lunedì, 5 dicembre 2016
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Opinioni e commenti
 

Turchia, Locatelli: “In atto repressione inaccettabile”
Pubblicato il 04-08-2016


erdoganDopo le rappresaglie di Erdogan come risposta al tentato colpo di Stato dello scorso 15 luglio, la Turchia si è trovata sempre più isolata da un punto di vista politico e diplomatico. Una conseguenza non solo delle repressioni interne ma anche dell’atteggiamento aggressivo che il governo turco ha assunto verso alcuni dei suoi alleati, tra cui Stati Uniti e paesi europei. Dopo il tentato golpe, decine di migliaia di dipendenti pubblici sono stati licenziati, tra cui centinaia di giudici e ufficiali dell’esercito e della polizia; migliaia di persone sono state arrestate, l’informazione messa a tacere con 131 tra testate e organizzazioni giornalistiche che sono state chiuse dalla magistratura. Poi il presidente turco Recep Tayyip Erdogan ha litigato con il governo americano – che ha accusato di avere sostenuto il colpo di stato – con l’Unione Europea e anche con Matteo Renzi, su un’inchiesta che coinvolge il figlio di Erdogan.

Alla Camera dei Deputati si è svolto mercoledì 2 agosto, un dibattito sulle linee della politica europea ed estera dell’Italia alla luce delle recenti emergenze internazionali. Al centro ovviamente i fatti della Trurchia.
Intervenendo in Aula per dichiarazione di voto sulle mozioni, Pia Locatelli capogruppo del Psi a Montecitorio, ha affermato che “il maldestro e fallimentare push militare, che tutti abbiamo condannato, è servito a Erdogan a mettere in atto una repressione. All’indomani del tentato colpo di stato abbiamo assistito all’arresto di migliaia tra giudici, giornalisti, docenti, avvocati, intellettuali, come se ci fossero liste di proscrizione già pronte, in attesa di essere usate”. “E’ chiaro – ha detto ancora – che a Erdogan delle minacce dell’Europa e di un ingresso della Turchia nell’Unione importa ben poco. Dalla sua ha una micidiale arma di ricatto che è la gestione dei profughi, che nemmeno sono considerati tali, sono solo ‘ospiti temporanei’. L’ accordo UE Turchia ci ha visto sempre critici e dovrà essere rivisto. Siamo consapevoli del fatto che la Turchia è un alleato strategico in un area di primaria importanza geopolitica, ma non possiamo assolutamente tollerare azioni non compatibili con la civiltà giuridica europea. Anche la Realpolitik – ha concluso – ha i suoi limiti. E lo Stato di diritto i suoi doveri”.

Redazione Avanti!

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