lunedì, 5 dicembre 2016
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Opinioni e commenti
 

HABEMUS DATA
Pubblicato il 26-09-2016


referendum1tgIl Consiglio dei ministri ha deciso la data in cui si voterà per il referendum costituzionale: domenica 4 dicembre. Il giorno proposto dal premier Renzi e su cui il governo ha dato il suo via libera. Le date possibili erano tra il 27 novembre e il 4 dicembre. Ma qualsiasi data sarebbe stata scelta, l’unica cosa certa è che le polemiche non sarebebro mancate.

Il referendum, aveva detto Renzi in precendeza al Washington Post “può dare finalmente stabilità all’Italia”, ricordando che il voto “non è sulla mia carriera e sulle mie dimissioni” ma riguarda “il potere delle regioni, il numero dei parlamentari e la riduzione della burocrazia in Italia”. Un referendum che divide. E non solo maggioranza e opposione ma anche all’interno degli schieramenti gli orientamenti sono diversi. E soprattutto all’interno del Pd. I vertici e la maggioranza del partito infatti sono schierati per il sì mentre  la minoranza di Speranza e Cuperlo minaccia di votare no senza un impegno stringente del governo a modificare la legge elettorale.

Anche la Cei si è sentita in dovere di dire la sua facendo un appello in cui il Cardinal Bagnasco parla di “importante appuntamento”. “Come sempre – ha detto ancora –  quando i cittadini sono chiamati ad esprimersi esercitando la propria sovranità, il nostro invito è di informarsi personalmente, al fine di avere chiari tutti gli elementi di giudizio circa la posta in gioco e le sue durature conseguenze”.

Ad essere decisivo è il voto, non la data, ha detto l’ex Presedente del Consiglio Romano Prodi. Mentre il ministro per le Riforme Maria Elena Boschi respinge ogni paragone con la brexit. “Il nostro è un referendum decisivo: tutti noi cittadini italiani saremo determinanti per far diventare realtà la riforma costituzionale. Dopo oltre 30 anni di tentativi falliti di modificare la Costituzione, tra qualche settimana con il referendum avremo l’opportunità di farlo davvero”, sottolinea Boschi. Per Matteo Colaninno “con l’indicazione che arriverà oggi dal Consiglio dei ministri inizierà la grande volata verso il referendum costituzionale, un appuntamento importante che sancirà l’ultimo passaggio di un percorso di grande cambiamento. Il nostro Paese sarà più stabile e più facilmente governabile grazie a una riforma che taglia gli sprechi e rende più efficienti le nostre istituzioni”.

Sempre sulle barricate le opposizioni. Continuano infatti a protestare Forza Italia e Sinistra italiana, per il fatto di non essere stati ‘consultati’ sulla scelta della data.

Questo il questio che aparirà nella scheda elettorale per il referendum: “Approvate voi il testo della legge costituzionale concernente ”Disposizioni per il superamento del bicameralismo paritario, la riduzione del numero dei parlamentari, il contenimento dei costi di funzionamento delle istituzioni, la soppressione del Cnel e la revisione del titolo V della parte II della Costituzione’ approvato dal Parlamento e pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 88 del 15 aprile 2016?”.

Perchè il referendum sia valido non è necessario il raggiungimento del quorum. Vince dunque la scelta indicata dalla maggioranza di chi va a votare.

Redazione Avanti!

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Commenti all'articolo
  1. Il NO significa cambiamento utile e concordato. Il Si significa conferma di una visione verticistica e inefficace della democrazia (intesa come un voto –manipolato- ogni 5 anni e chisssenefrega della coesione sociale, roba da Thatcher).
    Come ANPI, ARCI, CGIL, Libertà & Giustizia, centinaia di Comitati per il NO.
    P.S. Quel poco che resta del PSI, ha un’ultima occasione per dimostrarsi autonomo -prima dal berlusconismo e ora dal renzismo.

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