lunedì, 5 dicembre 2016
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Opinioni e commenti
 

Siria. La Turchia attacca i curdi, scontro con gli Usa
Pubblicato il 29-08-2016


Curdi-YPGLa ‘pulizia’ turca contro il nemico curdo travalica i confini e arriva in Siria, dove nelle ultime 24 ore l’artiglieria turca ha colpito 20 obiettivi di “terroristi” nella regione di Jarablus, nel nord della Siria, con un totale di 61 colpi sparati. Lo riferisce il bollettino dell’esercito di Ankara, senza precisare se si tratta di postazioni dell’Isis o delle milizie curde dell’Ypg, entrambi finiti sotto attacco dall’inizio dell’operazione “Scudo dell’Eufrate”, lanciata mercoledì scorso. “35 civili – riporta l’Osservatorio siriano per i diritti umani – sono morti in seguito ai raid aerei turchi a sud di Jarablus”, mentre l’esercito libero siriano sostenuto dai turchi verso la città di Munbij, liberata all’inizio del mese dai miliziani del Sdf (Forze democratiche siriane, a maggioranza curda). Proprio la notizia, arrivata in queste ore, di attacchi contro le truppe curdo-siriane hanno portato all’intervento degli Stati Uniti. Gli scontri tra l’esercito turco e le forze curde in aree dove Isis non è presente sono “inaccettabili e fonte di forte preoccupazione”. A riferirlo è l’inviato speciale di Obama per la lotta all’Isis, Brett McGurk, che cita un intervento del portavoce della Difesa americana, Peter Cook.
Gli Stati Uniti, che avevano appoggiato l’ultimatum di Ankara sul ritiro dell’Ypg oltre l’Eufrate proprio per mantenere un equilibrio con le richieste politiche di Ankara, attaccano ancora: “Non siamo stati coinvolti in queste attività e non le sosteniamo. Di conseguenza, invitiamo tutti gli attori armati a prendere le misure appropriate per fermare le ostilità e aprire canali di comunicazione, focalizzandosi sull’Isis, che rimane una minaccia letale e comune”, scrive su Twitter l’inviato speciale di Obama per la lotta all’Isis, Brett McGurk, attribuendo le frasi al ministero della Difesa.
“Faremo qualunque sforzo per ripulire la Siria da Daesh. Quanto alla questione del partito terrorista [curdo] dell’Unione democratica (Pyd) noi avremo esattamente la stessa determinazione”, afferma il Presidente turco Erdogan.
“Siamo pronti e determinati a ripulire la regione dai gruppi terroristici – ha detto – ecco perché siamo a Jarablus, ecco perché siamo a Bashiqa (in Iraq). Se necessario, noi non mancheremo di assumerci la stessa responsabilità in altre aree. Non permetteremo assolutamente alcuna attività terroristica vicino ai nostri confini”.
La Turchia ha avvertito che continuerà la sua offensiva contro l’Ypg finché queste non manterranno l’impegno di ritirarsi a est del fiume Eufrate, portando alla controffensiva curda che, nel tentativo di puntare su obiettivi militare, ha invece colpito per errore l’aeroporto di Diyarbakir.
La guerra civile tra curdi e turchi rischia di perpetrarsi anche in Siria, dove ogni tipo di trattativa portato avanti tra Governo e Ribelli sembra ormai arenato.

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