martedì, 6 dicembre 2016
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Opinioni e commenti
 

Caccia a verità e giustizia nella fiction ‘Catturandi,
nel nome del padre’
Pubblicato il 21-09-2016


catturandi-nel-nome-del-padreG sta a giungla come C sta a “Catturandi”. Questa l’equazione che viene fuori, parafrasando il testo del recente singolo di Luciano Ligabue, per la neo fiction in sei puntate su Rai Uno firmata da Fabrizio Costa alla regia. G come Giustizia, C come Conoscere per Capire la verità e scoprire la realtà dei fatti nella giungla del mondo della criminalità. Nuova squadra antimafia è appunto la Catturandi, guidata da un Ultimo tutto al femminile (ma Raoul Bova è pronto presto di nuovo a vestire i panni del celebre capitano), ovvero Palma Toscano; interpretata da un’abile Anita Caprioli. Nel cast anche Massimo Ghini, Alessio Boni, Leo Gullotta, Anita Zagaria e Barbara Tabita.

L’uomo da catturare e da “stanare” è il boss Natale Sciacca, ma per Palma Toscano diventa una questione personale. Lei, infatti, è figlia del commissario Luca Toscano (Ludovico Vitrano), che fu appunto ucciso per la sua lotta alla mafia in un attentato di 15 anni prima. Chi fu a sparagli? La sua morte deriva da un errore fatale e da un gesto di incoscienza o è stata premeditata? Agì da solo o no? Queste le domande a cui deve trovare una risposta la figlia. Da qui il sottotitolo della fiction: “nel nome del padre”. In sua memoria ella continua a combattere per portare a termine la sua missione, che per lei significa una ‘liberazione’ da quel dolore che ha dentro. Molto legata al padre, viceversa i rapporti con la madre sono più tesi. Finisce, così, anche in psicanalisi per rielaborazione tutta questa sua agitazione interiore. Ed è così che il suo psicologo (Lorenzo Majnoni) le dice, mentre lei racconta ciò che vide il giorno dell’uccisione del padre (descrivendo ad occhi chiusi le immagini che le ritornano alla mente e riaffiorano in modo insistente e quasi ossessivo poco alla volta), di riaprirli solo quando se la sente; quasi che si debba guardare dentro per fare chiarezza. Quando li spalanca di nuovo, frastornata, il commento dello psicanalista è: “ha visto?! Stiamo cominciando a ricostruire”. E la fiction gioca molto su questo doppio piano metaforico, su parallelismi perfettamente corrispondenti a volte. Innanzitutto perché Palma inizierà a tentare di (ri)costruire (non solo il caso con la Catturandi) proprio chiedendo aiuto alla madre e riallacciando il legame con la mamma Rita Toscano (Anita Zagaria); ma quest’ultima non sarà la sola, poiché molte saranno le personalità da cui Palma tenterà di avere informazioni preziose per capire.

Se è interessante il viaggio introspettivo che compie la Toscano, non meno lo è il personaggio (a tal proposito) di Tito Vergani (Alessio Boni), figura ambigua e ambivalente; connivente e complice della mafia, mentre pubblicamente sembra combatterla, il suo è un ruolo significativo soprattutto per la vicinanza con la figlia Alina Vergani (Marta Gastini). Loro hanno una relazione serena che fa eco a quella di Palma con il padre Luca; viceversa Alina litiga con la madre proprio come la Toscano. Se, poi, Tito è aiutato dalla sorella Sofia (Francesca Beggio), non meno lo è il personaggio interpretato dalla Caprioli. Al suo fianco il valido collega Valerio Vento (Massimo Ghini). Tra i due nasce una storia, sebbene Palma non voglia ammetterlo e inviti addirittura Vento a darsi una seconda possibilità con la ex moglie Daniela (Alessia Barela); come del resto sta cercando di fare per sé facendo luce sulla morte del padre. E così sarà; infatti Daniela rimarrà incinta di un figlio che avevano ricercato a lungo, ma arrivato quando meno se lo aspettavano. I colpi di scena non mancano, ma sono frequenti almeno quanto le svolte nelle indagini. Subito dopo l’annuncio della gravidanza della moglie di Vento, che decide di assumersi le sue responsabilità, pertanto, c’è la telefonata di Palma con cui gli annuncia che si sono compiuti dei passi in avanti nella loro caccia a Sciacca. Per lei, in questa giungla di prede e predatori, tra cacciatori e cacciati, tra chi cattura e chi è catturato, tra vittime e carnefici, è una vicenda assolutamente tutta personale lo abbiamo già detto. A ribadire il piano doppiamente metaforico e a duplice livello, ci sono poi le parole di Tito rivolte alla figlia: “tutto ha due facce, dipende da come guardiamo alle cose”, agli eventi e ai fatti che accadono. Da qui deriva il rimando al campo della pesca, in particolare da parte di Palma: “pescare non vuol dire rimanere fermi, ma muoversi con il cervello, con astuzia e intelligenza perché il pesce lo capisce che lo vuoi prendere”.
Come un mafioso e un criminale che tenta di sfuggire alla giustizia e così occorre abilità nell’agire senza farsi scoprire da lui, per poter anticipare le sue mosse prima che sia lui a farlo. Non a caso, da abile pescatrice quale è, pesca dei ricci di mare per cucinare e condire la pasta da offrire romanticamente a tavola a Vento; ma i ricci con le loro spine vanno maneggiati con cura ed attenzione, proprio come allo stesso modo ci si deve comportare con i criminali e i mafiosi. Le precauzioni non sono mai abbastanza, ma c’è sempre una speranza. Se la gravidanza di Daniela è di buon auspicio anche per gli sviluppi nelle indagini, infatti, allo stesso modo, dopo la rottura con Valerio Vento, Palma vedrà arrivarle tutto l’affetto di Ivan Leoni (Raniero Monaco di Lapio). Il giovane combatte la mafia come crede sia meglio (come del resto tutti i membri della Catturandi, ognuno alla propria maniera): allena i figli di detenuti sulla pista di atletica per “recuperarli”, toglierli dalla strada e dalle grinfie della malavita organizzata, per dare loro un futuro, delle prospettive, delle speranze perché è di questo che hanno davvero bisogno ovvero sentirsi ed essere impegnati e occupati.
Si sente utile, ma insegna a Palma anche un’altra lezione: senza fuor di metafora, le dice letteralmente che nella vita e in amore è come in barca a vela: bisogna saper aspettare quando è il momento giusto che si ha il vento a favore e lasciarsi trasportare e trascinare da esso a vele spiegate appunto.

Eppure le resistenze di Palma, nonostante questo, sono molte. Riuscirà a lasciarsi andare e godersi questo sentimento sincero senza più paure? E lasciarsi alle spalle la storia tormentata con Vento e il suo passato doloroso? Intanto la situazione, ovviamente, promette di complicarsi per volgere verso nuove pieghe.

Barbara Conti

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