domenica, 4 dicembre 2016
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Opinioni e commenti
 

Loi Travail, il Jobs Act francese è legge
Pubblicato il 11-08-2016


Francia scontri legge sul lavoroIl Jobs Act francese è legge e, come quello italiano, ha vissuto la sua travagliatissima genesi. Più volte rimandato all’esame parlamentare, si era inoltre scontrato con l’opposizione del Conseil Constitutionnel, senza contare gli interventi e le proteste dei sindacati e della stessa ala sinistra della maggioranza di governo.

Ma tant’è, Hollande è riuscito finalmente a promulgare la loi Travail, nonostante la corte suprema si fosse esposta negativamente su cinque misure secondarie riguardanti licenziamenti, referendum aziendali e alcune nuove forme di contratto.

Secondo il premier Manuel Valls si tratta invece di misure volte ad “aumentare e facilitare il dialogo sociale”. Il testo firmato dal ministro del Lavoro Myriam El Khomri, tuttavia, non ha applicazione immediata e nei prossimi mesi dovranno seguire dei decreti attuativi, che il governo prevede di realizzare entro la fine dell’anno.

Dopo cinque mesi di conflitto sociale e di ferma volontà dell’esecutivo, la nuova legge sul lavoro interviene dunque sugli orari di servizio e sulle norme riguardanti il licenziamento e i congedi, ad esempio con l’introduzione del divieto di licenziamento fino a 10 settimane per le lavoratrici che rientrano dalla maternità. Vengono inoltre introdotti la busta paga elettronica e un nuovo programma di garanzia per i giovani tra i 16 e i 25 anni.

Numerose le forme di dialogo introdotte tra l’impresa e i propri dipendenti. Queste sono state il maggior oggetto di critica da parte dei sindacati, in quanto permetterebbero alle aziende di superare lo scoglio dei diritti sociali dietro una facciata consensuale. Le sigle sindacali, dunque, minacciano di continuare la loro battaglia in tribunale, obiettando sulla costituzionalità della legge. Difficile che il Conseil Constitutionnel possa accettare un eventuale ricorso, anche in virtù del fatto che le sole obiezioni di costituzionalità (perlopiù formali) sono state ampiamente superate.

Giuseppe Guarino

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