domenica, 4 dicembre 2016
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Opinioni e commenti
 

L’importanza del verbo
Pubblicato il 23-09-2016


A 100 anni dalla nascita di Aldo Moro, nato il 23 settembre, mi sono abbandonata alla rilettura delle meste lettere d’amore che lo statista scrisse all’amatissima moglie, durante la sua prigionia.

Si ritrova a immaginarla, lambirla con la mente. Comprende ancora di più quanto sia importante quando “rotto il ritmo delle cose, esse, nella loro semplicità, risplendono come oro nel mondo”.

E le sue parole accarezzano, come brividi, nell’immenso isolamento, che Moro chiama, semplicemente, Calvario “ripercorrendo gli itinerari, splendidi, della vita a due con l’amata”.

Anche il semplice definirsi “Tuo” rende l’idea di quanto bene ci fosse tra i due coniugi. Un amore sempre sereno, risoluto. Come le cose fisse che pervadono la vita. Luci splendenti nella cornice buia della monotona quotidianità. Cose che il mondo di oggi, sempre più liquido, ci nega.

Magari si ricominciassero a scrivere lettere d’amore. Per saldare, imperituramente, i sentimenti. Senza indeterminatezza. O, citando Moro, “che di tutto resti qualcosa”. Perché le parole hanno un potere immenso: nel bene e nel male.

Dovremmo imparare, tutti, da questo. Sta nel sottile filo delle parole dichiarate con urgenza tutto il ghiribizzo dell’amore. Ricominciamo tutti a scrivere a chi teniamo. Poco male se sia per e-mail, per Whatsapp o sms.

Alessia Chinellato

Alessia Chinellato

Giornalista e #blogger, studio le ricadute che i #social network hanno sulla vita dell'uomo medio. Come lo aiutano, quanto lo illudono. Perché una marea di connessioni talvolta equivale al deserto relazionale. Nella prossima vita sarò The Hammer. Su Twitter @alechinellato

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