domenica, 4 dicembre 2016
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Opinioni e commenti
 

Centro-destra. Berlusconi rientra nel ring
Pubblicato il 26-09-2016


silvio-berlusconiSilvio Berlusconi esce dal cono d’ombra nel quale era piombato per lunghi mesi. Il presidente di Forza Italia, un po’ per la delicata operazione subita al cuore e un po’ per la sconfitta patita nelle elezioni comunali di giugno, è rimasto a lungo lontano dalle luci della ribalta della politica. Ora ritorna in campo con un piglio da protagonista. In una settimana ha ricevuto nella sua villa di Arcore prima Matteo Salvini, poi Stefano Parisi e quindi l’ufficio di presidenza di Forza Italia.
Berlusconi, 80 anni il 29 settembre, tesse la sua tela. Il centro-destra resta diviso e su posizioni diverse, ma i contrasti sembrano attenuarsi. Il segretario della Lega Nord continua a proporre le elezioni primarie per la leadership del centro-destra e punta sempre su se stesso. Tuttavia già prima di andare a cena nella villa del Cavaliere, Salvini ha riconosciuto durante l’adunata annuale leghista di Pontida: «Il nostro interlocutore privilegiato nel centrodestra resta Silvio Berlusconi».
Non è stato semplice nemmeno l’incontro ad Arcore con Parisi, eppure è l’uomo “incaricato” dal Cavaliere di riorganizzare Forza Italia e di rilanciare il centro-destra. L’ex manager impegnato a realizzare Energie per l’Italia è contestato sia da Salvini e sia da gran parte del gruppo dirigente azzurro (in testa i capigruppo parlamentari Renato Brunetta e Paolo Romani). L’ex presidente del Consiglio apprezza l’impostazione riformista del candidato a sindaco di Milano che a giugno ha sfiorato il successo solo per una manciata di voti. Loda obiettivo dell’ex amministratore delegato di Fastweb di costruire «un centrodestra unito, di credibile alternativa di governo», composto di persone provenienti dal mondo delle imprese, delle professioni, dell’università, del lavoro, tuttavia nutre delle riserve sulla sua impostazione troppo da lezioni universitarie.
Difficile è stata pure la riunione con l’ufficio di presidenza di Forza Italia. Molti dirigenti del partito fondato da Berlusconi temono di essere “rottamati” da Parisi o da Energie per l’Italia, il nuovo partito al quale, per molti, starebbe lavorando. Tuttavia il Cavaliere ha rassicurato tutti: «Forza Italia è orgogliosa dei suoi dirigenti», non verrà sciolta ma rilanciata. Sul come, però, ha dato una ricetta simile a quella di Parisi: no al referendum costituzionale, lotta ai fallimenti del Pd renziano e del M5S, porte aperte ai volti nuovi. Più precisamente: gli elettori moderati delusi si riconquistano solo con uomini provenienti dalle “trincee del lavoro” e “non solo dal professionismo della politica”.
All’imprenditore Berlusconi piace il manager Parisi, ma l’investitura per la successione non sembra ancora arrivata. Un comunicato stampa di Forza Italia ha annunciato per novembre «una Conferenza programmatica» anche «in vista delle possibili scadenze elettorali». C’è una precisazione significativa: la Conferenza «sarà aperta e conclusa dal Presidente Berlusconi». In sintesi: il presidente di Forza Italia rientra nel ring.
Un occhio attento a Beppe Grillo e uno a Matteo Renzi. Berlusconi ha sette vite. L’ex presidente del Consiglio, nella riunione con i vertici di Forza Italia avrebbe anche sollecitato ad allargare lo spazio, aperto da Renzi, a modificare l’Italicum. Il Cavaliere avrebbe gettato alle ortiche “la religione” del sistema elettorale maggioritario, l’antica bandiera della Seconda Repubblica: «Giudico interessante, comunque da approfondire, la proposta dei Cinque stelle sul proporzionale e le preferenze». La sterzata verso il sistema elettorale proporzionale, versione modello tedesco, restituirebbe un ruolo centrale a Forza Italia declassata da grande a medio partito e riaprirebbe le porte a un confronto con il presidente del Consiglio.

Rodolfo Ruocco

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