giovedì, 8 dicembre 2016
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Opinioni e commenti
 

Roma tra pressapochismo
e arroganza
Pubblicato il 03-08-2016


virginia raggiNella ingarbugliata vicenda che riguarda la gestione del ciclo dei rifiuti la polemica che coinvolge la neo-assessora all’ambiente sembra più la punta di un iceberg che nasconde un intreccio di affari e interessi ben più profondi di quanto appare in superficie. Sia chiaro: la Munaro deve fare le valigie, non foss’altro per quel difetto di trasparenza ed estraneità rispetto a precedenti e compromesse gestioni, come quella Panzironi, che getta un interrogativo inquietante sulle motivazioni che hanno portato la neo Sindaca a sceglierla.

Perché infatti la Raggi ha operato una scelta simile, sopportandone l’inevitabile carico di polemiche che ne sarebbero conseguite? Perché un’azienda con dirigenti ben pagati, e si presume competenti, si è rivolta ad una consulente esterna per affidargli compiti di controllo e verifica che competono ai dirigenti? La cosa che lascia esterrefatti è inoltre il fatto che oramai la vicenda è solo giudiziaria; mancando del tutto un’idea, un’indicazione, una traccia di lavoro che faccia capire cosa si voglia fare o sarebbe necessario fare per superare l’emergenza e dotarsi di un ciclo integrato dei rifiuti, che Roma non ha, come denuncia lo stesso ormai ex presidente di AMA Fortini, il quale estende anche ad altri livelli istituzionali una giusta dose di responsabilità.

Il punto vero è questo, come far uscire Roma dall’emergenza dotandola di una strutturale e trasparente capacità di governo del ciclo dei rifiuti, uscendo da pratiche condannate dall’Unione europea, che ne assicuri l’autosufficienza ed eviti sperperi di risorse pubbliche. La Raggi, che ha presentato le dichiarazioni programmatiche un mese e mezzo dopo la sua elezione, questo non ce lo dice. E non dice neanche come voglia tutelare un’importante azienda comunale dagli evidenti condizionamenti esterni ed interessi occulti che si muovono intorno al business dei rifiuti, come lo stesso Fortini ha denunciato. I primi passi della giunta Raggi confermano i nostri timori: pressappochismo, arroganza, assenza di un vero percorso di governo utile alla città, assoluta mancanza di trasparenza. Le prime vittime sono evidentemente la città di Roma e i suoi cittadini-utenti che, pur sopportando tariffe altissime, subiscono anche la beffa di un servizio inesistente con conseguenti rischi igienico-sanitari ed inevitabile danno d’immagine su scala planetaria.

Loreto Del Cimmuto

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