e socialista, parla a tutta Europa, anche se i protagonisti dei suoi romanzi sono i cafoni dell’Abruzzo”.

Aldo Forbice

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Commenti all'articolo
  1. Complimenti affettuosi caro compagno Aldo Forbice.Il tuo articolo merita condivisione e rispetto.Aggiungo che il presunto professore Canali non ha ancora capito la deontologia della docenza.La docenza richiede misura e verità nell’eloquio.Manfredi Villani.

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