domenica, 11 dicembre 2016
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Opinioni e commenti
 

L’EUROPA DI VENTOTENE
Pubblicato il 22-08-2016


ventoteneL’Europa riparte da dove era nata, da Ventotene. L’Italia tenta così di rilanciare un’Europa sfiancata e messa a dura prova su più fronti con il vertice trilaterale tra Matteo Renzi, Angela Merkel e Francois Hollande. L’obiettivo dell’incontro è di rilanciare l’integrazione comunitaria dopo la scelta britannica di lasciare l’Unione, scegliendo come luogo proprio Ventotene, ripartendo così dallo spirito di padri dell’Europa come Altiero Spinelli che in quell’isola, mentre l’Europa veniva messa a ferro e fuoco dal nazifascismo, partorì il manifesto “Per un’Europa libera e unita”.
Il presidente del Consiglio, Matteo Renzi, ha accolto all’aeroporto Capodichino di Napoli la cancelliera tedesca, Angela Merkel, e il presidente francese Francois Hollande. I leader europei si sono spostati con un elicottero sull’isola di Ventotene per un omaggio alla tomba di Altero Spinelli.
“Abbiamo scelto il luogo di Spinelli e dei suoi compagni di confino e prigionia – sottolinea Renzi -, il luogo nel quale nacque il Manifesto per gli Stati Uniti d’Europa mentre il fascismo aveva esiliato e imprigionato questi profeti dell’unita’ europea. Credo sia un simbolo in cui tanti italiani possono riconoscersi. Metteremo un fiore sulla tomba di Spinelli e poi lavoreremo a bordo di una nave italiana, la Garibaldi, che è in prima fila nel coordinamento delle operazioni di salvataggio nel Mediterraneo. Due simboli in uno: i valori ideali, l’impegno concreto”.
Simbolica è anche la scelta della nave che ospita il vertice, la portaerei Garibaldi, da mesi impegnata nelle operazioni Ue “search and rescue” nei mari davanti alla Libia, sulle rotte dei migranti. Tema, nelle intenzioni di Renzi, che deve contraddistinguere una diversa idea di Europa, più attenta ai valori umani e solidale verso gli stati membri più esposti a emergenze come quelle delle migrazioni.
Non a caso proprio Matteo Renzi ha tenuto a sottolineare più volte proprio l’importanza di questo tema. “Gli italiani devono essere orgogliosi che in un luogo simbolo di un grande ideale dell’Europa, Merkel e Hollande verranno per rilanciare dal basso l’Unione europea”, sottolinea Renzi parlando in serata ai Caffè della Versiliana e rimarcando come, a partire dalla questione dei migranti, l’Europa “abbia tanto bisogno dei valori dell’Italia”. Ma non è il solo obiettivo per il governo italiano che vuole rilanciare soprattutto la centralità italiana in Europa cercando proprio di rinsaldare i rapporti con Francia e Germania. “Bisogna far ripartire gli investimenti, la parola austerity in Europa ha creato solo danni”, ha detto il Presidente del consiglio. “Molti pensavano che dopo la Brexit l’Europa fosse finita – dice durante la conferenza stampa a tre il presidente del Consiglio -. Non è così, abbiamo voglia di scrivere una nuova pagina di futuro. Parleremo anche di questioni economiche, c’è bisogno di misure forti, investimenti di qualità accompagnati da riforme strutturali. Investire su manifattura 4.0, energie rinnovabili. Attenzione ai giovani. Nel carcere sulll’isola di Stanto Stefano, dove sono stati in prigione Sandro Pertini e Umberto Terracini, nascerà un campus universitario per i giovani europei. Un grande investimento ideale. Parleremo di politica internazionale e di migrazione. Un dato nel Mediterraneo sono 102mila ad oggi i migranti arrivati in Italia, l’anno scorso erano 105mila. Dobbiamo fare qualcosa come Ue per bloccare le partenze”.
“Spetta all’Europa proteggersi ma anche accogliere chi è spinto all’esilio mettendo spesso a rischio la propria vita. Grazie a nome dell’Ue all’equipaggio” della nave Garibaldi impegnata nell’operazione Sophia nel Mediterraneo. Lo ha detto il presidente francese François Hollande a bordo della portaerei a largo di Ventotene.
“L’Europa è venuta da momenti bui ed è diventata una realtà. Questo è il messaggio. Oggi noi dobbiamo garantire un’Europa sicura e vivere secondo i nostri principi”, afferma Angela Merkel che aggiunge: “Dobbiamo fare di più per la sicurezza interna a esterna” all’Ue, si devono “migliorare gli scambi tra i servizi di intelligence, tutta la raccolta di informazioni sul territorio deve essere migliorata. Di fronte a sfide così grandi, ai tanti profughi che arrivano, dobbiamo migliorare il meccanismo di protezione delle frontiere”.
Nel precedente trilaterale a Berlino i tre leader europei avevano aperto la discussione a tre questioni: sicurezza e difesa, crescita e investimenti, giovani. Ora però, in vista del vertice europeo a Bratislava, saranno toccati anche i temi dell’agenda comunitaria come le relazioni Ue-Turchia, le sanzioni alla Russia, il fronte libico, la guerra in Siria e, presumibilmente, anche la partita per un piano che, anche attraverso la concessione di flessibilità sul bilancio, determini un’uscita netta dall’era dell’austerity. Renzi in occasione del vertice ricorda che “è facile buttare addosso all’Europa tutte le colpe, le colpe di tutto. Più difficile è cercare di costruire un’Europa diversa, più attenta ai valori e meno alla grande finanza. Noi ci stiamo provando, con tutta l’energia di cui disponiamo”.
Nel frattempo proprio i tre Capi di Stato, mentre rimarcano la centralità comunitaria rispetto agli interessi nazionali, si ritrovano a dover fronteggiare le pressioni politiche dei propri Paesi. Tutte e tre infatti puntano verso Bruxelles per appianare questioni nazionali: Renzi vorrebbe dall’UE la possibilità che il rapporto deficit/pil per il 2017 salga sopra il 2% invece dell’1,8% programmato (dal 2,3% di quest’anno); Hollande punta al raddoppio del piano Juncker sugli investimenti; Merkel deve far fronte alle esigenze dei Paesi membri dell’Est e alle spinte populiste interne: in Ungheria e Polonia sono al governo formazioni populiste di destra euroscettiche che potrebbero causare seri problemi all’Unione, e decretarne il collasso.
Sia la Cancelliera tedesca che il Presidente francese, si ritroveranno a breve a dover affrontare le elezioni politiche, ma anche il Presidente del Consiglio italiano dovrà fare i conti con un referendum, quello costituzionale, che lo vede esposto in prima linea. Proprio i mercati si aspettano risultati significativi dal’incontro, soprattutto su quanto possa ottenere Matteo Renzi in termini di maggiore flessibilità sui parametri di bilancio e quindi possibilità di espandere la spesa pubblica.
Tuttavia diversi analisti concordano che l’incontro di oggi non servirà a prendere decisioni concrete ma a lanciare una sorta di “segnale simbolico”, in ogni caso un ottimo spunto per rilanciare le basi di un’Europa che rischia altrimenti la deriva.

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