sabato, 3 dicembre 2016
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Opinioni e commenti
 

Atp di Wiston-Salem e Wta di New Haven a Carreno Busta e a Radwanska
Pubblicato il 31-08-2016


carreno bustaAd anticipare gli Us Open, il Wta di New Haven e l’Atp di Wiston-Salem hanno regalato due finali entusiasmanti piene di sorprese. A partire dalle rivelazioni dei tornei. Il femminile ha visto il ritorno di Agnieszka Radwanska. La polacca ha trionfato, consolidando così la posizione numero 4 del ranking mondiale. Si è imposta facilmente per 6/1 nel primo set in finale sull’emergente talentuosa Elina Svitolina. L’ucraina ha stupito tutti per la facilità con cui è arrivata sino in fondo al torneo, sconfiggendo in semifinale (per 6/4 6/2) l’altra “new entry” e scoperta tennistica: la svedese Johanna Larsson, in grado di eliminare anche la nostra Roberta Vinci con il punteggio di 7/6 6/1. Risultato diametralmente opposto, quest’ultimo, e invertito a quello della finale. Del primo parziale agevole per la Radwanska in finale avevamo già detto; il secondo, invece, ha visto un match molto più lottato ed equilibrato con diversi ribaltamenti di situazione: dopo diversi break e contro-break, prima è stata la polacca ad andare a servire sul 5-4; poi è stata la volta dell’ucraina che ha rischiato di chiuderlo per 7/5; infine il giusto tie-break che ha visto trionfare la giocatrice più esperta e in grado di mettere in campo giocate di vero e puro estro tennistico, con cui ha fatto la differenza. Agnieszka ha cercato molte volte la soluzione vincente con le smorzate e le palle corte, che sono risultate un ottimo modo per chiudere il punto; tuttavia, però, dopo ha visto una maggiore aggressività della Svitolina, che la ha attaccata venendo anche a rete e mettendola un po’ in difficoltà; anche se i recuperi della n. 4 al mondo sono sempre stati straordinari. Ci si sarebbe aspettati, infatti, una semifinale più lottata e faticata contro Petra Kvitova, che invece si è arresa dopo un deludente doppio 6/1, in una partita senza storia in cui la ceca è stata irriconoscibile rispetto agli incontri precedenti in cui aveva giocato bene. Tuttavia con la finale raggiunta al Wta di New Haven (nel Connecticut), la Sviltolina diventerà n. 19 del mondo, guadagnando posizioni preziose.
Altre due rivelazioni sono arrivate anche dall’Atp di Wiston-Salem nella Carolina del Nord. Il suolo americano, con il suo cemento e la sua superficie veloce di gioco, hanno favorito l’emergere di due giovani: il finalista e vincitore del torneo, lo spagnolo Pablo Carreno Busta; e l’altro, il semifinalista, ovvero l’australiano John Millman. Quest’ultimo si è arreso solamente al penultimo turno al primo per 6/4 7/6, ma ha mostrato uno stile, una tecnica e una tattica brillanti, di un tennis vivace e pieno di coraggio, con cui non si è fatto intimorire da nessuno, neppure dal francese Richard Gasquet (super favorito del torneo), che ha eliminato ai quarti per 7/6 6/3. Viceversa ha eseguito un vero e proprio show lo spagnolo, nel derby in finale contro il più esperto connazionale Roberto Baptista Augut. E il più “veterano” dei due sembrava destinato a trionfare; infatti nel primo set si è imposto con abbastanza semplicità, grazie alla sua esperienza, con astuzia; con cui ha vinto al tie-break un set non facile comunque. Dopo c’è stata la risposta di carattere del più giovane dei due, che non ci stava a perdere ed ha cominciato ad essere più incisivo ed aggressivo. Da sancire con un altro tie-break, il secondo set ha visto Carreno Busta imporsi e portare il match al terzo; nell’ultimo parziale ha continuato ad attaccare e a mettere pressione al suo avversario, mandando in confusione e in “sofferenza” Baptista Augut. Lo ha vinto con 6/4, grazie a un break più che sufficiente per portare a casa il risultato e un primo torneo Atp che lo lancia nell’universo del tennis mondiale a pieno regime.
Oltre a Richard Gasquet, ha sprecato un’occasione nell’Atp di Wiston-Salem, anche Viktor Troicki. Il serbo, dopo essere riuscito a rimontare in semifinale contro Baptista Augut, ha sciupato l’opportunità di arrivare quantomeno in finale nel terzo set, dove si è arreso per 6/2. Forse gli ha nuociuto un po’ di stanchezza per un confronto comunque lottato e faticato: con un primo set finito per 7/5 a favore dello spagnolo, il secondo conquistato dal serbo al tie-break e il terzo finito per 6/2, che ha significato quasi una resa da parte di Troicki. Sicuramente un po’ di affaticamento fisico non è da escludere e non stupisce: lo abbiamo riscontrato nettamente in più circostanze anche in Baptista Augut. I tennisti, poi, hanno fatto ricorso più volte a un salsicciotto di ghiaccio intorno al collo per rigenerarsi e riprendersi dall’accaloramento e dall’affaticamento. Può darsi che anche per questo si sia imposto il giovane Pablo Carreno Busta, più fresco fisicamente, ma anche più predisposto mentalmente in quanto pronto a giocarsi il tutto per tutto, a lottare sino alla fine per quello che poteva rappresentare, al contempo, il torneo e l’occasione della sua vita. La spregiudicatezza e l’incoscienza con cui ha tirato i colpi a tutto braccio, rischiando molto su quasi ogni punto, ne sono una prova. Le stesse (neppure a dirlo) avute dalla polacca, scatenata.
A onor del vero la Kvitova, al di là del risultato che non è veritiero sotto questo aspetto, le ha tentate tutte contro la Radwanska ed è stata penalizzata da un po’ di sfortunata su diversi colpi; senza nulla togliere alla polacca, decisamente in forma ed ispirata, a cui è riuscito pressoché tutto in campo.

Barbara Conti

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