sabato, 3 dicembre 2016
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Opinioni e commenti
 

L’IRA DI MOSCA
Pubblicato il 01-08-2016


Ilary_clinton

Mosca definisce “scandalose” e “offensive” le accuse rivolte da Hillary Clinton alla Russia per l’attacco hacker ai server del partito democratico americano che ha portato alla luce mail da cui emerge che i vertici dei democratici hanno favorito la corsa della ex first lady a scapito del rivale Bernie Sanders.

In una intervista alla Fox News, riguardo al cyber-attacco subito dai server del Democratic National Committee nei giorni scorsi, la candidata democratica alla Casa Bianca aveva detto: “Sappiamo che i servizi di intelligence russi hanno hackerato i computer del Democratic National Committee e sappiamo che hanno organizzato la diffusione di gran parte di quelle mail. E sappiamo anche che Donald Trump ha mostrato un molto preoccupante sostegno nei confronti di Putin”. Da giorni negli Stati Uniti monta il timore che la Russia possa cercare di influenzare l’esito delle elezioni americane. L’Fbi ha fatto sapere nei giorni scorsi che sta esaminando le denunce di ‘cyber-intrusione’ ricevute da molteplici entità politiche. Secondo il New York Times, l’attacco ai sistemi informatici democratici sembra provenire da ‘FancyBear’, che è collegato al G.R.U, il servizio di intelligence militare russo, “lo stesso operatore implicato nell’attacco al Comitato nazionale” del Partito democratico.

Ma la reazione Russa non si è fatta attendere. Accuse “basate su assenza di prove” e “mirate a nascondere” ben altre trame e lotte di potere, tutte interne agli Usa.  È quanto sostiene l’ambasciatore Andrei Krutitskikh, rappresentante speciale di Putin per la cooperazione internazionale nella sicurezza informatica. “Penso che sia semplicemente scandaloso – ha detto il diplomatico – e un segno di debolezza arrivare a questo tipo di argomentazioni. La mia posizione – ha aggiunto – è basata sul fatto che gli americani non hanno presentato e non presentano nessuna lamentela ufficiale”.

Sono “parte della retorica della campagna elettorale e non stabiliscono nulla di definito” ha aggiunto il portavoce di Putin, Dmitri Peskov. “Non c’era nulla di concreto nelle sue accuse, che erano piuttosto dichiarazioni emotive”, ha detto Peskov.

Per la candidata americana Hillary Clinton invece ci sono gli 007 russi dietro l’attacco al sistema informatico del comitato nazionale democratico e che ha anche lambito la banca dati della campagna elettorale. E’ la candidata democratica alla presidenza in persona a confermare adesso quanto da giorni va emergendo con i sospetti di cyber-intrusioni dettate da Mosca che levano nuovi venti di guerra fredda nell’era 2.0 e agitano le acque già tumultuose di una campagna elettorale in cui si prospetta, nei 100 giorni esatti che separano dall’election day dell’8 novembre, una resa dei conti Clinton-Trump senza esclusione di colpi. “Sappiamo che i servizi di intelligence russi hanno violato (il sistema informatico) del Comitato nazionale democratico e sappiamo che hanno fatto in modo di far circolare quelle email e sappiamo che Donald Trump ha mostrato una preoccupante tendenza a sostegno di Putin”, ha detto Hillary Clinton in un’intervista a Fox News, la prima dall’ufficializzazione della nomination per la candidatura alla presidenza e in cui risponde cosi’ agli attacchi di Trump che non ha mancato di mirare dritto alla ‘vulnerabilita” della rivale, con un portavoce della sua campagna che ha evocato anche quell”emailgate’ per cui Clinton è stata di fatto scagionata dall’Fbi ma che resta ombra minacciosa sulla sua corsa per la Casa Bianca: “Ovunque c’e’ Hillary Clinton c’è un problema. Si spera che almeno questa volta non abbia messo a rischio la sicurezza nazionale”.

Redazione Avanti!

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