giovedì, 8 dicembre 2016
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Opinioni e commenti
 

Referendum. Nascono i comitati per il Sì
Pubblicato il 03-08-2016


SenatoReferendum e legge elettorale e sono i temi caldi dell’estate. La data del primo ancora non è nota, presumibilmente a novembre. La riforma costituzionale è il punto su cui lo scontro tra maggioranza ed opposizione è più forte. Da una parte il governo e le forze che lo appoggiano che sulle riforme hanno incentrato il lavoro degli ultimi due anni, dall’altra le opposizioni che saldano la loro contrarietà nel voto referendario.
Di riforme ha parlato il premier attaccando il movimento 5 Stelle: Instabilità politica, distruzione della prospettiva di crescita e anche il rischio, se si guarda ai sondaggi, che il M5s possa andare a guidare il Paese. Sarebbero queste alcune delle conseguenze della vittoria del No al referendum costituzionale, secondo Matteo Renzi. Il premier ha aggiunto che non userà questi argomenti in campagna elettorale e si dice “sicuro di vincere” sfruttando la forza delle ragioni di merito della riforma.

Nascono intanto i comitati per il Sì ‘extra Pd’. Il Psi annuncerà giovedì la propria iniziativa in questo senso. Presso la Sala Stampa Camera dei Deputati si terrà infatti una Conferenza Stampa per presentare i Comitati per il Sì al Referendum Costituzionale di novembre. A prendere parte alla conferenza stampa ci saranno: Riccardo Nencini, segretario del Psi, Benedetto Della Vedova, sottosegretario agli Affari Esteri, la Senatrice Alessandra Bencini e Giovanni Negri, promotore i ‘Radicali per il sì’. Esponenti di culture politiche diverse siederanno allo stesso tavolo per lanciare un appello e annunciare la costituzione di comitati laici, liberali, radicali, socialisti per dire Sì al Referendum costituzionale. Saranno presenti anche parlamentari e dirigenti socialisti.

Iniziativa analoga per i centristi posizionati, che nel giorno dell’ufficializzazione del gruppo unico Ala-Sc, si trovano uniti sul sì al quesito referendario. Una piattaforma che riunisce Ncd, una fetta di Udc (rappresentata da Gianpiero D’Alia), Ala-Sc, tosiani e Moderati di Giacomo Portas sotto il medesimo ombrello del Si’. Ma Verdini non tarda a far notare che, sondaggi alla mano, sul referendum “la mela è spaccata, noi siamo in grado spostare qualche punto percentuale, di essere decisivi”. E in tal caso il peso di questo nuovo raggruppamento non tarderebbe a farsi sentire. Un ragionamento evidentemente che vale anche per l’Italicum. Ma Lorenzo Guerini commenta: “Tutti sono determinanti, soprattutto gli italiani”.

Dalla minoranza Dem emergono intanto nuovi malumori, in vista della consultazione, con il leader della sinistra Pd Roberto Speranza che si aspetta “che il Pd apra un’azione formale sulla legge elettorale. C’e’ un clima nuovo a favore delle modifiche, non si può perdere l’occasione”. Questo lo dimostrano “autorevoli posizioni come l’ultimo articolo di Veltroni, le dichiarazioni di Napolitano, le posizioni di Orfini e Franceschini – sottolinea Speranza -. Oggi anche Renzi dice parole diverse  sull’Italicum. Ma non bastano le parole: bisogna cambiare il sistema di voto, il Pd deve fare sul serio e avere il coraggio di affrontare subito questa materia”.
Fuori dai denti, altri parlamentari della minoranza ribadiscono che cambiare l’Italicum è l’unico modo per recuperare un pezzo di partito pronto a votare No.

Ginevra Matiz

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