lunedì, 5 dicembre 2016
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Opinioni e commenti
 

INPS. Sostegno per persone terremotate e lavoratori affetti da patologie da Amianto
Pubblicato il 28-08-2016


Anche l’Istituto di previdenza si è mobilitato in favore delle popolazioni terremotate

L’INPS PER LE PERSONE COLPITE DAL SISMA DEL 24 AGOSTO 2016

Presenza INPS

Nelle regioni interessate dal sisma del 24 agosto 2016, tutte le Strutture territoriali dell’Inps – comunica l’Ente assicuratore – sono attive e garantiscono i servizi. Inoltre, al fine di assicurare le informazioni necessarie agli utenti, nonché la continuità dei pagamenti delle pensioni e delle prestazioni a sostegno del reddito, sono previsti per i beneficiari residenti nelle zone interessate servizi alternativi di emergenza.

Non appena sarà possibile l’accesso ai territori colpiti, saranno allestiti Uffici mobili, per agevolare gli assicurati e i pensionati che avessero necessità di ricevere informazioni e presentare domande di prestazioni. Di tale attivazione sarà data ampia informazione.

Pagamento delle prestazioni

L’Inps, fa sapere l’Istituto, in collaborazione con Poste Italiane, ha attivato il “pagamento in circolarità” di prestazioni pensionistiche e non pensionistiche temporanee ed occasionali – limitatamente a quelle incassate in contanti agli sportelli – modalità che consente la riscossione della pensione e delle altre prestazioni presso qualsiasi ufficio postale del territorio nazionale. Tale modalità è consentita per tutti i pagamenti localizzati presso uffici postali ubicati nei comuni colpiti dal terremoto. I beneficiari sono esonerati dall’obbligo della presentazione del certificato di pensione e della lettera di avviso.

Al momento della corresponsione, il pensionato – o la persona delegata alla riscossione – dovrà esibire un documento d’identità valido o un documento sostitutivo rilasciato dagli uffici anagrafici attivati nei comuni colpiti. Tale modalità sarà operante fino al ripristino della funzionalità degli uffici postali dichiarati inagibili.

Sospensione del recupero dei debiti da prestazioni gestite dall’Inps

L’Inps, ha altresì provveduto a differire l’avvio della procedura di recupero conseguente alla revoca della prestazione per omessa dichiarazione del reddito relativo agli anni 2012/2013 ed a sospendere l’avvio delle notifiche di debito. E saranno, inoltre, sospese le trattenute sulle prestazioni per recupero debiti a partire dalle erogazioni del mese di ottobre in quanto i mandati di pagamento per il mese di settembre sono già stati inviati e non sono più modificabili.

Sospensione delle visite di revisione per i minorati civili e le persone con handicap in possesso di verbali con rivedibilità

L’Istituto – informa ancora l’Ente di previdenza – ha anche sospeso gli accertamenti sanitari di revisione ai sensi della Legge 114/2014 (invalidità civile, cecità civile, sordità, handicap e disabilità) nei confronti dei cittadini residenti nei territori interessati, e saranno giustificate le assenze che dovessero verificarsi per le visite di revisione già calendarizzate.

Sospensione dell’invio degli avvisi di addebito per la riscossione coattiva dei contributi previdenziali

L’Inps – prosegue la nota dell’Ente – ha, al momento, sospeso l’invio, nei territori interessati, degli avvisi di addebito per la riscossione coattiva dei contributi previdenziali (Ava) nei riguardi di tutti i soggetti contribuenti ivi residenti.

L’Istituto – conclude l’informativa – ha, infine, già condiviso con la Protezione Civile l’utilizzo di un immobile Inps come supporto all’attività di soccorso o come alloggio per gli sfollati.

Previdenza

BOERI CAMBIA L’INPS

L’Inps cerca di voltare pagina: il presidente Tito Boeri ha infatti recentemente “firmato” tre “atti per la riorganizzazione”, tre ‘pilastri’ su cui appoggiarsi per aumentare la presenza sul territorio, riqualificare e ringiovanire il personale, razionalizzare la dirigenza, con nuove modalità per il conferimento degli incarichi. Tante le novità contenute nei tre nuovi documenti, chiamati ‘determinazioni del presidente’. I primi effetti, spiegano dall’Inps, inizieranno a vedersi già da settembre.

transitati in una gestione di previdenza diversa da quella dell’Inps

BENEFICI AD EX LAVORATORI AFFETTI DA PATOLOGIA ABSESTO CORRELATA

Con circolare n. 154 sono state fornite le istruzioni per l’applicazione dell’art. 1, comma 275, della legge 28 dicembre 2015 n. 208 relativa alle disposizioni previste per i lavoratori che, in seguito alla cessazione del rapporto di lavoro, siano transitati in una gestione di previdenza diversa da quella dell’Inps. I destinatari della disposizione in oggetto sono i lavoratori indicati all’articolo 1, comma 117, della legge 23 dicembre 2014, n. 190 che:

a) in seguito alla cessazione del rapporto di lavoro, siano transitati verso forme pensionistiche obbligatorie dei lavoratori dipendenti gestite, prima del 1° gennaio 2012, da enti diversi dall’Inps – siano esse esclusive, esonerative o sostitutive dell’assicurazione generale obbligatoria – derogando al disposto dell’articolo 1, comma 115, della legge n. 190 del 2014;

b)   possono far valere nell’assicurazione generale obbligatoria per l’invalidità, la vecchiaia ed i superstiti e nelle forme pensionistiche di cui alla lettera a) complessivamente almeno trenta anni (pari a 1560 settimane) di anzianità assicurativa e di contribuzione utile ai fini del diritto per la pensione di anzianità;

c)   in possesso dei requisiti anagrafici e contributivi che, in base alle disposizioni in materia di requisiti di accesso e di regime delle decorrenze vigenti prima della data di entrata in vigore del decreto legge n. 201 del 2011, convertito, con modificazioni, dalla legge n. 214 del 2011, conseguono il diritto alla decorrenza del trattamento pensionistico nel corso degli anni 2017 e 2018;

d)   non hanno maturato il diritto alla decorrenza del trattamento pensionistico di cui all’articolo 1, comma 117, della legge n. 190 del 2014 e s.m. nel corso degli anni 2015 e 2016.

I soggetti interessati possono avvalersi del beneficio della maggiorazione dell’anzianità assicurativa e contributiva utile ai fini del diritto e della misura della quota retributiva della pensione di anzianità cosi come previsto nella Circolare n. 154.

Fondi di solidarietà per il sostegno del reddito

SETTORE GRUPPO ORMEGGIATORI E BARCAIOLI DEI PORTI ITALIANI

I Fondi di solidarietà, in processi di ristrutturazione, situazioni di crisi, riorganizzazione aziendale, riduzione o trasformazione di attività di lavoro, oltre ad assicurare ai lavoratori delle imprese di vari settori, interventi di tutela economica, nei casi di riduzione o sospensione dell’attività lavorativa per cause che sono previste in materia di integrazione salariale ordinaria o straordinaria, possono erogare assegni straordinari di esodo agevolato, prestazioni integrative di prestazioni pubbliche in caso di cessazione del rapporto di lavoro e sostenere attività formative.

Con decreto n. 95440 del 18 aprile 2016 del Ministro del lavoro e delle politiche sociali, di concerto con il Ministro dell’Economia e delle Finanze, è stato istituito presso l’Inps il Fondo di solidarietà bilaterale del settore dei Gruppi ormeggiatori e barcaioli dei porti italiani. Il Fondo cura interventi a tutela del reddito nei casi di riduzione o sospensione temporanea dell’attività lavorativa per le causali previste in materia di cassa integrazione ordinaria o straordinaria. Con la Circolare n. 141 del 3 agosto 2016 si forniscono indicazioni e chiarimenti relativi all’ambito di applicazione del Fondo di solidarietà bilaterale del settore, le sue caratteristiche normative, le prestazioni e le modalità di denuncia e versamento dei contributi dovuti fino al mese di luglio 2016, con le relative istruzioni contabili.

Quando si cerca un lavoro

5 ERRORI DA NON COMMETTERE

Cercare lavoro è già una vera e propria occupazione. E proprio per questo è bene agire in modo strategico e pianificato, per evitare di commettere errori che, in una situazione di questo tipo, possono rivelarsi fatali. Parola di Francesca Contardi, docente in Gestione delle carriere all’Università Liuc di Castellanza, che ha lanciato un nuovo blog, una piattaforma professionale per raccontare il mondo dell’occupazione dal punto di vista di chi trova lavoro agli altri da 20 anni. E che suggerisce i 5 errori da non commettere assolutamente quando, appunto, si è alla ricerca di un impiego. “In un mondo sempre più connesso – ha dichiarato Francesca Contardi – è importante coltivare la propria presenza online e avere dei canali attraverso i quali poter comunicare in modo diretto e friendly con le persone. Mentre i social privilegiano l’immediatezza dell’interazione, la piattaforma blog permette ai lettori di usufruire dei contenuti nel momento per loro migliore e quando è più utile”. “La ricerca di occupazione – ha sottolineato – è una situazione molto stressante e può mettere a dura prova chiunque. Ci sono, però, alcuni errori che è bene non commettere per evitare di bruciarsi delle opportunità importanti”. Ecco, quindi, punto per punto, i 5 errori da non commettere quando si cerca lavoro.

1. Descrivere le proprie esperienze e le proprie competenze usando termini inappropriati: il 90% dei curriculum che un selezionatore riceve contiene le stesse formule che, proprio perché ormai inflazionate, hanno perso significato. “Capacità di lavorare in team”, oppure “persona motivata”, ma anche “ottime doti relazionali” sono praticamente ovunque. Meglio sostituirli con termini meno di impatto, magari, ma che hanno un significato reale.

2. Rispondere a qualsiasi annuncio, anche a quelli non in linea con il proprio profilo: è inutile negarlo, candidarsi a qualsiasi ruolo è una inutile perdita di tempo che non porterà ad alcun risultato. Molto meglio focalizzarsi solo su un numero limitato di offerte e, piuttosto, costruire un network di relazioni che possa portare vantaggi al proprio percorso professionale.

3. Giocarsi la carta della ‘vittima’ durante il colloquio. Cercare di impietosire il selezionatore apparendo disperati non è la scelta giusta, anzi. Soprattutto in quelle situazioni in cui le aziende per cui si è lavorato hanno affrontato situazioni economiche difficili. Di solito la scelta ricade su chi ha saputo reagire e non piangersi addosso.

4. Fare richieste economiche non in linea con il proprio profilo: non conoscere la propria situazione contrattuale – non solo in termini di salario fisso, ma anche di variabile, benefits o agevolazioni – potrebbe portare a fornire informazioni non complete, che magari poi possono rivelarsi una scelta negativa e che, nel lungo periodo, non premia. Si inizierà un nuovo lavoro guadagnando meno e, soprattutto, sarà più difficile ottenere uno stipendio adeguato.

5. Accettare qualsiasi condizione e/o richiesta e non negoziare il compenso: se vengono fatte richieste che si reputano inaccettabili o comunque inadeguate, è meglio declinare subito per evitare di trovarsi in situazioni spiacevoli dopo. Altrettanto importante, inoltre, negoziare il proprio compenso prima che l’assunzione sia avvenuta. Una volta firmato il contratto, sarà molto difficile tornare a discutere di denaro e chiedere un aumento.

Sotto l’ombrellone

9 MANAGER SU 10 RESTANO CONNESSI

Con le pinne, il fucile… e lo smartphone. Sembra essere questo il nuovo tormentone estivo 2016, almeno per i professionisti italiani. Secondo un sondaggio condotto dalla società internazionale di recruitment Hays, su un campione di più di 300 fra manager e top manager, il 97% degli intervistati utilizzerà il proprio telefonino per ricevere aggiornamenti dall’ufficio anche in vacanza. E se il 34% lavorerà anche dal bagnasciuga, il 51% darà una sbirciatina alla propria casella di posta elettronica aziendale. Secondo l’indagine Hays, dunque, in molti dovranno accantonare pigri pomeriggi sotto il sole ed escursioni alla scoperta di luoghi sconosciuti, per dedicarsi a questioni lavorative, anche durante le tanto agognate ferie. Lavorare in vacanza, infatti, non è più un’eccezione e se alcuni si limiteranno a tenere sotto controllo la mail aziendale, altri dovranno a malincuore immolare alcune ore (23%) o intere giornate (11%) sull’altare del lavoro. “Da anni – ha affermato Carlos Manuel Soave, Managing Director di Hays Italia – il rapporto tra professionisti italiani e vacanze è cambiato. Complice l’iperconnessione, molti dei manager intervistati non riescono più a staccare la spina per godersi qualche giorno di meritato riposo. Controllano la posta e partecipano a call dalle spiagge, sottraendo tempo prezioso a se stessi e ai propri compagni di viaggio”. Tra i dispositivi tecnologici più utilizzati dai manager in vacanza, al primo posto spicca indiscusso lo smartphone (97%), seguito da notebook e tablet (rispettivamente 32% e 31%). Pochissimi (2%) scelgono lo smartwatch, ancora considerato troppo di nicchia. E, se dovessero trovarsi in vacanza su un’isola deserta, i manager italiani non rinuncerebbero mai al proprio smartphone (46%), alla macchinetta del caffè (27%) e ad altri tecno-gadget come l’e-book (17%), mentre al contrario dimenticherebbero volentieri a casa agenda (25%) e orologio (18%). “Passare i giorni di ferie lavorando – ha avvertito Soave – è un grosso errore che può compromettere il benessere psicofisico del professionista. Lo scopo delle vacanze estive è invece quello di ‘disconnettersi’ dall’ufficio, staccare la spina e dedicare il proprio tempo alla famiglia, agli amici e a se stessi per ricaricare mente e corpo di nuova energia in vista delle sfide del nuovo anno”. Ma dove vanno in vacanza i manager italiani? Agosto è, come da tradizione, il mese delle vacanze per oltre il 90% dei professionisti e se più di 1 italiano su 2 ha pianificato le classiche due settimane di ferie, c’è chi ha deciso di concedersi 3 o più settimane lontano dall’ufficio (40%). Il mare resta sempre la meta per eccellenza, scelta dal 76% degli intervistati; il 26% preferisce il fresco della montagna, mentre il 23% partirà per un viaggio on the road o per visitare una città d’arte (11%). Complice l’instabilità politica internazionale, oltre il 71% dei manager ha optato per una località turistica italiana, mentre solo il 36% è uscito dal Belpaese. Quasi 7 su 10 hanno trascorso le vacanze con la famiglia, il partner (30%) o gli amici (21%). Ma con chi, i manager del Belpaese non vorrebbero mai andare in vacanza? Tra i compagni d’ufficio, al primo posto c’è il temutissimo ad (34%), tallonato dal collega di scrivania (26%) e dal direttore finanziario (14%).

Carlo Pareto

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