giovedì, 8 dicembre 2016
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Opinioni e commenti
 

Istat. Nuovo calo per la produzione industriale
Pubblicato il 05-08-2016


Auto-aumento produzioneNuovo calo per la produzione industriale a giugno 2016. L’Istat registra una diminuzione dello 0,4% rispetto a maggio e dell’1% rispetto al 2015. Si tratta della caduta tendenziale maggiore da gennaio 2015 (quando era stata del 2,1%). Rispetto a maggio tutti i raggruppamenti sono in flessione tranne i beni strumentali, stazionari. Calano beni intermedi (-1,1%), di consumo (-1,0%) e energia (-0,7%). Nella media dei primi sei mesi dell’anno, invece, la produzione è aumentata dello 0,8% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente. Nella media del secondo trimestre 2016 la produzione dell’industria ha registrato una flessione dello 0,4% nei confronti del trimestre precedente. Lo comunica l’Istat, che nei tre mesi precedenti aveva registrato una crescita dello 0,4%. Quello del secondo trimestre 2016 è il risultato trimestrale peggiore a partire dal terzo trimestre del 2014, quando la contrazione era stata dello 0,7%. In termini tendenziali il calo di giugno è lo stesso (-1%) sia per i dati grezzi, che per quelli corretti per gli effetti di calendario (i giorni lavorati sono stati 21 come nel 2015). Risulta in aumento sull’anno solo il comparto dei beni intermedi (+0,8%), diminuiscono invece l’energia (-5,5%) e, in misura più lieve, i beni di consumo (-2,1%) e i beni strumentali (-0,3%).

Tra i settori di attività economica, vedono la maggiore crescita tendenziale la fabbricazione di computer, prodotti di elettronica e ottica, apparecchi elettromedicali, apparecchi di misurazione e orologi (+2,3%), la metallurgia e fabbricazione di prodotti in metallo, esclusi macchine e impianti (+1,4%) e la fabbricazioni di prodotti chimici (+0,8%). Le diminuzioni maggiori si registrano invece nell’attività estrattiva (-19,2%), nella produzione di prodotti farmaceutici di base e preparati farmaceutici (-7,0%) e della fabbricazione di coke e prodotti petroliferi raffinati?(-4,8%).

Allo stesso tempo, l’Istat registra una crescita dell’occupazione. Però quella a tempo aumenta più di quella stabile. Nella nota mensile, si sottolinea infatti come nel secondo trimestre, guardando alle tipologie contrattuali, “si è osservato un aumento più marcato degli occupati dipendenti a termine (+2,6% rispetto al primo trimestre) e della componente indipendente (+1,1%) rispetto alla moderata crescita dei dipendenti permanenti (+0,2%)”.

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