domenica, 11 dicembre 2016
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Opinioni e commenti
 

REFERENDUM, UN SÌ LAICO
Pubblicato il 04-08-2016


aula-camera-vuotaUna conferenza stampa per presentare i Comitati per il Sì al Referendum Costituzionale di novembre. A prenderne parte il segretario del Psi Riccardo Nencini, Benedetto Della Vedova, sottosegretario agli Affari Esteri, la Senatrice Alessandra Bencini e Giovanni Negri, promotore de ‘Radicali per il sì’. Esponenti di culture politiche diverse seduti allo stesso tavolo per lanciare un appello e annunciare la costituzione di comitati laici, liberali, radicali, socialisti per sostenere la riforma costituzionale. Tra i presenti Oreste Pastorelli e Gian Franco Schietroma.
Nencini ha evidenziatola trasversalità della composizione dei comitati che come ha sottolineato nel suo intervento non hanno “il bollo dall’appartenenza politica” bensì sono comitati aperti. “Presentiamo – ha esordito – dei comitati laici, liberali, radicali, socialisti. Il partito democratico è impegnati per il Sì, qualche giorno fa altri comitati hanno preso vita, oggi si aggiungono le nostre opinioni nel sostegno alla riforma”.

“Allo stesso tempo – ha proseguito Nencini – faremo una campagna per la riforma della legge elettorale, anche se le cose stanno su piani diversi”. Chi si è schierato per il No al referendum pesca spesso citazioni provenienti da un Pantheon azzardato. Si fa il nome di Calamandrei. Ma Calamadrei non risparmiò critiche alla Costituzione vigente e vedeva con sospetto il bicameralismo perfetto”. “La riforma – ha proseguito – non è solo la diversa natura del Senato. Sono diversi i punti della Costituzione che vengono modificati. Ne cito due. Il 50% dei ricorsi alla Corte Costituzionale sono figli di una inadeguata divisione di attribuzione di competenze tra Stato e Regioni. Ora le competenze sono molto meglio definite”. Come secondo punto Nencini ha citato l’istituto referendario. “Il referendum propositivo mette l’Italia in condizione di mobilitare concretamente l’opinione pubblica su temi di valenza nazionale”.

Alessandra Bencini, del gruppo Misto, ha aggiunto che questa riforma “non è l’ottimo, ma un giusto compromesso”. Per Benedetto Della Vedova i diversi comitati, contenenti esperienze variegate e differenti, dimostra che il referendum “non è una faccenda personale che riguarda il primo ministro e il Pd”. “Non possiamo fare come Bertoldo. La riforma perfetta non ci sarà mai, ma una riforma che contiene errori può essere modificata”. Giovanni Negri ha voluto evidenziare di non essere un fan del Governo Renzi: “Ma la mia battaglia per il Sì è perché non mi piace la logica del tanto peggio tanto meglio”. “Il fronte del No – ha aggiunto – deve essere sfidato a dire quali potranno essere le conseguenze politiche di un voto sfavorevole. Inoltre questa è una occasione per superare il bicameralismo perfetto e rafforzare l’istituto del referendum”.

Daniele Unfer

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