sabato, 3 dicembre 2016
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Opinioni e commenti
 

L’Ala del duo Di-Di
Pubblicato il 03-08-2016


Esattamente un anno fa Marco Di Lello, mediante una battuta al Corsera a cui fece seguito una lettera aperta, annunciò la sua intenzione di aderire al Pd. Nella lettera il parlamentare affermava tra l’altro: “Il Pd è oggi la cosa più vicina a un grande partito popolare e riformista. Credo che oggi un Nenni o un Turati non avrebbero dubbi su dove portare la loro battaglia. Senza subalternità” (Sic!). Insomma Di Lello per giustificare l’ingiustificabile, ovvero la scelta di abbandonare il partito che gli ha consentito di sedere nei banchi della Camera dei deputati, con un ruolo apicale nella nostra componente parlamentare, ha persino rovistato nel Pantheon dei socialisti, spingendosi nella sfera del surreale. Non solo: nelle settimane successive ha proclamato “coram populo”che nella sua intrapresa lo stavano seguendo molti socialisti.

Non è avvenuto nulla di quanto da lui annunciato: intanto coloro che hanno seguito lui e il parlamentare pugliese eletto in Sardegna suo sodale, con cui formano il formidabile duo Di-Di, si contano, a voler essere generosi, sulle dita di due mani. Reciso il rapporto con il Psi ci si aspettava che i due deputati ne traessero le dovute conseguenze, lasciando la componente socialista del Gruppo misto alla Camera e iscrivendosi al gruppo parlamentare del Pd.

Dallo sconcertante annuncio sono trascorse settimane, poi mesi, ma il duo Di-Di ha continuato a fare parte della componente socialista del Gruppo misto, senza che arrivasse l’annuncio, come da regolamento della Camera, del dichiarato passaggio al Pd. Che è successo dunque? Non certo un ripensamento. Tuttavia un fatto è certo: né Marco Di Lello, né Lello Di Gioia, il duo Di-Di, si sono iscritti al gruppo del Pd, come proclamato con tanta enfasi.

Le malelingue (o i bene informati, fate voi) suggeriscono che dal gruppo del Pd sia arrivato un garbato quanto deciso e imbarazzante per entrambi un “fin de non recevoir”.

Può darsi. La vicenda si è trascinata per settimane e mesi senza che lo stato delle cose mutasse, quando, all’improvviso, il 7 giugno scorso, dieci mesi dopo l’abbandono del Psi, ha assunto i contorni della farsa o dell’opera buffa: si è appreso infatti che i due hanno formato una componente all’interno del Misto chiamata “Movimento Ppa-Moderati” (!!) in compagnia del deputato partenopeo ex dipietrista, esperto in transumanze politiche, Aniello Formisano.

A pensar male si fa peccato ma vuoi vedere che i rumors del Transatlantico di cui sopra qualche fondamento l’avevano? Sono codesti i medesimi rumors che raccontano oggi, nell’approssimarsi della pausa estiva, ricorrendo un anno dall’esternazione dilelliana che dava come imminente l’adesione al Pd, di una trattativa molto ben avviata che vedrebbe il duo Di-Di in procinto di accasarsi nel gruppo Ala, soggetto politico nato e cresciuto (unicamente in Parlamento, sia chiaro) sotto l’alto patronato di Dennis Verdini.

Chissà se il prim’attore del duo Di-Di oggi si domanda cosa penserebbero delle loro spericolate prodezze trasformistiche di questi 12 mesi Turati e Nenni?

Emanuele Pecheux

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