sabato, 27 maggio 2017
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Opinioni e commenti
 

Cassazione: via libera a riconoscimento bimbo
con due madri
Pubblicato il 30-09-2016


Famiglia-gay_Strasburgo“È con immensa gioia che riceviamo la notizia della ratifica da parte della Cassazione del riconoscimento della maternità a due donne” dichiara Francesca Puopolo, Presidente di Arcigay Torino.
La Cassazione ha dato infatti il via libera al riconoscimento dell’atto di nascita di un bimbo nato in Spagna da due donne sposate – e poi divorziate – una delle quali lo ha partorito mentre l’altra le ha donato gli ovuli. Per la Cassazione deve prevalere l’interesse del minore ad avere entrambi i genitori, in questo caso due mamme, perché, anche se non ci sono norme che regolano questi casi, non c’è alcun “divieto costituzionale” che preclude alle coppie dello stesso sesso “di accogliere e generare figli”.
“Le due mamme, che si sono avvalse della fecondazione eterologa a Barcellona, vedevano entrambe già riconosciute come madri in Spagna, mentre fino a oggi vi era negata in Italia. Nessun problema di ordine pubblico dunque” sottolinea Francesca Puopolo, ricordando le motivazioni mosse dal procuratore generale l’anno scorso in merito al caso, “semmai un vuoto giuridico che deve essere colmato al più presto dal Parlamento. Questo passo” continua la Presidente di Arcigay Torino, “che si unisce a quelli di altre città italiane, fa emergere la necessità di una legge che tuteli i figli e la vita famigliare delle coppie omogenitoriali. Auguro alle due mamme” conclude Francesca Puopolo “che la legge riconosca la loro genitorialità al più presto. Fino a quando alcuni genitori rimarranno invisibili davanti alla legge, la nostra battaglia di civiltà non potrà dirsi conclusa”.
Con questo verdetto la Cassazione ha confermato il decreto con il quale la Corte di appello di Torino, nel dicembre 2014, ha ordinato all’Anagrafe di Torino di trascrivere l’atto di nascita di un bimbo, nato in Spagna nel 2011 da una mamma spagnola che lo ha partorito e da una mamma italiana che le ha donato gli ovuli. Le due erano sposate in Spagna dal 2009. Dopo il divorzio, hanno chiesto la trascrizione dell’atto di nascita presso l’anagrafe italiana, ma il Tribunale di Torino l’aveva negata “perché contrastante con il principio di ordine pubblico in base al quale madre è soltanto colei che ha partorito il bambino”. La Cassazione ha affermato: “La regola secondo cui è madre colei che ha partorito, a norma del III comma dell’art.269 c.c., non costituisce un principio fondamentale di rango costituzionale, sicché è riconoscibile in Italia l’atto di nascita straniero dal quale risulti che un bambino, nato da un progetto genitoriale di coppia, è figlio di due madri (una che lo ha partorito e l’altra che ha donato l’ovulo), non essendo opponibile un principio di ordine pubblico desumibile dalla suddetta regola”.

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