lunedì, 5 dicembre 2016
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Opinioni e commenti
 

A un mese dal sisma, Renzi: “Ricostruiremo tutto”
Pubblicato il 23-09-2016


Il presidente del Consiglio Matteo Renzi con Vasco Errani (S), commissario straordinario di Governo per la ricostruzione nelle aree colpite dal terremoto, al termine della conferenza stampa ad un mese dal terremoto nel centro Italia, Roma, 23 settembre 2016. ANSA/ETTORE FERRARI

ANSA/ETTORE FERRARI

Ad un mese dal terremoto che ha sconvolto l’Italia centrale, il vice ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti Riccardo Nencini, ha effettuato un sopralluogo nelle zone maggiormente interessate dal sisma. Nencini ha incontrato gli amministratori locali di Umbria e Marche per un ragguaglio sull’avvio della ricostruzione post-terremoto. Stamane, accompagnato dal consigliere regionale Silvano Rometti e dell’assessore ai Trasporti dell’Umbria, Giuseppe Chianella, ha raggiunto Norcia per fare il punto con il sindaco Nicola Alemanno e gli amministratori dell’Alta Valnerina. Dall’incontro è emerso che l’Alta Valnerina, in seguito al terremoto, si trova in una situazione di estrema fragilità per cui è necessario attuare subito politiche in grado di frenare l’esodo delle famiglie dal territorio oltre che politiche di rilancio dell’economia locale. Il vice ministro Nencini ha affermato: “questo territorio, di cui vanno apprezzati la forza e il senso civico, non sarà lasciato solo dal Governo che punta, anche attraverso il progetto “Casa Italia”, a mettere in sicurezza il Paese partendo dalla prevenzione fino al sostegno fiscale. Un obiettivo che non riguarderà solo le abitazioni private ma anche il patrimonio pubblico. Tornerò di nuovo a Norcia anche quando si saranno spente le luci dei riflettori” ha detto il vice ministro Nencini prima di lasciare la città, diretto ad Arquata del Tronto e poi a Macerata. “Ovunque ho trovato un’Italia Che si è rimboccata le maniche. A Norcia, ad Arquata, nei comuni del Maceratese”- ha aggiunto. “Ora il decreto legge per le zone duramente colpite dal sisma e ripartire con la ricostruzione”- ha concluso.
A un mese dal sisma del 24 agosto a Palazzo Chigi si cerca di fare il punto della situazione, in una conferenza stampa insieme al commissario Vasco Errani e al capo della Protezione civile Fabrizio Curcio, Matteo Renzi ha assicurato che verrà ricostruito tutto “come era prima e più bello di prima”. I danni sono stimati in non meno di 4 miliardi “ma è un’analisi che va verificata punto punto, il terremoto ha colpito non solo luoghi dove ci sono state vittime ma ha creato lesioni importanti in altre zone”, ha aggiunto Renzi.
“Il nostro obiettivo – ha aggiunto Renzi -, per le prime e le seconde case e per gli esercizi commerciali, è riportare tutto a come era prima”.
Attualmente sono circa 3 mila le persone assistite, 2.500 ancora in tenda, anche se a giorni comincerà una drastica riduzione della popolazione in tendopoli. Ci vorrà pero’ ancora del tempo, circa 7 mesi, per l’arrivo delle casette in legno. Il decreto sulla ricostruzione sarà pronto per il 2-3 ottobre. Inoltre i 15 milioni di euro donati via sms per la ricostruzione, così come assicurato da Errani, saranno spesi con un attenta programmazione degli interventi che guardi al futuro, all’insegna della massima trasparenza. I quattro presidenti di regione saranno “vice commissari” per la ricostruzione e durante la conferenza è stato confermato il rinvio degli adempimenti fiscali, la deroga al patto di Stabilità dei Comuni e sulle assunzioni del personale negli enti locali per provvedere alla ricostruzione.
A Palazzo Chigi il commissario alla Ricostruzione Vasco Errani spiega: “Lavoreremo al miglioramento e all’adeguamento sismico che assicuri che con un 6.0 non ci siano crolli e in quei comuni non si rischierà più la vita”. Poi annuncia: “Nel decreto verranno puntualmente identificate aree interne dove insisteremo con politiche di rinvio e di termini fiscali, soluzioni in relazione al nuovo patto di Stabilità dei Comuni, deroga per le assunzioni del personale per consentire agli enti locali di svolgere le attività relative alla ricostruzione, politiche per la riattivazione per il rilancio dell’economia, dal punto di vista del credito e dell’utilizzo dei fondi strutturali”.
E il capo della Protezione civile Fabrizio Curcio conferma che le tendopoli stanno per essere abbandonate. “Sta continuando l’attività di assistenza – dice -. Ci sono circa 3mila assistiti, di cui 2500 ancora in tenda. La nostra priorità è chiudere le tendopoli e in questo fine settimana ci sarà una riduzione importante: c’è la convinzione da parte di molti di lasciare le tende”.

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