domenica, 11 dicembre 2016
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Opinioni e commenti
 

Fatta la legge elettorale trovato l’inganno?
Pubblicato il 12-08-2016


Avrei preferito, come ho scritto già più volte, che anche alla Camera, e non solo al Senato, i parlamentari socialisti non avessero votato l’Italicum. Sia al seminario di Viterbo, sia alla Conferenza programmatica dello scorso anno, sia negli organi di partito (un ordine del giorno presentato da Mucciolo e dal sottoscritto, molto negativo sulla legge elettorale, fu approvato all’unanimità dal Consiglio nazionale) ho sottolineato la questione fondamentale che faceva dell’Italicum una legge sbagliata. E cioè il suo carattere adatto al sistema presidenziale e incompatibile con quello parlamentare.

Non si diceva: “Ci vuole un vincitore?”. Come se si dovesse eleggere una persona, cioè un presidente, e non un Parlamento. Per questo il doppio turno nazionale, ancor più del premio di lista e non di coalizione, mi è parsa una pericolosa forzatura. Non a caso questo sistema si usa in Francia per l’elezione del presidente della Repubblica e non in occasione delle elezioni politiche dove il doppio turno è di collegio. L’Italicum, col ballottaggio e il premio di lista, è divenuto così un unicum tra i sistemi elettorali. Da qui il suo nome, che di per sè, configurandosi come l’ennesima anomalia italica, avrebbe dovuto preoccupare anzichè inorgoglire.

L’anomalia consisteva nel pasticciare tra presidenzialismo e parlamentarismo, come stiamo facendo cocciutamente da venticinque anni. Non cambiamo la Costituzione sul modello di stato, e personalmente non avrei nulla contro una riforma di segno presidenzialista o semipresidenzialista, ma tentiamo di agire attraverso la legge elettorale come se questa ci consentisse di aprire le porte di un cambiamento mai avvenuto. D’altronde non si sostiene che il governo Renzi non è stato eletto? E quale mai governo è stato eletto in Italia? Tutti i sistemi elettorali sperimentati, dal proporzionale, al Mattarellum, al Porcellum, e sarà così anche con la nuova legge, hanno solo eletto deputati e senatori.

Ma dietro l’idea che debba esserci un vincitore (la sera stessa delle elezioni, si è detto con tronfia esuberanza) sta un mancato rispetto della volontà popolare. Vorrei sapere in quale sistema elettorale europeo questo è stabilito per legge. Nemmeno nell’uninominale secco all’inglese. Tanto è vero che capita che o i laburisti o i conservatori siano stati costretti a un’alleanza coi liberali. Nemmeno nella Grecia dove al primo partito è assicurato un premio di maggioranza consistente, tanto è vero che Tsipras governa in coalizione con un piccolo partito di destra. Non parliamo poi della Germania, dove socialdemocratici e democristiani governano insieme. O della Spagna dove nessuno è in grado di governare da solo.

Dietro questa idea che un partito debba vincere col ballottaggio e il premio di maggioranza e governare da solo c’è l’idea che la coalizione tra diversi non assicuri la governabilità e la stabilità. A parte il fatto che non credo che i problemi del governo Renzi dipendano da Alfano, vorrei anche sapere se, una volta vinte le elezioni con l’Italicum, il Pd sarebbe in grado di garantire governabilità e stabilità all’Italia. Considerando la sua situazione interna i dubbi mi paiono fondati. Adesso il tavolo è stato rovesciato e una legge pensata ad usum delphini del presidente del Consiglio diviene, dati alla mano, la legge più idonea per la sua sconfitta e per la vittoria di chi aveva gridato al lupo, cioè i Cinque stelle.

Perfino Fassino, perfino Orlando, l’ondivago Orfini era prevedibile, sostengono che a fronte di un tripolarismo il ballottaggio non ha senso. Ma il sistema italiano è tripolare dal 2013. Perché costoro se ne accorgono solo ora? Così tutto diventerà più complicato. I nemici dell’Italicum si trasformeranno nei più fanatici suoi sostenitori, i suoi autori diverranno i più intransigenti revisionisti. In passato è sempre capitato che una legge che doveva favorire gli uni ha finito per far vincere gli altri. La legge Acerbo fu sostenuta dai liberali e votata anche dai popolari e decretò la vittoria fascista, il Mattarellum voluto da Segni e sostenuto da Occhetto ha favorito l’exploit di Berlusconi, il Porcellum voluto dal centro-destra ha decretato il millimetrico successo di Prodi. L’unica differenza è che, pare, adesso si tenta di correre ai ripari prima delle elezioni. Non sarà facile. Come diceva quel vecchio proverbio indiano “cavalcare la tigre è semplice. Il difficile è scendere quando la tigre è in corsa”…

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Commenti all'articolo
  1. Buon ferragosto, Direttore. La “tronfia esuberanza” è come una freccia che penetra nel cuore. Parma e Livorno non hanno insegnato niente a chi, tronfio ed esuberante, credette di aver conquistato il mondo con 80 euro di sussidio.
    Non me ne volete, se aggiungo che, per sicurezza, io voto NO.

  2. Caro direttore, giustissima la tua analisi della legge elettorale. Ma non dici che le eventuali elezioni con tale legge comporterebbero, fra gli altri danni, la completa scomparsa del nostro Partito. E allora c’è da chiedersi: ma con quale logica alla Camera il Partito ha votato simile legge? e cosa farà il Partito se la legge non verrà modificata e la Corte Costituzionale non dovesse dichiararla anticostituzionale? Non ti sembrano queste domande più che logiche e pertinenti per noi socialisti?

  3. condivido Del Bue. Faccio parte del Comitato che ha raccolto le firme contro Italicum (ahimè con non molta fortuna, ma ne valeva la pena) e sto impegnandomi per il NO al referendum: le due cose sono distinte ma, come ben sappiamo, strettamente legate. Meglio provvedere a novembre.
    P.S. Cosa succede se vince il NO? A parte le interessate e faziose invasioni dei poteri forti (italiani e d europei), si fermerà il progetto di democrazia verticistica renziana (di matrice berlusconiana). Il royal baby di Rignano potrebbe restare al momento oppure essere di parola e ritirarsi a vita privata. In tal caso Mattarella (se c’è ancora..) fa un governo ad horas che in tre mesi concorda in Parlamento una nuova elegge elettorale per la Camera (meglio di tutto il doppio turno di collegio alla francese o il Mattarellum corretto) e si va al voto. Decideranno gli italiani sul che fare.

  4. Diceva Percy Allum, prestigioso sociologo di Oxford che ha studiato molto l’Italia, che gli italiani sono famosi per chiudere la stalla dopo che i buoi sono scappati.
    Anche stavolta è così: siccome vinciamo noi dobbiamo farci una Legge ad hoc. Ma siccome il coperchio delle pentole non lo mette il diavolo, bisogna subito correre ai ripari, se le previsioni non sono rispettate.
    Brutte figure dopo brutte figure di un ceto politico post ’92 da cancellare in toto.
    Credo sia per il solito vizio che da Cavour ci perseguita: L’italia non è ancora fatta perché mancano ancora gl’Italiani.
    Il puro tornaconto individuale però non può continuare a lungo. E’ indispensabile far quadrare i cerchio, altrimenti questa barca andrà a fondo.
    Altro che assimilare il “decisionismo” renziano a quello di Bettino Craxi. Craxi era uno statista e applicava il diritto di governare, perché sapeva quel che faceva.
    Oggi, chi ha mandato avanti il giovane di Rignano, sa cos’ha fatto e dove vuole arrivare?

  5. Sono perfettamente d’accordo con le tue valutazioni direttore.
    Attendo con pazienza il verdetto della Corte e le reazioni del Leader minimo.
    Non entro in polemiche come fanno alcuni compagni cercando di creare confusione con il SI e il NO.

    Un caro saluto.

  6. Arrivo sempre in ritardo, perdo la pw, insomma sono una frana! però voglio per l’ennesima volta attestare la mia stima al Direttore: sei sempre chiaro e,purtroppo, sei sempre nel giusto. Perché purtroppo? perché parliamo sempre di sconfitte dell’intelligenza e del socialismo e la cosa diventa sempre più insopportabile. Meno male che c’è ancora in giro gente come Moreno, Mario e Mauro e un sito come l’Avanti on line. Non è ancora tutto perduto.

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