sabato, 10 dicembre 2016
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Opinioni e commenti
 

Calcio. La crisi dei numeri 10. Del Piero: “Ne conosco uno bravo…”
Pubblicato il 09-09-2016


del-pieroUna specie in via d’estinzione. Non si parla di piante o animali, ma di calcio e nello specifico dei numeri 10. Da sempre sinonimo di estro e fantasia, strano ma vero, nel nostro mondo del pallone si fa enorme fatica a ritrovare eredi di campioni come Roberto Baggio, Francesco Totti o Alessandro Del Piero. Proprio quest’ultimo ha ironizzato su twitter: “Ora che i panda non sono più a rischio estinzione… proteggiamo il numero 10! Ne conosco uno bravo che vive a Los Angeles”, con chiaro e simpatico riferimento a sé stesso.

DOVE SONO I 10? – Del Piero quel numero lo ha indossato per una carriera intera e con una maglia non qualunque, quella della Juventus. Molti bianconero avevano chiesto che tale casacca fosse ritirata, ma fu lo stesso Del Piero a dichiararsi contrario: “Un bambino deve sognare di indossare la numero 10”. E così, finita l’avventura a Torino, fu prima Carlitos Tevez a prendersi carico della pesante eredità (con buonissimi risultati), poi Paul Pogba, di recente passato al Manchester United per oltre 100 milioni di euro. E ora quella importante maglia non ha più un proprietario. Discorso simile a Milano, dove sia Milan che Inter non hanno un leader che si carichi la squadra sulle spalle come fecero, per esempio, i vari Van Basten, Kakà o Zanetti nel passato più o meno recente. A Napoli c’è Lorenzo Insigne, anche se probabilmente in nessuna città come quella campana la maglia numero 10 ha un peso che vale più di un macigno: nessuno infatti, a prescindere, potrà ripetere le gesta di Maradona.

AGGRAPPATI A TOTTI – E così gli ultimi romantici devono accontentarsi in questa stagione di assistere alle ultime partite di Francesco Totti con la Roma, rimasto solo come se fosse in un’isola deserta tra le bandiere del mondo del calcio. C’è qualcosa in provincia (Saponara all’Empoli e Diamanti al Palermo), ma è poco, decisamente troppo poco. E anche la Nazionale ne risente.

Francesco Carci

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