mercoledì, 7 dicembre 2016
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Opinioni e commenti
 

BOMBE A NEW YORK
Pubblicato il 19-09-2016


new-yorkL’Fbi porta a segno cinque arresti, dopo la caccia all’uomo. L’arresto sarebbe avvenuto dopo una sparatoria con la polizia. Stando alle prime informazioni fornite dalle forze dell’ordine, Ahmad Khan Rahami è stato catturato a Linden, in New Jersey, i sospettati sono stati fermati ad un posto di blocco che controllava il traffico sulla Belt Parkway. La polizia nel pomeriggio aveva diffuso l’identikit dell’uomo di 28 anni, afghano naturalizzato americano, di Elizabeth, in New Jersey e al nome di Rahami si è arrivati dopo l’arresto dei cinque uomini, fermati su un’auto a Brooklyn sulla Belt Parkway, una delle arterie che portano verso il principale scalo aereo di New York, il Jfk, inoltre i cinque arrestati avrebbero tenuto nascosto delle armi nel suv su cui viaggiavano.

ahmad
Torna la paura nella ‘Grande Mela’ dopo l’esplosione avvenuta sabato sera davanti al numero 133 della 23esima strada West, nel popolare quartiere di Chelsea, sempre affollato di sabato. L’ordigno si trovava nascosto dentro all’immondizia, e ha ferito almeno 29 persone, di cui una in modo grave. Tra la bomba di New York e gli esplosivi trovati in New Jersey “c’è un collegamento”, ha detto il dipartimento della Sicurezza interna Usa. A Elizabeth proprio ieri notte è stato ritrovato uno zaino nei pressi della stazione ferroviaria con altri cinque ordigni artigianali che la polizia è riuscita a neutralizzare sacrificando soltanto robot. A denunciare la sua presenza sono state due persone
all’uscita da un ristorante.
Con l’Assemblea Generale dell’Onu agli inizi, le autorità di New York hanno fatto sapere che la città vedrà in questi giorni una straordinaria mobilitazione della polizia e delle forze anti-terrorismo.
Bombe lungo il tragitto della gara. I tre ordigni nel New Jersey erano stati piazzati lungo il tragitto della gara podistica di beneficenza di sabato a Seaside Park, ma solo uno è esploso. La bomba esplosa non ha provocato vittime perché l’inizio della gara – poi annullata – era stato ritardato.
Il secondo potenziale ordigno, stavolta chiuso dentro una pentola a pressione sulla 27esima strada, somiglia a quello utilizzato nell’attentato alla maratona di Boston, ha riferito un agente di polizia.
Matteo Renzi a New York per il summit Onu su rifugiati e migranti, durante la conferenza stampa ha affrontato diversi temi primo fra tutti le reazioni dopo l’attentato di New York. “È ancora presto per fare un’analisi su ciò che è accaduto in queste ore a New York. Da parte di tutti c’è la massima attenzione e vi è il tentativo di fare ogni tipo sforzo sia per quanto riguarda la prevenzione e ciò che può sradicare la cultura della morte”. Così Matteo Renzi al summit Onu per rifugiati e migranti a New York. Infatti l’uomo arrestato per gli attentati non è affatto un povero migrante, ma un cittadino USA e appartiene a una famiglia afgana di ristoratori, per nulla indigenti, anzi.

“Un pericolo mettere insieme la questione migratoria e la questione terroristica”, ha detto il premier italiano. “Da parte nostra la priorità è la questione dei rapporti con l’Africa, come abbiamo detto a Bratislava, e poi la lotta al terrorismo globale”. E ha aggiunto: “O si interviene tutti quanti in Africa o è evidente che l’Europa non è in grado di farlo”.

Tuttavia proprio la paura del terrorismo rischia, ancora una volta, di rimettere in scena antichi rancori e proprio in un momento molto importante per gli Usa, in vista delle presidenziali.
Il candidato repubblicano Donald Trump su Twitter ha subito cavalcato la paura attaccando la sua concorrente alla Casa Bianca:
“Gli attacchi di sabato dimostrano che le fallite politiche di Obama e Hillary Clinton non ci terranno al sicuro! Io renderò l’America nuovamente sicura”. E aggiunge: “Sotto la leadership di Obama e Clinton, gli americani hanno sperimentato più attacchi in casa che vittorie all’estero. È tempo di cambiare strategia”.
“Gli attacchi del weekend dimostrano che la minaccia è reale, ma lo è anche la nostra determinazione”. Hillary Clinton lo ha detto commentando gli episodi di New York e del New Jersey. La candidata democratica alla Casa Bianca ha poi esortato gli americani “a essere vigili ma senza cedere alla paura”, auspicando “controlli approfonditi” ma senza “farci distrarre dalla retorica anti-rifugiati”.

A fare eco alle parole della Clinton quelle di Obama: “Non ci sconfiggeranno mai, come americani noi non ci arrenderemo mai alla paura. Questo è l’ ingrediente principale nella lotta ai terroristi”, dice da New York negli stessi momenti dell’arresto. Il presidente Usa ha poi parlato delle indagini: “Ci concentriamo anche sull’attacco in Minnesota, non c’è alcuna connessione tra quello e ciò che è successo qui”.

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