venerdì, 2 dicembre 2016
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Opinioni e commenti
 

Appalti, Anac tra dubbi e caos sulle attestazioni SOA
Pubblicato il 05-09-2016


delrio_cantoneC’è ancora qualche difficoltà in merito all’applicazione del nuovo Codice degli Appalti, in particolare per alcuni aspetti tecnici come le attestazioni SOA, al punto che di recente l’Anac è intervenuta per apportare dei chiarimenti. Inoltre, la cronaca racconta anche della scoperta di un gruppo che forniva false attestazioni.

Non bastano le difficoltà tecniche, si aggiungono anche gli illeciti. È questa la fotografia del settore degli appalti in Italia, purtroppo, che quasi ogni giorno subisce un colpo d’immagine a causa di notizie relative a scandali e operazioni fuori dai confini della legalità. Non parliamo soltanto dei problemi più grandi (come l’ultima rivelazione sull’Expo di Milano), ma anche di fatti più concreti e pratici, come il rilascio di false attestazioni.

Operazione a Roma. È quello che hanno scoperto i Finanzieri del Nucleo Speciale Anticorruzione della Guardia di Finanza di Roma, coordinati dalla Procura della Repubblica di Roma, che hanno bloccato una vera e propria associazione a delinquere che forniva il rilascio illecito di attestazioni SOA, ovvero la specifica certificazione obbligatoria alle imprese per partecipare a gare di appalto per l’esecuzione di lavori pubblici, che serve per attestarne la capacità economica, professionale e tecnica nell’esecuzione delle opere oggetto di aggiudicazione.

Dagli illeciti ai dubbi. Queste procedure ovviamente inquinano l’intero settore e vanno a tutto discapito della trasparenza e della concorrenza, rendendo ancor più complicata la vita delle imprese oneste. Come dicevamo, però, non sono solo questi i problemi nei quali incappano gli operatori del mondo degli appalti in Italia: lo sanno bene gli esperti di Appaltitalia, portale che è nato proprio con l’intento di semplificare la vita degli imprenditori che intendono avvicinarsi a bandi e gare pubblici grazie a una serie di servizi a loro sostegno, con i quali facciamo il punto sulle criticità nell’applicazione del nuovo Codice degli Appalti e, in particolare, proprio sul versante che riguarda le attestazioni SOA, di recente oggetto anche di un intervento chiarificatore da parte dell’Anac.

L’Anac chiarisce. Il caso era stato sollevato per la comparsa di incertezze normative relative appunto ai procedimenti di Attestazione SOA dopo l’entrata in vigore del Decreto legislativo 18 aprile 2016, n. 50, che dà il via al Nuovo Codice degli Appalti in Italia. Sollecitato sulla questione, il Presidente dell’Autorità Nazionale Anticorruzione, Raffaele Cantone, ha risposto nel merito, rimandando dal punto di vista normativo all’articolo 216 della nuova legge, che sancisce un periodo transitorio in cui restano valide le norme di cui al D.P.R. n. 207/2010 (Parte II, Titolo III). Nello specifico, dunque, e nelle more di un successivo e più generale intervento (che dovrebbe essere rappresentato dall’emanazione di linee guida da parte dell’Anac), le Società Organismo di Attestazione sono tenute a “verificare la veridicità e la sostanza delle dichiarazioni, delle certificazioni e delle documentazioni presentate dai soggetti cui rilasciare l’attestato, nonché il permanere del possesso dei requisiti» e a «rilasciare l’attestazione di qualificazione conformemente alla documentazione prodotta dall’impresa e verificata”.

Assist ai piccoli. Inoltre, come rilevato in particolare dalla Fenailp – Federazione Nazionale Imprenditori e Liberi Professionisti – l’Anac ha anche chiarito che l’obbligatorietà della qualificazione SOA è da ritenersi inerente solo per importi di lavori cosiddetti “sopra soglia” (ovvero, per importi che superano i 150 mila euro), sia per gli appaltatori, sia per i subappaltatori. Secondo l’associazione, questo è un fattore positivo perché “non risulta essere un limite gravoso per i piccoli e medi artigiani subappaltatori esecutori delle opere specialistiche“, visto che “a loro verrebbe richiesta la Soa solo in quei grandi aggregati il cui importo complessivo dei lavori è superiore ai 2 o 3 milioni di euro”.

Insomma, piccoli segnali positivi ci sono, ma in questa fase la vita degli operatori di settore sembra essere ancora più dura, anche a causa di un intervento legislativo che appare ancora monco e parziale, aumentando il rischio di confusione e di sfiducia verso il sistema pubblico.

 Angelo Vargiu

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