domenica, 11 dicembre 2016
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Opinioni e commenti
 

Il Psi lanci due progetti subito
Pubblicato il 26-08-2016


Non c’è tempo per piangere. Non c’è tempo per aspettare altri terremoti, altri morti. Altro dolore, sgomento e disperazione. Non siamo ancora in grado di prevedere con esattezza i terremoti. Ma siamo da tempo in grado di conoscere le zone italiane più a rischio. Sappiamo che quelle appenniniche del centro sono tra le più soggette a movimenti tellurici. Eppure non sono bastate l’Irpinia, Assisi, L’Aquilia, le diverse altre scosse meno drammatiche. Non sono bastate. E non è bastata una legge approvata dopo L’Aqulia e poi non più finanziata. Possiamo prendere a modello il Giappone e alcuni stati americani e imparare da loro, forse. Ma possiamo più credibilmente affidarci a noi stessi, ai nostri scienziati, ai nostri tencici, ingegneri, architetti.

L’Italia è un paese particolare, in mezzo al mare, attraversato da una notevole quantita di fiumi, torrenti, canali, laghi. Tagliato in verticale da una catena montuosa. Quando piove un po’ troppo ci scappa sempre qualche alluvione o allagamento e spesso anche qualche morto. I terremoti non sono quasi mai innocui. E noi guardiamo altrove. Ieri il ministro Delrio ha dichiarato che i fondi per l’emergenza non devono rientrare nei vincoli europei. E ci mancherebbe. Nemmeno il piano di messa in sicurezza del paese deve essere conteggiato. Secondo me neppure gli investimenti pubblici. E’ ora di finirla di equiparare spesa corrente e investimenti che anche nel bilancio del più piccolo comune italiano vengono presentati in modo separato.

I socialisti, i liberalsocialisti mai come ora anche ecosocialisti, devono presentare due progetti. Uno per la messa in sicurezza del territorio, uno per la messa in sicurezza degli edifici, a cominciare da quelli delle zone più a rischio. E chiamare tutti i socialisti italiani a vigilare affinchè la burocrazia e la corruzione siano messe al bando. Occorre costruire da subito nel partito due commissioni di lavoro coi parlamentari e i tecnici disponibili, con economisti e ambientalisti, e fare inziativa politica pubblica sulle idee che ne scaturinanno. Se vogliamo rilanciare l’occupazione in funzione di un nuovo modello di società non possiamo che svilupparlo e perseguirlo oggi sui temi ambientali, energetici, urbanistici. Non aspettando Godot, i tartari buzzatiani e il nuovo terremoto. C’e tanto lavoro politico da fare per il bene dell’Italia, per chi ne ha voglia…

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Commenti all'articolo
  1. Una volta superata la fase emergenziale, l’idea dei due progetti qui abbozzati mi pare senz’altro appropriata, anche per gli aspetti occupazionali, oltre ai benefici diretti su territorio e patrimonio edilizio, ma bisognerà nel contempo vedere quale può essere la stima delle risorse occorrenti, e quanto può investirvi lo Stato, onde evitare che le iniziative politiche si traducano in norme di principio, pur sempre lodevoli ma semmai destinate a rimanere sulla carta, in mancanza della necessaria copertura finanziaria.

    Va nel contempo approfondita e definita la parte relativa all’impegno economico dei privati, ossia la quota di spesa che nel dar corso all’opera sarà a loro carico, nonché il meccanismo delle detrazioni o sgravi fiscali, ovvero altre eventuali agevolazioni, condizione che di solito accompagna questo genere di interventi, così che i due progetti assumano una veste quanto più possibile completa, il che faciliterebbe verosimilmente il loro percorso.

    Paolo B. 26.08.2016

  2. Bravo caro compagno Mauro.Condivido il tuo suggerimento.Come di solito questo è improntato ad umana saggezza e lungimiranza politica.Il nostro partito non può continuare a tacere su tante buone proposte avanzate nel corso dei passati tre o quattro anni di attività dell’Avanti!.Riccardo Nencini e la Direzione Nazionale del Psi si diano da fare presto ed al meglio per il bene comune.Manfredi Villani.

    • Approfittiamo di questa grande manifestazione di unità che il popolo italiano sta dando per lanciare una grande proposta, che sarà sicuramente a beneficio delle popolazioni terremotate, ma potrebbe diventare una opportunità per il paese. Perchuesto paese non sta facendo il suo dovere verso la natura e il genere umano che hanno affidato agli Italiani quell’immenso tesoro di ambiente naturale, paesaggio, arte che è l’Italia. Perchè non lanciamo una sottoscrizione e un prestito pluriennale a lunga scadenza per creare un fondo destinato a finanziare un programma nazionale di recupero del patrimonio ambientale, paesaggistico, viario, edilizio, monumentale e arrtistico?
      Il finanziamento di ciascun interevento sarebbe fatto per una quota. da ciascun titolare della proprietà. il saldo della spesa sarebbe a carico del fondo La parte patrimoniale pubblica implicherebbe il bilancio di Stato, Regioni e Comuni; l’altra parte sarebbe sostenuta da ogni privato.
      Giancarlo Brizzante – Rovigo

  3. Salutiamo l’avvento del nuovo pensiero e del nuovo spazio socialista.
    Rivolgiamo una preghiera ai dirigenti socialisti perchè leggano questi indirizzi, li elaborino e li traducano.
    O avanti o indietro, tertium non datur.

  4. Salutiamo l’avvento del nuovo pensiero e del nuovo spazio socialista.
    Rivolgiamo una preghiera ai dirigenti socialisti perchè leggano questi indirizzi, li elaborino e li traducano.
    O avanti o indietro, tertium non datur.

  5. Partiamo da qui “E chiamare tutti i socialisti italiani a vigilare affinchè la burocrazia e la corruzione siano messe al bando.” La burocrazia serve non per fare le cose fatte bene ma per ostacolare i lavori. Per esperienza diretta afferma “Se non paghi non lavori”. Se qualcuno vuole della prove mi contatti e ci divertiamo.

  6. Salutiamo l’avvento di un nuovo pensiero ed un nuovo spazio socialista.
    Rivolgiamo una preghiera ai dirigenti socialisti perchè leggano gli indirizzi suesposti, li elaborino e, principalmente, li traducano.
    O avanti o indietro, Terzium (dell’attuale posizione) non datur.

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