mercoledì, 7 dicembre 2016
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Opinioni e commenti
 

Caos cattedre: non siano
i disabili a farne le spese
Pubblicato il 13-09-2016


disabiliscuolaAprono, nella maggior parte delle regioni italiane, le porta delle scuole. Mamme felici, bambini un po’ meno, insegnanti sul piede di guerra. È stata un’estate davvero rovente tra trasferimenti e danze delle cattedre. Nel caos della buona scuola e degli alti prezzi da pagare per una cattedra stabile, la Federazione italiana per il superamento dell’handicap lancia un allarme: non siano i ragazzi con disabilità a farne le spese.

È caccia aperta a una cattedra per sostegno

Per evitare i trasferimenti forzati, infatti, in Sicilia e Sardegna è iniziata una vera e propria caccia al posto di sostegno. Una cattedra molto delicata, che necessiterebbe della giusta preparazione e delle adeguate competenze. Eppure, sembra essere l’unica strada da percorrere per evitare di fare le valigie e trasferirsi al Nord, come previsto dalla mobilità. L’attesa del 1° settembre, infatti, per molti insegnanti è stata caratterizzata da questa speranza aperta da un accordo integrativo del contratto regionale siglato tra sindacati e Uffici scolastici regionali. Secondo tale accordo è stata elaborata una soluzione per tutti quegli insegnanti che non hanno ottenuto la domanda di assegnazione provvisoria. Cosa nello specifico? La possibilità di mettersi a disposizione per un posto sul sostegno, pur non avendo la specializzazione prevista dalla Legge 104 del 1992.

Una scelta che accende le polemiche

Come prevedibile, questa soluzione, che risponde in parte alle necessità degli insegnanti di non abbandonare amici, famiglia e parenti per trasferirsi in poche ore lontano da casa, non piace ai genitori dei bambini e dei ragazzi affetti da disabilità. Per i disabili, infatti, come spiega bene anche il portale AbilityChannel, è previsto un percorso di insegnamento specializzato capace di garantire il diritto allo studio dei ragazzi, eliminando qualsiasi tipo di discriminazione e di limite all’apprendimento. Un percorso differenziato, portato avanti da insegnanti formati e specializzati. Ecco, quindi, che sono scoppiate le polemiche tra sindacati e associazioni dei familiari degli alunni con disabilità.

La posizione delle associazioni

La posizione della Federazione italiana per il superamento dell’handicap, federazione che raccoglie e raggruppa tutte le associazioni di famiglie con ragazzi disabili, è netta e chiara: “Il sindacato – dice il presidente Vincenzo Falabella – tutela gli insegnanti senza pensare ai ragazzi disabili. La Legge 104 parla chiaro. Da sempre quando è esaurita la graduatoria degli specializzati si attinge a chi quel titolo non l’ha. Occorre valutare il problema in un’altra ottica. Pensare che questi insegnanti possano comunque assicurare la continuità è assurdo: quest’ultima è garantita solo se l’insegnante curriculare porta a compimento il ciclo scolastico”. Da evidenziare che la federazione guidata da Falabella non è la sola ad avere numerose perplessità sulla strada proposta e intrapresa dai sindacati. Una voce forte e ricca di dubbi è anche quella della Lega per i diritti delle persone con disabilità (Ledha). Secondo quanto espresso di recente dalla Lega, infatti, “Se queste persone vanno a prendere il posto di insegnanti specializzati allora la toppa è peggio del buco; se invece questi posti sarebbero stati coperti da persone senza il titolo allora non cambia molto”.

E quella dei sindacati

A esporre la posizione dei sindacati è la Cisl, nella persona di Maddalena Gissi (Cisl Scuola). Secondo la leader sindacale, infatti, “Da sempre nel rapporto contrattuale la questione dei titoli è stata usata per garantire la continuità didattica”. “Va precisato – sottolinea Gissi – come avviene la procedura in questi giorni: gli uffici monitorano il numero dei precari in graduatoria con specializzazione, sia quelli della Gae che di seconda fascia. Esauriti questi posti si passa all’assegnazione provvisoria di coloro che non hanno il titolo. In Sicilia i posti di sostegno sono oltre 4 mila: hanno congelato i posti per coloro che sono possesso del titolo e hanno aperto alle assegnazioni provvisorie per chi è stato trasferito lontano da casa”. Di quante cattedre stiamo parlando? I numeri sono quelli riportati dalla rivista “La tecnica della Scuola”: più o meno 2 mila cattedre prive di copertura per la Sicilia e 160 in Sardegna.

Angelo Vargiu

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