mercoledì, 7 dicembre 2016
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Opinioni e commenti
 

Socialisti e dem per i 60 anni della Casa del Popolo
Pubblicato il 06-09-2016


carpenedolo casa del popoloUn 2016 importante per la Casa del Popolo di Carpenedolo. In questo anno, infatti, lo storico punto di riferimento della sinistra del paese e delle zone limitrofe ha spento 60 candeline. Dal 1956 al 2006 ne è passata di acqua sotto i ponti, quasi tutto è cambiato nel panorama politico internazionale. Eppure questa Casa rimane là, al suo posto. La banda musicale di Calvisano ha intonato l’Inno d’Italia, Bella Ciao e altri canti legati alla tradizione della sinistra. Le bandiere del Partito socialista italiano e quelle del Partito democratico hanno fatto da contorno all’evento che si è svolto nella cittadina della bassa bresciana.

Le note dei musicisti hanno fatto radunare diverse persone in piazza Europa. Tra di loro c’era anche l’ex sindaco di Brescia, Paolo Corsini. Poi è arrivato lo storico esponente della Cgil e membro della Casa del Popolo Giuseppe Bosio, gli altri membri Carlo Lugana e Massimiliano Bellini. Poi c’era l’ex sindaco di Acquafredda Fulvio Rosa, i membri della sezione del Partito socialista di Carpenedolo e diversi simpatizzanti. Il discorso finale, dopo un piccolo aperitivo, è stato tenuto dal senatore Corsini che ha sottolineato il proprio legame con la comunità carpenedolese: «Frequento spesso la comunità di Carpenedolo dai tempi in cui ero grande amico dell’ex sindaco Stefano Boselli».

Ma Corsini si è soffermato sul valore della Casa del Popolo, tirata a lucido per l’occasione: «È un patrimonio condiviso che serve per trovare nuove motivazioni. Deve essere un luogo di confronto e dibattito politico, centro di riferimento per le realtà associative del territorio e punto cruciale che può supplire all’assenza dei partiti». Il segretario del Pd Carpenedolo, Massimiliano Bellini, ha ricordato il valore storico della Casa del Popolo per il paese: «Si tratta di un luogo carico di storia, dove sono nate intese, sindaci e amministratori di Carpenedolo». Commovente anche il discorso di Giuseppe Bosio, che ha ripercorso le tappe che hanno portato ai 60 anni della Casa, «con la speranza che non debbano trascorrere altri decenni per organizzare un’altra festa».

Valerio Morabito

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