sabato, 10 dicembre 2016
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Opinioni e commenti
 

RICOSTRUIRE
Pubblicato il 30-08-2016


terremotoamatrice60701Dopo la tragedia è arrivato il momento per le popolazioni colpite dal sisma del 24 agosto di ricominciare. Sono ben 3554 le persone ospitate nei campi e nelle strutture allestite dopo il terremoto. Lo rende noto la Protezione Civile. 999 persone trovano alloggio in quelle messe a disposizione nel Lazio, in 1351 trovano posto nelle Marche, 1072 persone trovano alloggio nelle aree e strutture predisposte in Umbria e un centinaio di persone risultano alloggiate in aree dell’Abruzzo. “La disponibilità complessiva è di oltre 5871 posti, ai quali si aggiunge la possibilità di predisporre ulteriori moduli secondo necessità”, spiega la Protezione Civile.

Sempre la Protezione Civile ha predisposto un capannone per i funerali di oggi ad Amatrice, dove sono attesi Matteo Renzi, Sergio Mattarella e Laura Boldrini. Due grosse tensostrutture copriranno il cortile dove avverrà la funzione: nella prima, con circa 1300 posti a sedere, dove è stato posto l’altare, ci saranno i feretri, i familiari delle vittime e le autorità; nella seconda la stampa. Numerosi gli interventi per risolvere i problemi di viabilità che in un primo momento avevano portato il prefetto a decidere di celebrare a Rieti le esequie. Ma le proteste dei cittadini hanno portato il Presidente del Consiglio a rivedere la decisione di portare i funerali a Rieti. La cerimonia sarà celebrata dal vescovo di Rieti, Domenico Pompili, e ancora non è stato reso noto se le bare potranno poi essere tumulate nel cimitero di Amatrice o se alcune dovranno essere dirottate altrove perché anche il camposanto è stato colpito dal sisma, soprattutto la parte vecchia e numerose tombe di famiglia sono inagibili.

“C’è una ricostruzione da coordinare nel modo più saggio e più rapido. Giusto fare in fretta, ma ancora più giusto fare bene e soprattutto con il coinvolgimento delle popolazioni interessate”, ha detto nei giorni scorsi il Presidente del Consiglio, Matteo Renzi, annunciando il progetto ‘Casa Italia’.

“All’Europa diciamo che quello che serve per questa cosa lo prendiamo, punto”, ha detto Renzi in un’intervista al Tg1, senza indicare possibili cifre, a proposito del finanziamento del progetto per la messa in sicurezza del territorio italiano. Una portavoce dell’esecutivo Ue ha detto che “in base alle regole comunitarie, ci sono modi per escludere [dai saldi] i costi di breve termine per le emergenze a seguito di catastrofi naturali”. Sì alla flessibilità per le misure di ricostruzione ma “a breve termine”, per cui le attuali regole Ue già prevedono la loro esclusione da calcolo del deficit come già è stato fatto per i terremoti di Abruzzo e Emilia-Romagna.

Tuttavia proprio i fondi per il sisma e il terremoto hanno portato in luce ancora una volta scandali e inadempienze: nei luoghi colpiti dal sisma molti edifici di recente ristrutturazione sono crollati come cartapesta. Il procuratore capo di Rieti, Giuseppe Saieva, sta disponendo numerosi sequestri di edifici pubblici ad Amatrice e ad Accumoli. L’Anac, l’autorità anti-corruzione guidata da Raffaele Cantone, ha chiesto alla Guardia di Finanza di acquisire la documentazione relativa alle gare per i lavori di ristrutturazione della scuola di Amatrice e in particolare di svolgere accertamenti sugli affidamenti degli appalti.

La scuola di Amatrice

La scuola di Amatrice

Dopo i due ultimi terremoti, quello in Umbria nel 1997 e quello a L’Aquila nel 2009, hanno portato a Rieti e provincia 84 milioni per ricostruire, soldi mal spesi o rimasti ‘nel cassetto’. La burocrazia ha bloccato 611mila euro erogati dalla Regione nel 2014 proprio per interventi antisismici di sei ponti della Provincia di Rieti, ma mancando i progetti quei soldi non sono stati usati.

Mentre nel 1997 i fondi messi a disposizione dallo Stato (79 milioni) sono stati utilizzati per ristrutturare i palazzi e gli edifici delle cittadine ad alto rischio sismico piuttosto che adeguarli per il terremoto. 200mila euro della scuola Capranica, 250mila euro della Chiesa Santa Maria Liberatrice, 400mila del Teatro di Amatrice, 90mila della Torre civica di Accumoli, e 260mila della Chiesa di Sant’Angelo: tutti edifici crollati o danneggiati.
Senza dimenticare i fondi destinati ad alcune strutture, ma ‘deviati’ ad altre: come gli 800mila euro stanziati per il municipio di Amatrice e spostati sull’istituto alberghiero. O ancora i recentissimi collaudi effettuati su palazzi andati poi completamenti distrutti.

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