domenica, 11 dicembre 2016
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Opinioni e commenti
 

Campania, De Luca assolto per il caso Sea Park
Pubblicato il 30-09-2016


De Luca-ricorso accoltoEra il 29 maggio del 2015 quando in una conferenza stampa Rosy dichiarò De Luca tra i 16 candidati ritenuti “impresentabili” dalla commissione. Il procedimento contestato risaliva al 2002 per il reato di concussione continuata commesso dal maggio 1998 e con “condotta in corso” secondo la procura di Salerno “Processo Sea Park”. L’ex sindaco di Salerno dichiarò di aver agito esclusivamente nell’interesse dei suoi concittadini, e di aver chiesto all’allora sottosegretario Vincenzo Viespoli di interessarsi per velocizzare la cassa integrazione dei 200 operai rimasti senza lavoro. La sua intenzione di costruire un parco che desse lavoro a queste persone e che portasse alla città di Salerno milioni di visitatori, era stata bloccata a causa di una variante al progetto ritenuta dal pm illegittima e volta ad interessi privati.
Sul banco degli indagati finirono, oltre a De Luca, altre 41 persone fra tecnici e progettisti.Ieri dopo 18 anni finalmente l’assoluzione piena. L’ex sindaco di Salerno e attuale Governatore della Regione Campania, Vincenzo De Luca, ha commentato sul suo profilo Facebook la sentenza del tribunale salernitano che lo ha sollevato, insieme ad altre 41 persone, dalle imputazioni di falso e abuso d’ufficio per presunte irregolarità nella costruzione di un parco acquatico nella città campana. “Esprimo piena soddisfazione e rispetto per la magistratura”, che lo ha assolto con formula piena perché il fatto non sussiste, ha aggiunto De Luca. “Era questa la vicenda per cui un’avventurosa parlamentare ci aveva presentato come ‘impresentabili'”, ha attaccato De Luca riferendosi a Rosy Bindi, “oggi ci presentiamo a testa alta. Noi”.
“Anni di pesante aggressione politica e mediatica avrebbero spaccato il cuore a chiunque – continua l’ex primo cittadino salernitano – io ho resistito per le grandi motivazioni ideali e morali che porto dentro e per la sicurezza di avere la coscienza pulita”.

Francesco Brancaccio

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