lunedì, 5 dicembre 2016
Facebook Spazio Twitter Spazio RSS Spazio
Opinioni e commenti
 

STRAGE CONTINUA
Pubblicato il 03-08-2016


Violenza donne

Non ce l’ha fatta. Il corpo martoriato al 90 per cento da ustioni di secondo e terzo grado. È morta così dopo atroci sofferenze la donna aggredita e data alle fiamme dopo essere stata cosparsa di liquido infiammabile. L’annuncio, in un comunicato di poche righe, viene dall’Azienda ospedaliera universitaria di Pisa. Vania Vannucchi, 46 anni, operatore sociosanitario, era stata ricoverata ieri al centro ustionati dell’ospedale Cisanello di Pisa con ustioni estese e profonde, dopo l’aggressione subita all’interno dell’ex ospedale di Campo di Marte a Lucca, la città in cui abitava. Arrestato dalla polizia il presunto aggressore, un ex collega, dipendente di una cooperativa che lavora in ambito sociosanitario. Nelle stesse ora a Caserta Rosaria Lentini, 59 anni, è uccisa dal suo compagno che si è costituito subito dopo averla uccisa con 12 coltellate alla schiena. Sono più di 60 le donne uccise dal partner in Italia dall’inizio dell’anno. Oltre 160 da gennaio 2015. Un vero ‘bollettino di guerra’. Ma ora preoccupa questa nuova tendenza: almeno cinque casi negli ultimi mesi.

“Ancora due femminicidi. Due donne, Vania Vannucchi e di Rosaria Lentini, sono state barbaramente ammazzate dai loro ex compagni: una arsa viva, l’altra accoltellata. Ormai è una piaga quotidiana e anche questa volta c’erano state aggressioni, pedinamenti, minacce che hanno preceduto l’ultimo terribile atto”. Lo afferma Pia Locatelli, capogruppo del Psi alla Camera. “Gli interventi da portare avanti sono molteplici: da una maggiore attenzione da parte delle forze dell’ordine alle denunce o alle segnalazioni, a una piena attuazione del piano antiviolenza con l’immediata riapertura dei centri, a un’operazione culturale da portare avanti nelle scuole, alla sensibilizzazione e alla formazione di alcuni giudici che a volte concedono troppe attenuanti o lasciano in libertà stalker e violenti, fino ad arrivare a atti molto concreti come dotare le donne “a rischio” di dispositivi elettronici per allertare le forze dell’ordine in caso di pericolo. Tutto questo però non basta perché aiuterebbe solo le donne che sono consapevoli delle violenze subite e di quelle che potrebbero subire. Per le altre è necessario intervenire con una massiccia campagna di informazione, una sorta di decalogo che indichi quali sono i segnali di pericolo e come comportarsi già dal primo campanello d’allarme”.

Il presidente del Senato Piero Grasso affida Facebook il suo pensiero: “Da uomo fatico a spiegarmi cosa possa spingere ad usare una tale brutalità, a covare così tanto odio nascondendosi dietro presunti sentimenti quali l’amore, il dolore per una storia che finisce, la disperazione. Niente di tutto questo: spero che non usino più, raccontando queste storie, termini ambigui e giustificatori come raptus, gelosia, disagio, rifiuto. Sono solo squallidi criminali e schifosi assassini”.   Mentre il presidente della Camera Laura Boldrini scrive su Twitter: “Ancora due donne uccise in 24 ore. La strage continua. Contro il femminicidio oltre a leggi e fondi per centri antiviolenza, serve un’azione culturale”.

Redazione Avanti!

bce Berlusconi bersani camera CGIL crisi elezioni Enrico Buemi europa Forza Italia Francia Germania governo Grecia Grillo Inps ISIS ISTAT italia italicum lavoro Lega M5S Marco Di Lello Matteo Renzi Nencini Onu Oreste Pastorelli pd pensioni Pia Locatelli pil psi Renzi Riccardo Nencini roma Russia Sel senato socialisti Spagna UE UIL Unione europea USA



Lascia un commento