sabato, 3 dicembre 2016
Facebook Spazio Twitter Spazio RSS Spazio
Opinioni e commenti
 

Carlo Azeglio Ciampi. L’esempio lasciato
ai giovani
Pubblicato il 19-09-2016


ciampiOggi i funerali di Carlo Azeglio Ciampi: uno dei grandi della nostra Repubblica, un politico di spessore come pochi ne sono rimasti nel nostro Paese. Il livornese si è spento il 16 settembre 2016, all’età di 95 anni, non ha voluto i funerali di Stato ma aveva già comunicato alla famiglia di volere una cerimonia privata, pienamente nel suo stile.

L’Italia resta orfana di uno dei suoi padri, anche se il personaggio di Carlo Azeglio Ciampi non è stato ben compreso da tutti. Nato nel 1920, della sua vita si potrebbero raccontare e sottolineare migliaia di aspetti diversi, tutti in grado di fare luce su una sua particolare qualità. Per spiegare la grandezza di questo politico si potrebbe partire da almeno un centinaio di episodi, ma ci focalizzeremo su due avvenimenti legati tra di loro. La conclusione dovrebbe essere che l’Italia ha bisogno di personalità di questa caratura qui.

Romano Prodi, il giorno della morte di Carlo Azeglio Ciampi, raccontava a Radio 1 di come il toscano godesse di immensa stima in ambito internazionale: quando entrava lui nella sala delle riunioni c’era sempre un po’ di solennità nell’aria. Tutti si fidavano di quello che diceva, era considerato una vera autorità in materie economiche. Prodi parlò della trattativa per l’adozione dell’Euro, circostanza nella quale Ciampi fu protagonista, riuscendo a convincere i tedeschi che l’Italia poteva da subito entrare nella zona Euro, che i conti pubblici sarebbero andati a posto. Il toscano aveva portato con sé dei foglietti, nei quali c’erano ricapitolate tutte le cifre italiane e illustrava ai colleghi europei tutte le operazioni matematiche che consentivano loro di star tranquilli riguardo la tenuta della nostra economia. Solo questo basterebbe a farci innamorare di Carlo Azeglio Ciampi, perché quei foglietti danno alla politica finalmente una connotazione estremamente reale.

Questo primo ricordo potrebbe non piacere a tanti italiani, che vedono adesso l’ingresso nell’euro come una disgrazia. Molti sarebbero tentati di dire: “Peccato che è riuscito a convincerli”. Tuttavia, Carlo Azeglio Ciampi dimostrò la sua enorme lungimiranza politica più avanti, quando divenne il decimo Presidente della Repubblica italiana. Era l’anno 1999 e Ciampi volle organizzare degli incontri con la cittadinanza in tutte le province del paese. Ogni fine settimana il Presidente viaggiava per andare a scoprire i problemi delle persone in una provincia italiana: parlava con sindacalisti, imprenditori, la pubblica amministrazione. Carlo Azeglio Ciampi aveva intuito cos’è che stava succedendo e quali erano i rischi che le istituzioni correvano: restare lontano dai bisogni dei cittadini. Il toscano voleva ribadire come ci fosse una necessaria relazione tra i problemi della cittadinanza e le risposte dello Stato. Questo suo tour delle province racconta bene chi fosse Carlo Azeglio Ciampi: un personaggio che aveva già nel ‘99 anticipato le questioni future della politica ed aveva cercato di dare l’esempio ai colleghi (è opportuno ricordare che il Presidente si recava di persona sul territorio, non si faceva utilizzo politico dei social network in quegli anni).

Ad ogni modo, la strada indicata da Carlo Azeglio Ciampi non è stata seguita da molti suoi colleghi. Sono pochi gli esempi contemporanei di dialogo reale tra istituzioni ed elettorato, proprio questa mancanza mette a repentaglio una cosa che Ciampi, con i suoi fogliettini, aveva contribuito a creare: l’area Euro. Visto che, al momento, quotidianamente si parla di avanzata degli estremismi un po’ in tutta Europa (Francia, Germania, Austria per citarne alcuni dei più vicini a noi), forse le istituzioni potrebbero trarre spunto dalla morte dell’ex Presidente italiano per una riflessione importante. Sono veramente i migranti a far perdere voti ai partiti di governo? Sul serio è colpa del terrorismo se la Gran Bretagna ha detto basta all’Europa? Carlo Azeglio Ciampi credeva che il sostegno dei cittadini per lo stato dipendesse da quanto questo facesse per migliorare la vita di tutti i giorni. Forse in Gran Bretagna, nell’Unione Europea, le persone hanno problemi che esulano da migrazione e sicurezza, solo che non sono conosciuti o affrontati.

Lorenzo Giuseppe Siggillino

bce Berlusconi bersani camera CGIL crisi elezioni Enrico Buemi europa Forza Italia Francia Germania governo Grecia Grillo Inps ISIS ISTAT italia italicum lavoro Lega M5S Marco Di Lello Matteo Renzi Nencini Onu Oreste Pastorelli pd pensioni Pia Locatelli pil psi Renzi Riccardo Nencini roma Russia Sel senato socialisti Spagna UE UIL Unione europea USA



Lascia un commento