mercoledì, 7 dicembre 2016
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Opinioni e commenti
 

Istat. Ancora sfiducia da imprese e consumatori
Pubblicato il 29-08-2016


saldi1Altra doccia gelata sull’economia, ancora in affanno secondo quanto certifica l’Istat. Nel mese di agosto si è registrato un peggioramento della fiducia sia tra i consumatori sia tra le imprese. L’indice rilevato dall’Istat passa da 111,2 di luglio a 109,2 per le famiglie e da 103 a 99,4 per le aziende. Tutte le stime riferite alle componenti del clima di fiducia dei consumatori registrano una flessione, seppure con intensità diverse: il clima economico passa da 129,8 a 125,5, diminuendo per il quinto mese consecutivo, e le componenti personale, dopo l’aumento registrato a luglio, tornano a posizionarsi sui livelli del mese di giugno.
Si tratta di indicazioni importanti in vista della stesura dell’aggiornamento al Documento di economia e finanza, che farà da base alla prossima legge di Bilancio e dovrà scontare la minor crescita del Belpaese: il Pil si è fermato a sorpresa nel secondo trimestre, e proprio il sostegno dei consumi interni è venuto a mancare dopo mesi di traino all’economia.
Dilaga il segno meno anche nel tessuto produttivo: “Il clima di fiducia scende in tutti i settori”, annota l’Istat. Lo fa “in modo più marcato nei servizi di mercato (da 108,3 a 102,4) e nel commercio al dettaglio, più lieve nella manifattura (da 102,9 a 101,1) e nelle costruzioni (da 126,2 a 123,5)”.
Dai dati dell’Istituto di statistica italiano risulta che le opinioni dei consumatori riguardo la situazione economica del Paese si confermano in peggioramento per il quarto mese consecutivo, con il saldo dei giudizi che passa da -54 a -60 e quello delle aspettative da -9 a 15, mentre i giudizi sull’andamento dei prezzi nei passati 12 mesi e le attese per i prossimi 12 mesi registrano un incremento (da 31 a -22 e da -30 a -27). Peggiorano le aspettative sulla disoccupazione (da 30 a 35, il saldo).
Secondo Adusbef e Federconsumatori, i numeri dell’Istat sono “drammatici, rivelano una realtà ancora molto lontana dall’ottimismo e dalla ripresa. Non esistono i presupposti, al momento, perché tale situazione possa cambiare”.

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