giovedì, 8 dicembre 2016
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Opinioni e commenti
 

Raggi di buio
Pubblicato il 11-08-2016


Lasciamola lavorare la ragazza. Ha stravinto le elezioni Virginia Raggi più per i disastri provocati dagli altri che per meriti suoi, ma adesso prima di caricare i fucili e metterla al muro aspettismo almeno un anno. Troppo variopinta e chiassosa l’opposizione del Campidoglio, quella che fino a pochi mesi fa era alla guida dell’Urbe. Un po’ più di misura e di prudenza non guasterebbe e aiuterebbe a evitare quel “fronte contro fronte” che non aiuta a sviluppare giudizi sereni. Tuttavia non si può dire che i primi passi della nuova amministrazione siano stati felici. Innanzitutto i tempi e i modi a cui si è pervenuti a nominare la giunta. Il complicato percorso ci ha aiutato a capire anche la geografia del movimento, almeno per quel che riguarda Roma.

Ad esempio, abbiamo appreso che a Roma esiste un mini direttorio e questo organo si comporta come qualsiasi strumento partitocratico della prima, e anche della seconda, Repubblica. Vuol decidere o quanto meno condizionare la nomina degli assessori. E questo in barba ai poteri del sindaco democraticamente eletto. Quindi il movimento, o partito, vien prima del popolo, visto che il direttorio non è stato eletto da nessuno. Poi siamo venuti a conoscenza di chi conta effettivamente nel direttorio. Ad esempio questa Lombardi che ha fatto la voce grossa per ottenere assessori a lei legati, o questa Taverna che ha fatto altrettanto, mentre lo stesso Di Battista e perfino il napoletano Di Maio hanno avanzato pretese di candidatura.

Fatto sta che la Giunta Raggi è stata l’ultima ad essere nominata tra le diciannove uscite dall’urna delle città capoluogo di provincia. La lottizzazione (non mi viene un altro modo di definirla) ha addirittura interessato il capo di gabinetto e il suo vice, in una altalenante palleggio tra Frongia e Marra, poi annulati entrambi dalla Morgante, mentre i media nazionali hanno parlato di un sindaco che avrebbe minacciato le dimissioni e di un dossier segreto contro Marcello De Vito, esponente vicino a Roberta Lombardi e alla senatrice Paola Taverna, le due donne che hanno complicato, e parecchio, la vita di Raggi.

Come se non fosse bastato, dopo aver trovato col bilancino la quadra, la Raggi è stata subito chiamata a far fronte al caso Muraro, assessore all’ambiente della sua giunta e in passato consulente ben pagata dell’Ama, l’azienda dei rifiuti romana più volte al centro delle polemiche degli stessi Cinque stelle. Delle due l’una. O la Muraro ha dato pessimi consigli a questa azienda, visti i risultati, oppure è stata una consulente poco ascoltata. In entrambi i casi i suoi emolumenti sono parsi eccessivi. Da tutto questo emergono tre sensazioni iniziali (i giudizi andranno espressi piû tardi). La prima è che, come già anticipato, i Cinque stelle siano un pezzo di partitocrazia, con tanto di capi bastone, che tendono ad accapararsi e dividersi il potere. La seconda è che non solo il governare, ma anche l’amministrare, sia arte assai più complicata del protestare, soprattutto in una città come Roma e da parte di giovani inesperti. La terza è che può capitare anche ai Cinque stelle di compiere scelte avventate se non sbagliate. Vedremo adesso gli sviluppi. Pensiano però, se tutto questo fosse capitato agli altri, come avrebbero reagito dall’opposizione lorsignori con quel supposto intransigente candore…..

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Commenti all'articolo
  1. Ma perché il “Sor Renzi” ha liquidato Marino? Tutte le buone idee del PD romano e nazionale potevano ben essere fatte transitare verso la giunta allora in carica. L’Avantionline pubblicò un interessante articolo delle ragione per le quali bisognava difendere Marino. Forse bisognerebbe ripartire dall’analisi di quel testo.

  2. Sono abbastanza d’accordo. Mi viene spontanea un’osservazione:
    è cambiato qualcosa dai tempi di ‘essere o non essere? questo è il problema’ ? Sembra che vada per la maggiore che in politica o si è onesti (quindi non si arriva da nessuna parte) o si è competenti, semi competenti ma soprattutto ammanicati come concetto di vita, e allora si arriva, magari temporaneamente, da qualche parte. Solo chi dorme poteva pensare che con la Raggi cambiasse qualcosa di sostanzioso… Lasciarla lavorare, senza contrapporsi subito, è giusto. Nel frattempo, quando esco di casa che faccio? indosso la mascherina per evitare l’emanazione da cassonetti in stato pre- medio evo?.
    Se almeno quando si è in fase pre elettorale qualcuno smettesse di dire che se sarà eletto risolverà tutto e subito, fosse onesto, dicesse che i problemi sono complicati… Evitasse i cartelloni : quando ci sarò io ci saranno miracoli ago-go?

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